I tre moschettieri
by Alexandre Dumas, père
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Questa edizione riporta il codice ISBN 9788889145067, lo stesso attribuito anche al volume "Racconti" di Anton Cechov, n. 7 della collana "La Biblioteca di Repubblica. Ottocento"

anobii.com/books/Racconti/9788889145067/01ddd13aec4a4d8c27

Devozione incondizionata al re, fedeltà e coraggio, sprezzo della morte e un’incorruttibile amicizia: sono gli ingredienti del più famoso romanzo di cappa e spada che sia mai stato scritto. E Dumas, “il re di Parigi”, uno dei più grandi scrittori francesi del XIX secolo, deve la sua fama proprio a questo romanzo. I Moschettieri costituiscono un gruppo invincibile, che passa indenne attraverso agguati mortali e intrighi di potere, mirabilmente diretti dal cardinale Richelieu e da Milady, la donna-perdizione. Ed ecco che l’avventura e il sogno diventano i reali protagonisti del romanzo, dove tutto si gioca per scommessa, per fede, e perché no, per divertimento.

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BeatriceBeatrice wrote a review
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Ajeje BrazovAjeje Brazov wrote a review
010
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"I tre moschettieri" è una delle opere più conosciute, sia come romanzo che come adattamenti cinematografici. Io mi sono sempre tenuto alla larga, non mi ha mai ispirato.
Poi un giorno di qualche annetto fa, mi capitò tra le mani, in una bella edizione con alcune illustrazioni ed allora me lo accaparrai. Così, qualche settimana fa, con il pretesto di una lettura condivisa, l'ho iniziato senza sapere davvero cosa aspettarmi, ma conoscendo la scrittura di Dumas, avendo già letto un paio di libri, tra i suoi meno conosciuti e considerandola un'ottima scrittura, ricca di suspense e di caratterizzazione dei personaggi.
L'avventura, narrata in questo libro, parte subito a spron battuto. Con un incastro magistrale tra narrazione esterna e dialoghi, la storia mette i suoi pilastri, ben interrati nel fondo, poi i personaggi crescono sempre più, come fiori in primavera, per contro: gli intrighi, gli inganni e le infamie si insinuano, infide e taglienti fra i protagonisti, come farebbe il vento di tempesta in una notte invernale buia e tetra.
La domanda fatidica è: perchè mai ho aspettato così tanto e soprattutto perchè io lo abbia sempre schernito e denigrato a tal punto?
Un classico della letturatura, intramontabile, con quel suo fascino di avventure, di atmosfere, di sentimenti, di voglia per la vita, che ormai si son perse da moltissimo tempo.
Letture di tale coinvolgimento sono rare e come tale debbono essere custodite in nostri ipotetici "musei" della nostra memoria culturale e sociale.
Consigliatissimo!
youtube.com/watch?v=2oaIcChc4tI
Manuela OldaniManuela Oldani wrote a review
01
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Io e Dumas non andiamo d'accordo. L'ho capito con sfavillante chiarezza più o meno al secondo capitolo ed è con angoscia che ho portato avanti la lettura di un libro che di capitoli ne ha una sessantina. I problemi che ho con Dumas sono di natura intrinseca, stanno nel suo modo di concepire i personaggi, di caratterizzarli, di presentarli al lettore. Tra le descrizioni assurde, in cui ci parla di giovani di "circa" 27 anni, e i dettagli inutili (e lo capisco, quando uno lavora a cottimo ha bisogno di far parole e non lo critico per questo), ciò che più mi stanca sono le caratterizzazioni di cartone, personaggi ritagliati che non hanno alcuna profondità reale, che si innamorano a caso vedendo una persona una volta ma che poi si comportano come se questo non fosse mai avvenuto in totale incoerenza, personaggi che sono macchiette, che non cambiano mai, non davvero, che spesso non sono che un'etichetta e qualche pregiudizio incollato insieme. So che moltissime persone non la pensano così e che trovano invece Dumas uno scrittore profondo conoscitore dell'animo umano e raffinato ricamatore di personaggi. Non so farmene una ragione, ahimè. Ne prendo atto.


Ciò che invece sa fare bene ed è innegabile è portare avanti l'azione e incuriosire il lettore. D'altronde questo era ciò che contava davvero nello scrivere romanzi d'appendice, cosa in cui Dumas eccelleva senza ombra di dubbio. Era uno scrittore dalla fervida immaginazione e che sapeva ben dosare i colpi di scena e la lunghezza dei capitoli, che riusciva a mescolare momenti di azione, buffi e drammatici con sapienza senza mai appesantire troppo la narrazione. L'unico libro in cui non c'è riuscito, a mio avviso, è "Il tulipano nero". "I tre moschettieri" da questo punto di vista è scritto benissimo e davvero godibile.


Ho odiato ogni singolo personaggi all'interno di questo libro. Sospettavo che avrei odiato il protagonista, ma speravo che tra i tre amici uno mi sarebbe riuscito simpatico. Invece niente. Il problema, probabilmente, è che sono troppo vecchia, ma essendo risaputamente nata vecchia non credo mi sarebbe piaciuto nemmeno da ragazzina. Io odio i personaggi "scaltri" che abusano delle altre persone, che sperperano in maniera insensata e senza alcun rispetto degli altri il proprio denaro o peggio quello degli altri, che vivono da parassiti, si ubriacano e giocano d'azzardo. Odio le "cicale", soprattutto se poi questi sono i cosiddetti "buoni". Li ho trovati personaggi davvero sgradevoli, tutti quanti, e non capisco come possano suscitare simpatia, ancor meno empatia. Per questo dal mio punto di vista la narrazione inizia ad accelerare piacevolmente dall'entrata in scena di Milady a tempo pieno, quando ci dedichiamo totalmente al suo inseguimento e al tentativo di sventarne i piani.


E' anche un romanzo ben concluso, che mi solleverà dalla necessità di leggere i seguenti due della serie. Mi rendo conto che questi libri non sono stati scritti per me. Però sono contenta di aver finalmente aggiunto questo tassello nel mio repertorio di letture, perché i moschettieri sono entrati prepotentemente nell'immaginario e nella storia della letteratura mondiale. Viste le premesse, dunque, un libro che mi ha lasciato un'impressione positiva.

GrembiuleGrembiule wrote a review
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