I ragazzi del massacro
by Giorgio Scerbanenco
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Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni, ilcadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata dibotte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi,fragile e delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia,"insegnante di varie materie e anche di buona educazione" nella scuola seraleAndrea e Maria Fustagni. Un ambiente non molto raccomandabile, visto che glistudenti sono già passati per il riformatorio, o vengono da famigliedifficili. A risolvere il caso, sarà Duca Lamberti, medico e investigatore,alle prese questa volta con un ambiente insolito, morboso, feroce.divertimento collettivo.

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zombie49zombie49 wrote a review
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Giallo crudo come i delitti reali
Nell’aula di una scuola serale x ragazzi disadattati, la lavagna è piena di disegni osceni. A terra, uccisa a botte e stuprata, giace la giovane maestra Matilde Crescenzaghi. Colpevoli del massacro, i suoi undici allievi. Sono adolescenti della più desolata periferia di Milano, figli di delinquenti, prostitute, con malattie ereditarie, che hanno già trascorso molti mesi in carcere o in riformatorio. La loro linea di difesa è semplice: accusarsi l’un l’altro. Il commissario Lamberti vuole indagare sulle responsabilità di ciascuno, facendo leva sui ragazzi meno corrotti, e sospetta che dietro al bestiale omicidio ci sia un mandante. Con pazienza Duca segue le tracce, x arrivare all’origine del male. La storia è semplice e cruda, come i delitti reali. C’è qualcosa, nei romanzi di Scerbanenco, che mette a disagio, una rabbia e una violenza repressa non solo verso i criminali, ma verso il mondo intero. I suoi protagonisti sono tutti perdenti: i poliziotti sfiduciati e oberati di lavoro, le maestre e le assistenti sociali illuse di portare redenzione, i ragazzi già segnati da malattie e disagio sociale e familiare, le prostitute sfruttate e picchiate. Ci sono donne precocemente invecchiate e sfregiate, piccoli criminali incattiviti da anni di carcere, protettori con i loro sordidi traffici. Le sue figure femminili positive sono dedite a compiti tradizionali, la cucina, il cucito, e sottomesse agli uomini. Duca Lamberti non è un poliziotto bonario come Maigret o il maresciallo di Soldati, amanti della pipa o della buona cucina, è cupo, teso, arrabbiato quanto i criminali, e usa a volte metodi poco ortodossi per convincerli a collaborare. Per lui, con le buone maniere si ottiene poco. Accanitamente, quasi con fanatismo, cerca i colpevoli, anche se lui stesso non crede possa servire a molto, se presto una legge troppo permissiva li rimetterà in libertà. E’ un mondo grigio, fangoso, tetro, come la nebbia che avvolge Milano alla fine degli anni Sessanta, eppure intrigante.
toctoc wrote a review
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RachbeeRachbee wrote a review
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Francesco PlatiniFrancesco Platini wrote a review
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A che serve arrestare un mostro? A che serve punirlo? A che serve ucciderlo? E a che serve che viva?

IRELAND
L’ultima parola scritta sulla lavagna dalla maestrina dei ragazzi problematici prima di essere seviziata dai suoi allievi. Ferdinand von Schirach riproporrà in un suo racconto dall’atmosfera altrettanto sordida, lo stupro di una ragazza da parte di un branco di ubriachi, persone altrimenti normali e rispettabili, il problema che si pone a Duca Lamberti: quando per un delitto di gruppo ciascun accusato si dichiara innocente e scarica la colpa su tutti gli altri, essendo la responsabilità penale individuale, è di fatto impossibile perseguire chicchessia. Tutti colpevoli ma nessun colpevole.
Lamberti deve trovare almeno una crepa in questa barriera per provare a demolirla, pezzo per pezzo, come è stata sistematicamente demolita Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli, che credeva nella possibilità per chiunque di essere redento da un’esistenza cominciata male (non per tutti a onor del vero), padri delinquenti o alcolizzati e madri prostitute, proseguita peggio con alcolismo precoce, droga, furti, gioco d’azzardo e malattie, dalla tubercolosi alla sifilide ereditata. Scerbanenco non risparmia nulla al lettore fatta salva una pudica reticenza sulle parti intime della donna straziata.
Alla soluzione si arriva passando per un problema di coscienza; la nebbia che dissolve Milano e la morte di una nipotina amata, figlia di una sorella fragile, completano il quadro di questo romanzo che mette in scena l’orrore ma anche impercettibili brandelli di speranza, i fili di paglia che brillano nella stalla. Riconoscerli richiede fatica ma per sopravvivere è indispensabile farlo.

Le fotografie hanno una luminosità che la realtà non ha, la realtà è fuggente e sfuggente, la foto è concretezza.