Il bizzarro museo degli orrori
by Dan Rhodes
(*)(*)(*)(*)( )(460)
In un paesino qualunque nel cuore di una regione imprecisata, c'è un posto molto speciale: un museo dei suicidi, fondato da una ricca benefattrice con il nobile intento di distogliere le anime depresse dai pensieri di morte. Ma quando cala la notte in questo museo succede qualcosa di molto inquietan... More

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La Sala Undici era la più grande di tutte. Iniziava con due fotografie di
Marilyn Monroe: nella prima – la locandina di Quando la moglie è in
vacanza – tentava di domare la sua gonna spumeggiante, nell’ altra era sul
lettino dell’obitorio: la sua bellezza era ormai così definitivamente perduta
che era come se fosse stata soltanto un miraggio, o un trucco. Poi c’era una
foto della gamba destra di Kurt Cobain, un disegno a carboncino di Ernest
Hemingway, una bambola all’uncinetto di Suor Sorriso, un modellino della scritta Hollywood con tanto di Peg Entwistle in miniatura che si tuffava dalla cima della lettera H, e una casa delle bambole in sezione che mostrava Sylvia Plath con la testa nel forno e i suoi bambini che dormivano nella stanza accanto. Subito dopo s’incontrava una statua iperrealista in cera di Yukio Mishima nei suoi ultimi istanti, il viso imperturbabile mentre tiene in mano la spada, con gli intestini che sgorgano dallo squarcio nella pancia.
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La Sala Undici era la più grande di tutte. Iniziava con due fotografie di
Marilyn Monroe: nella prima – la locandina di Quando la moglie è in
vacanza – tentava di domare la sua gonna spumeggiante, nell’ altra era sul
lettino dell’obitorio: la sua bellezza era ormai così definitivamente perduta
che e
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Quello era il pezzo più fotografato in assoluto: i turisti facevano la fila per
mettercisi vicino con i pollici alzati, come se fossero al Madame Tussauds e
quello fosse Indiana Jones o Enrique Iglesias. Accanto a Mishima c’era uno
schermo incassato; il vecchio schiacciò un pulsante che fece partire un
filmato della durata di un minuto, la ricostruzione dell’avanzata fatale di
Virginia Woolf nelle acque del fiume Ouse, con le tasche piene di sassi.




Per prima incontravi Brigitte Bardot,
poi era la volta di Gary Coleman, Owen Wilson, Elizabeth Taylor, Halle
Berry, Sinéad O’Connor, Vanilla Ice, Tina Turner e Tuesday Weld. Non era
un caso che il percorso consigliato si concludesse proprio con quei pezzi.
Erano foto scattate dopo i loro suicidi mancati; tutti i soggetti guardavano
dritto verso l’obiettivo e sorridevano: sorrisi che, come la moglie di
Pavarotti aveva più volte sottolineato, non avrebbero mai potuto sfoggiare se
i loro piani non fossero andati a monte. Li chiamava sorrisi d’ispirazione.
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Quello era il pezzo più fotografato in assoluto: i turisti facevano la fila per
mettercisi vicino con i pollici alzati, come se fossero al Madame Tussauds e
quello fosse Indiana Jones o Enrique Iglesias. Accanto a Mishima c’era uno
schermo incassato; il vecchio schiacciò un pulsante che fece partire
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E raccontò la storia del bambino nato sotto il segno dei pesci. Era stato tutto quello che ci si poteva aspettare da un nato sotto quel segno: sognava a occhi aperti, scriveva poesie, vagava per le strade e le campagne con la testa per aria, piangeva calde lacrime se vedeva un animale soffrire, suonava la fisarmonica...
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E raccontò la storia del bambino nato sotto il segno dei pesci. Era stato tutto quello che ci si poteva aspettare da un nato sotto quel segno: sognava a occhi aperti, scriveva poesie, vagava per le strade e le campagne con la testa per aria, piangeva calde lacrime se vedeva un animale soffrire, suo... More
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Hulda notò che, come tutti gli scheletri, sembrava felice.
Dentro ciascuno di noi, rifletté, ci sono ossa che sorridono. Da quel momento in poi avrebbe fatto del suo meglio per ricordare che, anche nei giorni più bui, sotto la sua pelle c'era sempre un sorriso.
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Hulda notò che, come tutti gli scheletri, sembrava felice.
Dentro ciascuno di noi, rifletté, ci sono ossa che sorridono. Da quel momento in poi avrebbe fatto del suo meglio per ricordare che, anche nei giorni più bui, sotto la sua pelle c'era sempre un sorriso.
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<<Every minute of the future is a memory of the past>>
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<<Every minute of the future is a memory of the past>>
Samo 萨莫Samo 萨莫 added a quotation
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Hulda notò che, come tutti gli scheletri, sembrava felice. Dentro ciascuno di noi, rifletté, ci sono ossa che sorridono. Da quel momento in poi avrebbe fatto del suo meglio per ricordare che, anche nei giorni più bui, sotto la sua pelle c'era sempre un sorriso. Si promise di condividere questa riflessione con la moglie di Pavarotti, per farle capire che il nuovo pezzo era già riuscito a offrire ispirazione a un'anima tormentata.
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Hulda notò che, come tutti gli scheletri, sembrava felice. Dentro ciascuno di noi, rifletté, ci sono ossa che sorridono. Da quel momento in poi avrebbe fatto del suo meglio per ricordare che, anche nei giorni più bui, sotto la sua pelle c'era sempre un sorriso. Si promise di condividere questa rifle... More
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<<E quando arriveranno i poveri resti?>>.
L'assemblatore indicò la cassetta di plastica che aveva vicino ai piedi.
La moglie di Pavarotti si era immaginata che le ossa sarebbero state consegnate separatamente, racchiuse in una grande cassa di legno trasportata da gentiluomini dall'aria solenne. Aveva pensato che quella casetta di plastica, appoggiata lì come se niente fosse, contenesse degli attrezzi, e fu scioccata al pensiero che qualcuno che fino all'età di ventinove anni era stato una persona potesse finire ammassato in una cassetta di plastica con le etichette adesive del corriere appiccicate su. <<Oh>>, disse. <<Certo>>.
Avrebbe voluto voltarsi e andare via, trovare un posto dove stare da sola in silenzio, dove poter ricordare lo scheletro in tempo più felici. Anche se non lo aveva mai conosciuto, quei ricordi se li sarebbe inventati, e sarebbero stati abbastanza reali per lei.
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<<E quando arriveranno i poveri resti?>>.
L'assemblatore indicò la cassetta di plastica che aveva vicino ai piedi.
La moglie di Pavarotti si era immaginata che le ossa sarebbero state consegnate separatamente, racchiuse in una grande cassa di legno trasportata da gentiluomini dall'aria s
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