Il 49esimo stato
by Stefano Amato
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Con l'appoggio della mafia, la Sicilia viene annessa nel secondo dopoguerra agli Stati Uniti, diventando un avamposto strategico con cui gli americani controllano la minaccia comunista nel resto della Penisola e in Europa. Il romanzo narra le vicende tragicomiche di un gruppo di giovani di quegli stralunati

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La Sicilia che non c'è
I film Pixar si sono contraddistinti particolarmente per il fatto di ruotare intorno al concetto di What if. A esempio What if se i giocattoli parlassero? What if se i dinosauri fossero sopravvissuti allo schianto del meteorite?
What if, si domanda Stefano Amato, se al termine della Seconda Guerra Mondiale la Sicilia, come a un certo punto era probabile che accadesse, fosse stata annessa agli USA diventandone il 49esimo stato?
Da questo fantastico assunto prende le mosse proprio il romanzo Il 49esimo stato di Stefano Amato, siciliano classe ’77, blogger di successo, pubblicato da Transeuropa in collaborazione con la collana Indie di Feltrinelli. Scoperta di nuova talenti da parte della prima, promozione e distribuzione della seconda.
Un illustre precedente di questo genere lo si trova nel What if di Philip K. Dick che immagina un mondo ucronico nel momento in cui i nazisti vincono la Seconda Guerra anziché perderla. Ne La svastica sul sole il gioco metaletterario è accentuato dalla presenza di un romanzo nel romanzo: La cavalletta non si alzerà più. Un testo ucronico che immagina invece cosa sarebbe successo se i nazisti avessero perso la Seconda Guerra anziché vincerla.
In Amato non c’è il gioco delle scatole cinesi, ma i visitatori della sua Sicilia hanno tutti in tasca una guida turistica che dice loro tutto quel che devono sapere.
Ci sono tanti modi per sviluppare questo What if. Stefano Amato, rifacendosi all’idea diffusa di una Sicilia inamovibile e alla quale andrà comunque tutto male (i governatori siciliani stavolta rubano i fondi a Washington), lo fa attraverso un gruppo di amici nerd.
Jeff (il protagonista), George (il taccheggiatore con qualche rotella fuori posto), Harry (l’imberbe con il pallino del complottismo) e Lucky (il più ammanicato, nota dolente di questa storia).
Come dice Amato, non c’è niente di più nerd di un ragazzo che strimpella la sua chitarra in camera. Così questa band punk (i Dead Giulianos) neanche tanto brava (il punk è suonato da chi non sa suonare) si mette in testa di aprire il concerto dei Ramones. Le leggende del punk verranno a suonare in Sicilia nel 1978 per il trentennale dell’annessione. Colpo di genio: il trentennale cade il 1 Maggio, che nel resto d’Italia è invece una festa comunista.
Questa storia di formazione imbastita da Amato (a me ha ricordato il primo Ritorno al Futuro), senz’altro l’Ucronia da lui messa in piedi si basa su un lavoro certosino e che nulla ha lasciato al caso.
Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog di Libri Senza Gloria:
librisenzagloria.com/il-49esimo-stato-di-stefano-amato
SatzuSatzu wrote a review
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10righedaiLIBRI10righedaiLIBRI wrote a review
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prime 28 pagine del libro
10righedailibri.it/prime-pagine/49esimo-stato
1978
Parte prima
George è quello di noi quattro che non parla mai. Quando al jukebox suonano per l’ennesima volta Hotel California non fiata, si limita a infilare un indice in bocca e a premere il grilletto col dito medio. Poi si rituffa nel suo hamburger. “Vi avverto, se mettono di nuovo gli Eagles me ne vado,” dico io. Lo sciagurato di turno è un ragazzo ben piantato e coi capelli tagliati a spazzola. Indossa il giubbotto dello University College of Sicily (quello rosso a maniche gialle, sul petto una U, una C e una S intrecciate) e mentre torna al suo tavolo scambia un cenno del capo con Lucky, l’unico di noi a frequentare l’università. “Atleti del cazzo,” mormora Harry prima di bere un altro sorso di Bud.