Il cardellino
by Donna Tartt
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Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all’attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall’acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l’innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo. Tra le luci dell’Upper East Side di New York e la desolazione della periferia di Las Vegas, tra capolavori rubati e fughe vertiginose lungo i canali di Amsterdam, Il cardellino è un romanzo meravigliosamente scritto che si legge come un thriller. Primo assoluto nelle classifiche di Stati Uniti, Francia e Olanda, osannato dalla critica in patria come all’estero, è l’evento letterario dell’anno.

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ZiobettoZiobetto wrote a review
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La consapevolezza dell'esistenza della bellezza

Un romanzo lunghissimo, costellato dalle tragedie che si susseguono attorno al protagonista, eppure scorrevole e avvincente: tutti questi ingredienti mi fanno pensare subito a Dickens, ai suoi romanzi ottocenteschi pubblicati a puntate sui giornali ed all'abisso apparentemente senza fine in cui precipitano i sui David Copperfield, Pip, Oliver Twist, prima della insperata salvezza finale.

Un Dickens moderno, trasferito negli Stati Uniti, in una società globalizzata, interconnessa, trasfigurata dall'alcol, le droghe, il gioco d'azzardo...

A tutto ciò si aggiunge una galleria di personaggi che mi sembrano rappresentare altrettanti archetipi, altrettante pulsioni dell'animo umano, che il tormentato Theo incarna in tutta la sua gamma di sfaccettature. E allora ecco, da un estremo all'altro: Kitsey, da un lato ("se il tuo io più profondo ti conduce cantando dritti verso il fuoco devi voltargli le spalle); dall'altro Boris ("è meglio tuffarsi di testa e con una risata nel sacro fuoco che chiama il tuo nome"), passando per Pippa ("il sublime mescolato al disastro, il lecca-lecca alla morfina che avevo inseguito per tutti quegli anni") e per tutti gli altri.

Mi piacerebbe capirne di più di psicoanalisi, ma mi sembra che dietro il dramma, dietro il romanzo di (de)formazione, che a tratti diventa quasi un giallo, ci sia uno spessore, dato proprio dalla ricchezza di questi personaggi e dalla funzione simbolica che giocano nella mente dell'io narrante, che dona al libro una profondità priva di pesantezza.

I passaggi più ostici, paradossalmente, sono stati per me proprio quelli più didascalici che, probabilmente, per l'autrice, avrebbero dovuto essere tra i più significativi: la scena iniziale nel museo; la lunga agonia nella camera d'albergo ad Amsterdam; il dialogo-rivelazione con Kitsey (la parte, a mio parere, più artificiosa).

Ma oltre tutto questo, non so come e non so perché, ho percepito una specie di calore, durante tutta la lettura, anche nei momenti più drammatici e desolanti ("Osservo le nuvole riflesse nelle finestre scorrevoli e mi meraviglio di come anche la mia tristezza possa rendermi felice")

Un calore che, con il senno di poi, posso paragonare alla rassicurazione data dalla consapevolezza dell'esistenza della bellezza, al di là della sua immediata fruibilità: come quella di un quadro dal significato speciale, ben impacchettato e nascosto sotto il letto. Un calore che, per usare le parole del protagonista, come l'arte, come la magia, come l'amore, prende forma in quello spazio sottile che si trova tra la realtà e l'illusione.

FriskiFriski wrote a review
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Tony SugamanTony Sugaman wrote a review
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NaqNaq wrote a review
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