Il calice della vita
by Glenn Cooper
(*)(*)(*)(*)( )(527)
Inghilterra, XV secolo. Non è la prigione a gettare Thomas Malory nel più nero sconforto. E la consapevolezza di avere fallito, proprio come tutti coloro che lo hanno preceduto. Ormai ha una sola ragione di vita: proteggere la chiave che dà accesso a un segreto antichissimo. E ha un solo modo per farlo: scrivere un'opera sulle gesta di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda... Inghilterra, oggi. Arthur Malory è sconvolto. Prima ha visto il suo migliore amico, Andrew, morire per mano di un assassino, poi è sfuggito per miracolo all'incendio che ha distrutto la sua casa. E tutto ha avuto inizio con una telefonata, quella in cui Andrew gli annunciava di avere novità sensazionali riguardo alla loro grande passione comune: il Graal. Da quel momento, Arthur è diventato il bersaglio di uomini senza scrupoli, determinati a completare una missione iniziata in Palestina, la notte in cui Gesù ha bevuto dal sacro calice, durante l'Ultima Cena. La sua unica possibilità di salvezza è trovare il Graal prima di loro. E, per riuscirci, dovrà rintracciare e seguire una catena d'indizi lasciata dal suo illustre antenato, Thomas Malory. Ma la sfida più grande che attende Arthur è la natura stessa del potere del Graal. Un potere che risale all'origine dell'universo, un potere che va oltre la Chiesa, oltre la morte di Cristo, oltre la vita...

All Reviews

101 + 1 in other languages
GalionsGalions wrote a review
010
(*)(*)( )( )( )
Un finale da codice penale
‘Il calice della vita’ è la versione cooperiana della ricerca del santo Graal, non per nulla molti commenti confrontano questo romanzo al ‘Codice Da Vinci’ di Dan Brown.
Se costui ha cercato una certa originalità spiegandoci che l’autentico Graal non è la coppa dell’ultima cena, ma il ventre materno di Maria Maddalena che ha dato inizio alla discendenza di Cristo, Glenn Cooper si attiene all’oggetto che tutti immaginiamo.
A dispetto del mio giudizio, Cooper ha dimostrato ancora una volta di saper scrivere e di saper coinvolgere il suo lettore nell’intreccio narrativo, affidandosi ancora una volta allo sviluppo di più trame su differenti piani temporali.
E’ una formula che ha funzionato a dovere nella trilogia della ‘Biblioteca dei Morti’ ed anche in quella dei ‘Dannati’.
In questo romanzo il ritmo è dosato nel migliore dei modi, avvolgendovi quel tanto che basta per trascinarvi in un crescendo sempre più vorticoso, leggendo decine e decine di pagine senza stancarvi sino al finale.
Il finale però è la più grossa nota dolente di questo romanzo, e lo è in modo irreparabile, persino peggiore del finale browniano del ‘Codice Da Vinci’.
Se avete divorato quattrocento pagine pieni di curiosità, il finale vi taglia le gambe irrimediabilmente perché Cooper lo mortifica in modo grossolano ed imperdonabile.
Nello sviluppo della trama, a parte la voglia di mischiare la fisica con la religione che i protagonisti propongono in una tesi ardita che denota l’unico sforzo di originalità da parte dell’autore, per il resto i cliché si sprecano: la ricerca del Graal è appannaggio di anime pure e devote, i loro antagonisti sono i soliti scienziati malvagi votati al male, tra i protagonisti che si conoscono per caso scoppia l'inevitabile storia d’amore, ed infine non manca il classico colpo di scena che sconvolge le carte in tavola.
Nel complesso Cooper si lascia leggere a ritmi vertiginosi, ma le idee latitano e gli stereotipi trionfano indisturbati, sia per quanto riguarda le situazioni che per i personaggi.
Purtroppo qualunque aspetto positivo residuo viene mortificato da un finale insulso ed inspiegabile.
Nota di merito per la traduzione che agevola la scorrevolezza della lettura.
Algo61Algo61 wrote a review
00
(*)( )( )( )( )
Un'altra fregatura marcata Cooper
Da dimenticare