Il castello bianco
by Orhan Pamuk
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Il ventenne gentiluomo veneziano, appassionato di astronomia e matematica, e l'astrologo turco si assomigliano come fossero fratelli gemelli. Si guardano con sospetto ma per anni vivono a stretto contatto impegnati nelle piú svariate ricerche scientifiche: studiano i fuochi d'artificio, progettano o... More

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vincvinc wrote a review
01
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newlifenewlife wrote a review
02
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Mi spiace ma questa volta il turco Pamuk, che ho imparato ad apprezzare romanzo dopo romanzo, non mi ha proprio convinto, anzi.
E siccome quando un libro non mi convince, non sono capace di dilungarmi, dirò solo che la trama mi aveva molto accattivato ma lo svolgimento non è stato all’altezza delle aspettative: confuso, approssimativo, superficiale. Gli spunti sono interessanti e sono molti, anzi, troppi. Come scrive l’autore stesso nella postfazione, diversi temi sono andati a confluire nella fase creativa:
“E così mi immersi con grata lena in libri di scienza e astronomia (...); libri che parlavano di strani animali i paesi inesistenti dei trattati di geografia adattati su opere già modificate, il commento di Keplero sostenuto nei Sonnambuli di Arthur Koestler (Perchè io sono io?), la smania fanciullesca di Leonardo da Vinci di costruire un’arma inverosimile (ovvero il sogno inesprimibile di chi brucia per raggiungere gli altri e dar loro una lezione), l’insaziabile avidità di libri di Katib Celebi (...), hanno inevitabilmente contaminato i miei personaggi.”
Il problema è che nessuno di questi è risultato abbastanza incisivo da prendere il sopravvento e guidare la narrazione, se non forse il tema del “doppio” caro a tanta letteratura, il quale tuttavia non è sufficiente a dare un senso compiuto alla storia.
E mentre in un quasi capolavoro come Il libro nero Pamuk si era rivelato abile giostratore di una trama molto complessa, qui purtroppo una trama fin troppo lineare si è persa in un affastellarsi di elementi che, non sufficientemente approfonditi, risultano fini a se stessi. Resta il messaggio di fondo, che è il comun denominatore a tutte le opere di Pamuk, e cioè il rapporto di conflitto/osmosi fra Oriente e Occidente, ma allora meglio affrontarlo in un altro dei suoi brillanti romanzi. Peccato.