I newyorkesi
by Cathleen Schine
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New York! New York! Al riparo dal traffico e dal trambusto cittadino dell’Upper West Side c’è un piccolo quartiere tranquillo vicino a Central Park dove, tra gli altri, abitano alcuni proprietari di cani. Vivere in un posto come questo, con un cane al guinzaglio, è come vivere in un piccolo villaggio.

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Giogio53Giogio53 wrote a review
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Tra New York e Creta - 05 set 21

Sicuramente un libro molto “newyorchese”, tutto girato come un film di Paul Auster in un angolo della città che potrebbe essere in una qualsiasi piccola città del Middle East americano. Con la scrittrice che simpaticamente si rivolge a noi lettori, invocandone complicità, mentre ci illustra chi fa cosa “in quell’angolo di mondo” (cit. da cover dell’Equipe 84 dal singolo “Stay” degli Hollies).

Facendo un passo indietro, è il primo libro che leggo di Cathleen, in origine medioevalista e tuttora mia coetanea, autrice nella fine del secolo scorso di un fortunato libro (“Lettera d’amore”, poi anche film), dai toni sempre leggeri ma, lì come anche qui, accattivanti.

In questo romanzo, il tocco in più è dato dalla presenza dei cani. Comprimari, ma presenze significative per lo svolgimento della trama. La cui parte migliore, per me, è invece quello spazio di New York che non sembra la Grande Mela. Un ritaglio dell’Upper West Side, tra la Columbus Avenue e Central Park, magari a ridosso del Sol Bloom Playground, con la sua fontana a forma di girasole.

In quest’area metropolitana, tra il 236 ed il 232 (i numeri delle case) abitano i protagonisti della storia: Jody, Polly, Everett, George, Simon, Jamie, mentre l’unica “lontana” è Alexandra dalla cui finestra si vede la Statua della Libertà. Ci sono alcuni negozi etnici, dove fare la spesa all’ultimo minuto, ed un pub-ristorante chiamato “Go Go Grill” tenuto dal simpatico gay Jamie, unico posto in zona che accetti di far entrare i cani. Che, appunto, sono l’alter ego della storia: Beatrice, il pitbull di Jody, Howdy, il cucciolo di Polly, e Jolly, l’isterico cane di Alexandra.

Quindi tra una passeggiata con cane verso Central Park, con annessi bisogni ed altre deiezioni, vediamo lo svolgersi dei piccoli passi di cui ci racconta la Schine. In primo piano Jody, quasi quarantenne quasi zitella, insegnante di musica per bambini, nonché violoncellista. Che per vincere solitudine ed insonnia, prende al canile il bianco pitbull Beatrice. E passeggiando con lui si imbatte nel cinquantenne Everett, non particolarmente né bello né simpatico, ma quando sorride, tutte, ed in particolare Jody, si innamorano di lui.

Ma Everett è sempre con la testa altrove, spesso tra il recente divorzio e seguire la più che ventenne figlia Emily. Talmente sconclusionato che non si accorge neanche di mezza avances fatta da Jody, mentre cade nel vortice amore di Polly, di poco più grande di Emily, ma padrona di un cagnetto, Howdy simpatico e di cui Everett si innamora (inciso: in slang “howdy” sta per “Hello” o “ciao”). Polly si era trasferita in zona alla ricerca di un affitto meno caro, dopo essere stata lasciata dall’inutile Chris, convincendo il momentaneamente disoccupato fratello George a venire con lei. Scelta fortunata, che George trova lavoro come barista da Jamie e pian pianino, con tutti i cani intorno, scopre la sua vocazione di addestratore canino.

Il nucleo dei protagonisti è chiuso da Simon, altro quarantenne, occupato ma disincantato, che aspetta solo il novembre di ogni anno per andare a fare la caccia alla volpe nel Vermont. Nella mancanza di attenzioni di Everett, Simon entra nella vita di Jody (in tutti i sensi), che, ammalandosi Beatrice, si trasferisce da lui che sta al primo piano.

Così tra una bevuta ed una pisciata canina si consumano le varie vite dei nostri. George comincia ad addestrare i cani, e si imbatte nel difficile Jolly, che però gli permette di conquistare il cuore di Alexandra. Polly si accorge che troppi sono i venticinque anni di differenza con Everett, e lo lascia, spezzandogli il cuore, privandolo della presenza di Howdy. Simon si scopre sempre più misogino, tanto che decide di lasciare New York e Jody, e trasferirsi definitivamente nel Vermont. Beatrice muore di cancro, e Jody si consola solo con il vino rosso di Jamie.

Se pensate che questa sia la fine avete sbagliato, che altro succede prima, durante ed anche dopo quel poco che ho narrato. Lasciandoci alla fine con quel tocco lieve delle letture poco impegnative, ma con un paio di messaggini su cui riflettere.

Quello che avrei voluto capire è il senso del titolo, tra la citazione della famosa rivista letteraria, un cenno agli abitanti autoctoni della città e qualche altro che forse mi sfugge. Forse “New Doggers” poteva valer la pena di essere tentato. Ma per quello che è, il tutto può rimanere così.

“L’unico matrimonio in cui ci si diverte è il proprio.” (259)

caramellacaramella wrote a review
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KukiKuki wrote a review
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