Il Codice da Vinci
by Dan Brown
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Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.

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ValeriaValeria wrote a review
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arualarual wrote a review
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TolukToluk wrote a review
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Un altro caso letterario che ha vissuto i suoi giorni di gloria solo grazie al passaparola e all'emulazione di lettura. Incredibile come molti di questi best-seller siano spesso libri goffi e imbarazzanti. Questo tra l’altro, al compararlo con il precedente (in ordine di scrittura da parte dell’autore – Angeli e Demoni -, ma successivo in ordine di scoperta da parte del pubblico) pecca anche di mancanza di azione. Mentre là potevamo seguire “adrenaliniche” corse per il centro di Roma, qui i due protagonisti si spostano molto meno per Parigi e Londra, ma in compenso parlano, parlano, parlano e soprattutto ripetono, ripetono, ripetono sempre le stesse cose.

Più che da questo tipo di libri in sé, rimango invece sempre affascinato dai meccanismi che spingono masse di lettori a gettarsi a capofitto su un preciso titolo, alla cui lettura si è attratti non dal valore dello scritto, ma dal numero di gente che ne parla o lo ha già letto (“se lo leggono tutti, ci sarà un motivo”): esisterà mai un modo scientifico per determinare il turning point in cui un libro smette di essere letto per quello che trasmette e invece comincia a essere letto perché farlo è diventato uno status symbol? Mah.

Ne approfitto anche per un divertente aneddoto: quando il libro uscì, io facevo l’obiettore nella biblioteca del mio paese. Ricordo che ne comprammo tre copie, proprio per far fronte all'enorme richiesta di prestiti. E anche così, le file di prenotazione erano lunghissime. A luglio, uno di questi libri sparì dallo scaffale dei prenotati. Cerca e ricerca, “l’avremo perso? l’abbiamo collocato sullo scaffale sbagliato? che sia stato rubato? che si fa ora? ne compriamo un quarto e lo sostituiamo”. Ebbene, ai primi di Settembre, il libro sparito ricomparve sullo scaffale dei prenotati come nulla fosse, e noi alla fine ci ritrovammo con quattro copie…

Victoria PageVictoria Page wrote a review
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qualchelibroqualchelibro wrote a review
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CarmelocarraroCarmelocarraro wrote a review
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