I mercanti dello Spazio
by C.M. Kornbluth, Frederik Pohl
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Tit.Orig.: The Space Merchants, 1953

Quando questo romanzo fu scritto, nel 1962, la maggior parte degli italiani "abbienti" andava in giro in 600 o in scooter, e dei supermarket si parlava come di una novità sospetta. Oggi, che siamo passati anche noi per il grande carnevale consumistico, di cui anzi le luci cominciano qua e la ad affievolirsi, le grottesche anticipazioni di Pohl e Kornbluth acquistano, col senno di poi, un valore veramente classico. La forza del libro sta senza dubbio nella sua incalzante vivacità di ritmo e di ricchezza di sorprese; ma più ancora nell'aver evitato le facili prediche, le invettive, i vacui moralismi. Pohl e Kornbluth - è questa la loro geniale intuizione satirica - non gridano "al lupo!" ma cedono la parola al lupo stesso, cioè a Mitchell Courtenay, alto funzionario di un'onnipotente agenzia pubblicitaria, contentissimo di sè, del suo lavoro, della sua vita, perfettamente integrato nel "sistema". E stanno a vedere quello che gli succede.

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ruforufo wrote a review
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MaxryaMaxrya wrote a review
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In un indefinito tempo futuro, la Terra è sovrappopolata, le agenzie pubblicitarie sono diventate così potenti da dirigere direttamente i destini del mondo e la popolazione è ridotta ad un branco di pecore consumatrici, convinte all’acquisto coatto con ogni mezzo, uno più nefando dell’altro (come il condizionamento subliminale, l’aggiunta di droghe,che creano assuefazione, nei cibi e nelle bevande e via discorrendo).
Uno dei dirigenti della Fowler Shocken, Mitchell Courtenay, si ritrova coinvolto suo malgrado nella preparazione del Progetto Venere, una campagna per la colonizzazione del secondo pianeta del Sistema Solare, condotta col solo scopo di accrescere i profitti della già incredibilmente potente Società.
Ma sul nostro pianeta esistono ancora persone che si ribellano al consumismo sfrenato (i cosiddetti “Indietristi”) e stanno da tempo organizzando una strisciante rivolta contro il sistema. Mitch si ritroverà preso nel mezzo nella lotta tra le Multinazionali e i ribelli con esiti che nemmeno lui potrebbe lontanamente immaginare.
Al di là degli intenti chiaramente satirici della società consumistica in cui viviamo (e il libro è del 1952! Ne aveva ancora di acqua da scorrere sotto i ponti …) la trama appare abbastanza irrisolta, finale compreso che non dice molto e lascia i personaggi così, un po’ a metà del guado. In generale un romanzo lodevole per gli intenti iniziali (la stigmatizzazione dell’Occidente troppo asservito al consumo, senza ritegno e senza giudizio, anche del nostro stesso pianeta) ma che si sviluppa in maniera insoddisfacente. Meritevole di una distratta lettura e nulla più.