Ice limit
by Douglas Preston, Lincoln Child
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A Isla Desolacion, terra inospitale al largo di Capo Horn, viene localizzatoun gigantesco meteorite. Un eccentrico miliardario americano vuole a tutti icosti quel reperto e finanzia una spedizione navale di "recupero". Lamissione diventa presto una sfida pericolosa, ai gelidi confini dell'... More

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Finale un po' eccessivo, ma nel complesso un romanzo godibile
Datemi un libro con un grosso mezzo di trasporto che va sull'acqua, nell'aria o nello spazio e io mi divertirò di sicuro. Questo libro di Douglas Preston e Lincoln Child non fa altro che confermare tale fatto, tanto più che alla nave si aggiungono le difficoltà di portarla in un ambiente estremo come l'Oceano Antartico. Di fronte a tutti questi elementi messi insieme, non potevo che leggere decidere di leggere un romanzo del genere e devo dire che le buone premesse della trama sono state mantenute.
I due autori sono davvero riusciti a portarmi in mezzo ai ghiacci, a trasmettermi l'angoscia di una nave che rischia di affondare nel gelido nulla tra la Patagonia e l'Antartide.
La premessa del meteorite gigante è intrigante, ma è ancora meglio lo sviluppo stesso della storia. La costante sensazione di pericolo emerge dalle pagine, veicolata da personaggi perfettamente in linea con ciò che ci si aspetta da un libro di avventura. Alcuni sono un po' sopra le righe, ma la situazione narrata lo consente, anzi direi che lo esige.
La parte scientifica è altrettanto interessante, alla fine della lettura sapevo di certo qualcosa di più sulla geologia planetaria (una disciplina di cui non conoscevo neppure il nome) e su come si dovrebbe comandare una petroliera tra gli iceberg, se si è inseguiti da una nave da guerra. Ovviamente si tratta di finzione e molte delle cose spiegate non sono reali, ma tutto ciò ha poca importanza. Quello che conta veramente è che ha stimolato la mia fantasia e sicuramente sarà da spunto per qualche nuova idea futura.
Insomma una lettura divertente che consiglio a chiunque.
L'unica cosa che non mi è piaciuta è il finale, che ritengo un po' eccessivo e dalle premesse catastrofiche. E io odio le storie catastrofiche. Gli autori hanno deciso di giocare sporco, gettando il sasso e nascondendo la mano. Hanno terminato la storia con una scoperta terribile, sulla quale hanno chiuso il libro. Un po' troppo comodo, no? Per questo mi sono fermata a 4 stelline.
Comunque sia ho deciso di ignorare questo difetto, in modo da non guastare il bel ricordo che ho del libro.
Paolo C 71Paolo C 71 wrote a review
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Il webilogo c'è!
Eli Glinn, presidente della Effective Engineering Solutions, Inc. (Glinn appare anche in altri romanzi di Douglas Preston & Lincoln Child) organizza su ordine del miliardario americano Palmer un eccezionale operazione di recupero: un meteorite del peso di migliaia di tonnellate precipitato su di un'isola vicino a Capo Horn. Il team include: Rachel Amira, matematica; Manuel Garza, ingegnere strutturista; Sam McFarlane, cacciatore di meteoriti; Sally Britton, bella capitano di superpetroliere (per inciso se non fossi già promesso a Viola Maskelene potrei innamorarmi...). L'operazione rappresenta una sfida ingegneristica non da poco: si tratta infatti di estrarre il più pesante oggetto mai esistito, di portarlo su di una nave e di condurlo dall'altra parte del mondo. Il tutto durante l'inverno australe. Beh a me è piaciuto, in particolare l'ambientazione in un luogo a me caro: l'arcipelago della Terra del Fuoco e ai confini con la Barriera di Ghiaccio. La narrazione è quella classica (qualche refuso sulla consistenza dimensionale del meteorite), serrata ed accattivante. Un vero e proprio techno-thriller in cui l'ingegneria la fa da padrona,avendo cura di non farsi ossessionare.

Un paio di curiosità:
in la Danza della morte abbiamo un riferimento ad un possibile sequel: Ice Limit III: Ritorno a Cape Horn.

Gli autori, su richiesta di diversi lettori, hanno pubblicato sul loro sito (pagina
prestonchild.com/books/icelimit/W-E-B-I-L-O-G-U-E;art47,67) un webilogo del libro sotto forma di articoli di giornale in cui oltre a risolvere un problema in sospeso, si menziona il fantomatico ritorno a Capo Horn