Il cartello
by Don Winslow
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2014. Adán Barrera, capo di El Federación, la piú potente rete di cartelli della droga al mondo, si trova in isolamento in una prigione di San Diego. Art Keller, l'agente della Dea che dopo avergli ucciso il fratello e il nipote lo ha sbattuto li dentro, si è ritirato in un monastero in New Mexico, dove vive in solitudine e semplicità facendo l'apicoltore e cercando di dimenticare la sua precedente "vita di menzogne". La tregua si incrina quando Barrera riesce a farsi trasferire in un carcere messicano e l'accordo tra i vari cartelli della droga salta, innescando una guerra intestina di efferatezza mai vista. Con Barrera di nuovo in azione e pronto a qualunque atrocità, pur di riprendere il controllo perduto, Keller finisce risucchiato nel gorgo. Onesti e corrotti, vittime e assassini si trovano dall'una e dall'altra parte della barricata e della frontiera tra Messico e Stati Uniti. Che cosa sta cercando veramente Keller? Giustizia o vendetta?

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AdrianodigAdrianodig wrote a review
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Riccardo TerenziRiccardo Terenzi wrote a review
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Pierangelo ComparatoPierangelo Comparato wrote a review
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CaRoCaRo wrote a review
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Recensire il MondoRecensire il Mondo wrote a review
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Leggere Don Winslow significa per me tornare in luoghi già frequentati e forse proprio per questo immensamente graditi, luoghi familiari ma che in qualche modo ti servono e lo fanno perché sono tuoi.
Questa introduzione personale per parlare de Il cartello, secondo capitolo della saga sul narcotraffico, inaugurata con Il potere del cane e chiusa dal recente Il confine.

Winslow usa non moltissimi mezzi ma li usa bene: grandissimo controllo del ritmo, abile gestione delle trame parallele, documentazione maniacale (si impara molto sulla realtà della guerra al narcotraffico, ho l´impressione) e la sfida epica - larger than life - tra due personaggi indimenticabili, due lati della stessa medaglia, come Art Keller e Adan Barrera.

Come riempire più di ottocento pagine con questi ingredienti? Tra vere e proprie battaglie, torture e un numero di morti che qualcuno dovrebbe provare a contare, momenti di sentimento e piccoli eroismi, dialoghi impeccabili, rovesciamenti di fronte, colpi di scena, Winslow ci riesce senza mai annoiare, forse solo con qualche eccesso di "sensazionalismo" (ricerca dell´effetto speciale a scapito della coerenza della trama) verso il finale.
Winslow ha poi un altro pregio: non sacrifica i personaggi, che non sono mai dei monoliti refrattari al cambiamento - neppure quando si parla dei cattivi più cattivissimi o degli assassini più assassini.

Nel suo ritmo martellante e nella grande tenuta strutturale (anche se è forse eccessivo il giudizio di Ellroy che vede in questo romanzo il Guerra e Pace della lotta alla droga) ritengo Il cartello romanzo certamente non inferiore al Potere del cane, e un ennesimo vertice della letteratura diciamo gialla (in senso lato) dei nostri tempi. Se dovessi dare un voto, sarebbe di poco inferiore all´otto pieno. Poi fate voi.

recensireilmondo.com