Il canto di Natale
by Charles Dickens
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Ebenezer Scrooge è un vecchio avaro dal cuore indurito, che detesta con tutte le sue forze il Natale. La sera della vigilia, però, esattamente sette anni dopo la morte del suo socio Jacob Marley, riceve la visita inaspettata del suo fantasma che gli preannuncia l'incontro con i tre spiriti del Natale passato, presente e futuro. Inizia, così, una lunga notte piena di colpi di scena e di intense emozioni, che cambierà per sempre la vita del cinico uomo d'affari. Infatti la notte di Natale è magica, e possono accadere miracoli... La copertina diventa un Calendario dell'Avvento. Età di lettura: da 7 anni.

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SUN50SUN50 wrote a review
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Il classico del Natale per eccellenza ...
When-QUANDO = (periodo) vigilia e Natale del 1843


Where-DOVE = (luogo d'ambientazione) Londra


Who-CHI = (personaggio principale, quello che più vi è piaciuto, quello più odioso) ovviamente il più odioso è il protagonista, il tirchio, arido, insensibile Ebenezer Scrooge, per il quale il Natale è un giorno di mancato guadagno e di grandi seccature. Invece il più dolce è Tiny Tim, ll cui nome per esteso è Timothy Cratchit, chiamato talvolta il piccolo Tim o Timmy. È un personaggio minore, ed è il figlio più piccolo dell'impiegato Bob Cratchit, ma ciò nonostante svolge un importante ruolo nella redenzione di Ebenezer Scrooge, che rimane molto colpito dalla figura di questo povero bambino, storpio e malato.              


What-CHE COSA = (trama) Ebenezer Scrooge è un ricco e spilorcio uomo d’affari il cui unico scopo è accumulare soldi. Non si è mai sposato, non ha amici, disprezza e strapazza i dipendenti. L’unica compagnia che desidera è quella dei suoi amati libri contabili.
Giudica il Natale come il giorno più brutto dell’anno, perché è una perdita di tempo e denaro, e il pensiero del mancato incasso lo rende ancora più insofferente e scorbutico.  
La notte della Vigilia, mentre è solo nella sua casa fredda e tetra, Ebenezer sente degli strani rumori. Con orrore assiste all’apparizione del fantasma di Jacob Marley, il socio morto sette anni prima, che si dispera per aver sprecato la vita ad accumulare ricchezze e per essersi disinteressato agli altri, cosa che gli è valsa la dannazione eterna. 
Marley ammonisce Scrooge che anche lui subirà la stessa sorte, se non cambierà atteggiamento, e gli annuncia che durante la notte santa riceverà la visita di tre spiriti: quello dei Natali passati, quello del Natale presente e quello dei Natali futuri.
Dopo la sparizione di Marley, Scrooge va a letto. All’una appare lo spettro dei Natali passati. Insieme a lui, Ebenezer viaggia all’indietro nel tempo e si rivede bambino solitario e taciturno, adolescente egoista e giovane uomo già accecato dal denaro e dal successo.
Il secondo spirito, quello del Natale presente, lo conduce in giro per la città a guardare la gente che festeggia. Nella modesta casa del suo fattorino, Bob Cratchit, tutti hanno indossato gli abiti della festa, compreso il piccolo malato Tiny Tim, e pranzano in un’atmosfera di pace e felicità. Stessa scena a casa di suo nipote Fred. Perfino per strada tutti si scambiano cordiali auguri col sorriso e si stringono la mano anche se non si conoscono.
Il terzo fantasma, quello del Natale futuro, mostra a Ebenezer una stanza buia, spoglia e fredda dove giace una salma abbandonata. Lo spirito lo porta poi in un cimitero e gli indica una lapide su cui è scritto EBENEZER SCROOGE. 
Nell’angoscia che lo strazia, Scrooge sviene e si risveglia nel proprio letto.
E’ allora che Ebenezer decide di essere un uomo nuovo, capace di avere empatia per gli altri e di gioire insieme agli altri. Un uomo buono, intenzionato a fare festa non solo il giorno di Natale, ma tutti i giorni, perché per chi ha buon cuore è Natale tutto l’anno. 
Per anni che gli rimasero da vivere, Scrooge mantenne la promessa. Divenne uno zio attento e affettuoso per il nipote, un datore di lavoro generoso, un uomo caritatevole verso tutti. 
Gli spiriti non andarono mai più a fargli visita.

Why-PERCHE' = (perchè leggerlo o non leggerlo, lo consigliate o meno, le vostre considerazioni personali)
“Canto di Natale” è il libro perfetto per calarsi nell’atmosfera natalizia, perché riempie il cuore di buoni sentimenti. Se n’era già accorto Robert Louis Stevenson, che parla dei libri di Natale di Dickens dicendo: “Quanto è vero Dio, sono tanto belli, e mi sento così bene dopo averli letti. Voglio uscire a fare del bene a qualcuno. Oh, come è bello che un uomo abbia potuto scrivere libri come questi riempiendo di compassione il cuore della gente!” E se ne erano accorti anche i 6.000 lettori che comprarono il libro nelle prime settimane dalla sua uscita. Un successo travolgente tenuto conto dell’epoca e della cifra considerevole del volume illustrato e rilegato con velluto rosso e bordi dorati. Da quel lontano 24 dicembre 1843 si sono susseguiti un numero impressionante di ristampe e di adattamenti della storia: da quelli radiofonici, a quelli fumettistici (come il celebre “Canto di Natale” di Topolino), a quelli cinematografici.
Sebbene il romanzo di Charles Dickens sia un romanzo scritto nel 1843, la critica che l’autore rivolge alla società del suo tempo, oltre a essere il cuore del romanzo, si rivela oltremodo attuale. Scrooge è l’incarnazione di una società malata, avida, egoista e avara, dove i valori di altruismo e generosità sono stati messi in secondo piano.
Perduti molti sani principi, altro non resta da fare se non un passo indietro e mettere la propria anima sulla bilancia. Siamo sicuri di esserci sempre comportati da persone buone e oneste? In caso contrario quale momento migliore, se non il Santo Natale, per riscoprire i valori di umiltà, bontà e gentilezza?
“Canto di Natale”, per quanto questo mio pensiero possa sembrare scontato, ti induce a fermarti e riflettere. La società ha perso veramente i suoi valori? In parte forse sì.
La verde MonicaLa verde Monica wrote a review
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