I segreti di casa Pascoli
by Vittorino Andreoli
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"Il sogno è l'infinita ombra del vero" scriveva Giovanni Pascoli, un poeta lacui vita fu segnata già a 12 anni dall'assassinio del padre e l'annosuccessivo dalla morte della madre. Per raggiungere questa verità ombreggiatadal sogno della poesia, Vittorino Andreoli, ha indagato l'esistenza diGiovanni Pascoli con i metodi della ricerca psicopatologica, ricostruendo unapersonalità che, assieme all'eccezionalità del genio, configura un casoclinico da manuale, per l'insieme di traumi da cui è stata incrinata.

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Giovanni, Ida e Maria
Da casa mia a Castelvecchio è un soffio. A Castelvecchio questo mio povero poeta scrisse le sue liriche più belle; i canti di Castelvecchio; la casa dove visse Pascoli è visitabile; la camera dove dormiva con la sorella Maria è un locale monacale, da una finestra stretta si ha una splendida vista su un mare di olivi e più lontano ancora, distinguibile nelle giornate luminose, una striscia più chiara indica la presenza del mare.I due letti, sono vicini l'uno all' altro e uniti, al fondo, da una cordicella, che i due fratelli si legavano intorno alle caviglie, per essere, diciamo così, ancor più vicini. Andreoli, da neurologo e psichiatra qual' è , unisce all' analisi oggettiva, basata su una ricerca ben documentata negli archivi pascoliani, unainterpretazione psicologica della storia familiare del poeta. Con un metodo sia psicanalitico che documentario arriva all' ipotesi dell' incesto, ma mai suffragato da testimonianze o prove. Il nesso tra follia e creatività era stato individuato e indagato da Freud ed esistono altri studi, di altri psicologi, su Van Gogh, Leonardo, Leopardi. Andreoli ( e su questo è molto chiaro ) non reputa Pascoli affetto da una vera e propria patologia psichiatrica, ma ne sottolinea la personalità con molte caratteristiche infantili, un Edipo non risolto, una forte fragilità emotiva, e da ultimo una dipendenza all' alcool che lo porterà alla morte. Di chi invece Andreoli dà una diagnosi psichiatrica ( di isteria ) è Maria, che diventerà guardiana della vita del poeta e dell' altra sorella, Ida. Andreoli ricostruice la storia familiare a partire dall' omicidio mai risolto del padre, nel 1867, fino al momento in cui Giovanni, ormai adulto e docente riesce ad avere con sè a Massa le due sorelle minori, togliendole dal collegio dove erano vissute fino ad allora. E' a questo punto che inizia il dramma: la forte attrazione, il legame morboso e intenso che nasce tra il poeta ed entrambe le due sorelle, in particolare con Ida, che viene riportata in tutta la sua bellezza e carnalità dal poeta stesso, in uno schizzo che il libro riporta come documento di particolare interesse. Disegni, lettere che sono alla base dell' ipotesi di Andreoli: un legame di attrazione fisica e di amore tra Ida e Giovanni, un amore nevrotico con Maria, sublimato nel misticismo. E ancora altre ipotesi : Maria che si accorge dell' amore tra Ida e Giovanni e abbia voluto riequilibrare il nucleo familiare, espellendo Ida, destinata, per la sua femminilità, a diventare moglie e madre. Mancano tante lettere tra Giovanni e Ida, presumibilmente fatte sparire da Maria. Quelle che restano dimostrano un poeta in bilico tra i sentimenti per l'una e l' altra, che appaiono in opposizione: due legami esclusivi, violenti, tormentati da gelosie che di solito non trovano spazio tra fratelli, ma somigliano a quelle vissute in un amore di coppia. La devozione di Maria per il poeta è un amore mortifero, tanto è vero Andreoli dimostra come le nozze combinate di Ida nel 1895 furono per Giovanni l' inizio della fine: nonostante il successo, il poeta inizia a bere, morendo nel 1912 di cirrosi epatica. Un tentativo di sposare una cugina, Imelde, sarà stroncato facilmente da Maria. Le ipotesi di questo libro sono ipotesi di uno psichiatra ; e nulla tolgono o aggiungono alla bellezza della poetica pascoliana e ai significati individuati dalla critica letteraria.Andreoli è appunto psichiatra, non critico letterario nè storico: e la descrizione che egli fa della sua visita alla casa di Castelvecchio, alla camera e alla tomba non è oggettiva ma assolutamente perturbante e affascinante: vede nella camera quell' angosciante cordicella tra i due lettini e poi, sul sarcofago, fessurazioni nel marmo, che lasciano pensare a come una mano piccola potesse infilarsi agevolmente all' interno e continuare a toccare quel fratello così amato e idealizzato, che non doveva amare altri che lei ( Maria era piccola come una bambina ). Un' ipotesi che porta ad atmosfere malsane , malate e che lasci aun retrogusto amaro.