Il castello di Otranto
by Horace Walpole
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Manfredi, principe d'Otranto, ha organizzato le nozze di suo figlio Corrado con Isabella, figlia del marchese di Vicenza. Ma proprio il giorno delle nozze lo sposo muore in circostanze misteriose. Manfredi decide quindi di prenderne il posto, ma quel matrimonio illecito segnerà l'inizio di una se

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ileile wrote a review
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Ho appena finito Il castello di Otranto di Walpole, famoso per essere il primo romanzo gotico.
Scritto nel 1764 racconta fatti che devono essere accaduti molto tempo prima, al tempo di una delle crociate, ma non ci sono altri riferimenti temporali più precisi.
Il principe Manfredi, signore del castello, ha due figli; il primogenito muore improvvisamente il giorno del matrimonio, schiacciato da ehm, un elmo gigantesco, piovuto da ehm, il cielo.
Quel (porco) di Manfredi, esageratamente nervoso e incazzoso, deciso a fare la festa a chiunque gli capiti a tiro, somiglia molto alla regina di Alice ("tagliatele la testa!), mette gli occhi sulla promessa sposa, Isabella; nonostante sia felicemente sposato con Ippolita vuole divorziare, impalmare la fanciulla e ricominciare a sfornare figli perchè una maledizione incombe sul castello...

Manfredi è un gran rompiscatole, Ippolita una povera cretina, Isabella non balla e Matilda (la secondogenita) ha preso tutto dalla mamma.
Di gotico, nonostante grotte, passaggi segreti, statue che piovono sangue e fantasmi, c'è davvero poco; quel poco viene guastato da elmi giganti, spade enormi, piedi e mani da sproorzionati che appaiono e scompaiono senza un senso logico.
I dialoghi sono spezzati, sconnessi, poco chiari; la storia è, ovviamente datata e poco spaventosa.
Non mi è piaciuto, però è uno di quei libri che va letto per il suo valore storico-letterario. Va letto anche solo per avere il modo di sconsigliarlo agli amici e consigliarlo ai nemici.