I ragazzi della Nickel
by Colson Whitehead
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Il movimento per i diritti civili sta prendendo piede anche nell'enclave nera di Frenchtown (Tallahassee) ed Elwood Curtis, un ragazzino abbandonato dai genitori e cresciuto dalla nonna, assimila tutte le massime e gli insegnamenti di Martin Luther King. Pieno di talento e molto coscienzioso, sta per iniziare a frequentare il college del posto, quando incautamente accetta un passaggio in auto. Ma per un ragazzo nero dei primi anni Sessanta, anche l'errore più innocente può rivelarsi fatale. Elwood viene spedito in un riformatorio chiamato Nickel Academy, la cui missione è provvedere a un'educazione fisica, intellettuale e morale così che il piccolo delinquente possa diventare un uomo onesto e rispettabile. Questo sulla carta. Perché nei fatti la Nickel Academy è un vero e proprio labirinto degli orrori.

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Siamo negli anni ’60 in Florida, i movimenti per i diritti civili sono sempre più forti, ed Elwood Curtis è un ragazzino che ha sogni da vendere, ama la letteratura e ascolta un vinile con i discorsi di Martin Luther King. Vive con la nonna Harriet che vorrebbe proteggerlo dai pericoli della vita, e augura per lui una vita tranquilla e non dissidente, dovrebbe semplicemente accontentarsi di non essere ucciso, ma Elwood vuole cambiare le carte in tavola, vuole sentirsi libero, vuole togliersi di dosso l’etichetta di “negro”, vuole poter studiare, emanciparsi, entrare in un luogo pubblico senza aver timore di ritorsioni. Sceglie la lotta, la lotta armata della cultura.
«Elwood si atteneva a un codice, e il Dottor King dava a quel codice forma, espressione e significato. Ci sono grandi forze, come Jim Crow, che vogliono tenere sottomessi i neri, e ci sono piccole forze, come la volontà degli altri, che vogliono tenere sottomesso te, e di fronte a tutte queste cose, grandi e piccole, devi drizzare la schiena e rimanere consapevole della tua identità. Le enciclopedie sono vuote. Ci sono imbroglioni che ti offrono il vuoto con un sorriso, mentre altri ti rubano il tuo amor proprio. Devi ricordarti chi sei».

Grazie al sostegno di un professore lungimirante Elwood riesce a guadagnarsi l’iscrizione al tanto agognano collage per poter studiare letteratura inglese e provare a cambiare le sorti della comunità nera, ma un evento inaspettato lo porterà ad essere inconsapevolmente complice di un reato. Ed è qui che inizia la vera avventura di Elwood, alla scuola della Nickel, fondata da un uomo senza alcun fondamento pedagogico. Una scuola che nasconde un riformatorio.

«Lo stato aveva aperto la scuola nel 1899, con il nome di Florida Industrial School for Boys. “Un riformatorio dove il delinquente minorile, separato dai complici malvagi, possa ricevere una preparazione fisica, intellettuale e morale, venire riabilitato e reintegrato nella comunità con intenzioni e caratteri adatti ad un buon cittadino, a un uomo rispettabile e onesto con un mestiere o un’occupazione qualificata che gli permettano di mantenersi”. I ragazzi venivano chiamati studenti, anziché detenuti, per distinguerli dai criminali violenti che popolavano le prigioni. I criminali violenti, aggiunse Elwood, facevano tutti parte del personale».

Un romanzo che si lascia leggere con interesse, che è ispirato alla vera storia dell’Arthur G. Dozier School for Boys di Marianna, in Florida, istituto correttivo chiuso solo nel 2011, di cui le feroci violenze furono scoperte solo anni molti più tardi a cui l’autore Colson Whitehead dà voce in poche più di duecento pagine, ricordando alla memoria quei centinaia di corpi rinvenuti nel terreno sulla collina segno di una profonda disumanità dell’uomo, e di come la storia può ripetersi anche quando sembra ormai un capitolo chiuso o archiviato.