Il codice dell'anima
by James Hillman
(*)(*)(*)(*)( )(834)

All Reviews

103 + 7 in other languages
MauriziaMaurizia wrote a review
17
colibricolibri wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
sirenettosirenetto wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
VentieventitreVentieventitre wrote a review
113
(*)(*)(*)(*)(*)
BorisBoris wrote a review
03
(*)(*)(*)( )( )
Nelle ultimissime pagine, Hillman si rivolge al lettore invitandolo a riconoscersi, a posizionarsi rispetto alla sua "teoria della ghianda", che ha esposto per più di 300 pagine ricorrendo a moltissimi esempi tratti dalla vita di personaggi più o meno noti per la loro eccezionalità. Questo lettore che sono io partiva da un complesso di credenze e opinioni ben radicate, esattamente quelle contro cui Hillman si è scagliato fin dalle prime pagine. Mi ha fatto cambiare idea, mi ha regalato una nuova visione? Direi di no, succede molto raramente e io sono uno piuttosto cocciuto... Tuttavia, ci sono alcune idee molto condivisibili, ad esempio sulla terribile tendenza psicanalitica e psichiatrica di diagnosticare come disturbo tutto ciò che non rientra in un certo canone assunto come "normale". Penso che il contributo maggiore di Hillman stia proprio qui, nel costruire un'immagine della diversità come fattore universale: siamo tutti diversi e unici, non esiste il normale e il deviante, esiste la scelta, o la capacità, di conformarsi oppure no. Penso che sia vero che tutti abbiamo una vocazione, un "destino", una chiamata; ciò in cui dissento da Hillman è sulla natura del daimon che ci chiama, che per me effettivamente sta, riduzionisticamente, nel nostro cervello, nei nostri geni, nell'ambiente, e non in questo invisibile oltremondano di cui parla Hillman. Per me, il mito resta spiegazione ascientifica e prescientifica dei fenomeni del reale. Comunque la lettura è stata godibile e interessante.