Il colore viola
by Alice Walker
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Il colore viola è la storia di due sorelle, Celie e Nettie, in fuga da un padre violento e da un passato di abusi. Mentre Celie, privata dei suoi figli, si ricostruisce a fatica una vita con un matrimonio combinato e una nuova famiglia caotica e bizzarra, di Nettie si perdono le tracce. Ma l’incontro con Shug Avery, la misteriosa cantante di blues di cui suo marito è innamorato da sempre, permetterà a Celie di fare una scoperta, e i legami di sangue torneranno a riannodarsi attraverso gli anni e i continenti.Al suo primo apparire, nel 1982, Il colore viola conquistò il pubblico e la critica americani per il candore con cui affrontava temi universali come il razzismo, la violenza di genere, la sessualità femminile, vincendo l’anno successivo il Premio Pulitzer e il National Book Award e ispirando uno dei film più amati di Steven Spielberg. Riletto oggi, questo originalissimo romanzo epistolare sorprende ancora per la freschezza linguistica e l’invenzione narrativa, per i suoi personaggi eccentrici e imperfetti, e per la disinvoltura con cui – sfidando le convenzioni letterarie – riesce a immergere una semplice saga familiare nei contorni drammatici della Storia e in quelli magici del mito.

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StreppyStreppy wrote a review
28
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A un certo punto si scorge, tra il nero dei caratteri stampati, un colore diverso (il viola? )...
Moltissimi tra noi hanno visto "il colore viola", film capolavoro di Spielberg magistralmente interpretato da Whoopi Goldberg nel 1985. 
Questa pellicola è tratta da un romanzo, bestseller pubblicato pochi anni prima a firma Alice Walker. Finalmente e felicemente, ho deciso di leggerlo e di parlarne.

Celie è giovane, femmina e nera. Vive nella Georgia di inizio '900 dove il tacito asservimento al maschio padrone è l'unico modello di comportamento femminile conosciuto, il solo strumento per contenere la furia di soprusi perpetrati da padri e mariti violenti. Uomini neri che, pur subendo a loro volta lo stigma basato sul colore della pelle, popolano una società patriarcale, misogina e sessista.
La protagonista, donna dolcissima e remissiva, cerca un confronto con se stessa, trovando infine sfogo e sollievo nella stesura di lettere intrise di solitudine, rabbia e dolore. L'attività epistolare - balsamo lenitivo a fronte di quotidiane offese al corpo e all'anima - si concretizza con la stesura di disperate memorie, missive a Dio indirizzate. Nell'immaginario di Celie, il Signore assume le sembianze di un uomo bianco, grosso, canuto. Il Creatore non può che avere, infatti, la combinazione cromosomica e i tratti somatici di chi ha le ha imposto fin da sempre le regole di vita: l'uomo, meglio se di pelle chiara. 

È in questo contesto di aberrante intolleranza che prende forma una bellissima e toccante storia di rinascita e consapevolezza in cui, su tutto, vince la solidarietà tra donne.
Shug è il nome dell'amica ed eccentrica amante che per prima insegnerà a Celie ad alzare lo sguardo, meravigliandosi e gioendo fiera nel riscoprire Dio in ogni cosa bella del creato, tanto nel sacro quanto nel profano, tanto nello spirito quanto nel piacere fisico che un corpo di donna può provare. Dio è in tutto, nello stesso colore viola che, con la sua tonalità forte, tinge i campi dell'America rurale, arricchendo di stupore lo sguardo di chi osserva ammirato. Senza cedere a chi vorrebbe imporre solo e sempre tinte grigie, queste donne impareranno a difendere le loro fragili esistenze. 

Perché  leggere il libro se già si è visto il film? A mio avviso la risposta è molto semplice: ci si arrabbia, si piange e si gioisce in maniera molto più intima. A un certo punto si scorge, tra il nero dei caratteri stampati, un colore diverso (il viola? ) una sfumatura che che si anima, prende vita e ci travolge, infondendo in noi il coraggio di vivere e, se serve, di ribellarsi. Il potere immaginifico delle parole è in questo testo decisamente forte a testimonianza della sua profonda ricchezza, prerogativa di una scrittura di qualità. 
LadylooneyLadylooney wrote a review
01
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Alle scuole medie avevo visto il film ispirato da questo libro durante una lezione sul razzismo e mi era rimasto profondamente impresso, tanto che lo ricordo molto bene anche dopo 30 anni. Il libro ha un respiro molto più ampio; scritto in forma epistolare, non racconta solo la storia della protagonista Celie, ma anche della sorella Nettie, missionaria in Africa per sfuggire alle violenze del padre padrone prima e di un vedovo dopo.

Tutto il libro è incentrato sulle violenze e sulle prevaricazioni: dei maschi sulle femmine, dei bianchi sui neri e dei bianchi conquistatori sulle colonie. Ambientato 50 anni dopo la liberazione della popolazione nera dalla schiavitù in America, mostra tantissime sfaccettature dello stesso argomento grazie ai diversi punti di vista delle due sorelle.

Il libro inizia con Celie, la sorella maggiore e protagonista, che sente il bisogno di raccontare a qualcuno quel che le succede, ma minacciata dal patrigno che l’ha stuprata: “E’ meglio che non lo dici mai a nessuno tranne che Dio. Tua madre ci morirebbe.” comincia  la sua corrispondenza con Dio, le sue riflessioni sulla difficile vita che le è toccata, sulla miseria che la circonda, sui vari personaggi che entrano a far parte della sua vita. Mentre lei racconta i soprusi degli uomini di colore sulle loro donne e quello degli uomini bianchi sui neri, la sorella Nettie fa esperienze di vita completamente diverse, come veniamo a sapere attraverso le lettere scritte a Celie.

Per una casualità fa conoscenza con la coppia di missionari che ha adottato i figli della sorella e con loro parte per una missione in Africa, alla ricerca dei progenitori neri che in passato li hanno venduti ai loro carcerieri bianchi. Nonostante le loro buone intenzioni, si scontrano con una popolazione che non ha il minimo interesse nella loro religione e nei loro costumi, che criticano senza riserve. Le donne sono lasciate nell’ignoranza, assumono importanza solo con il matrimonio, perchè diventano le mogli di un uomo, e Dio per loro è nella natura, nelle foglie che usano come riparo per costruire i tetti delle loro capanne.


Nonostante le difficoltà che incontra sul suo cammino, la vita di Celie ha anche moltissimi aspetti positivi tanto che verso la fine del racconto la troviamo molto più saggia e persino più ricca, amata nella sua omossessualità e rispettata persino dal marito che tanto la disprezzava quando l’aveva presa in casa con sé. Un libro non troppo lungo che è però un concentrato di riflessioni molto interessanti che ci porta inevitabilmente a ragionare su tantissimi argomenti. Come dice l’autrice nella prefazione, il libro parla soprattutto di Dio e leggendo i ragionamenti fatti da Nettie alle prese con Dio della Natura e quelli fatti da Shug nei confronti del Dio voluto dai bianchi ci si ritrova a vedere la religione sotto un altro punto di vista. Consigliatissimo.


Alfonso76Alfonso76 wrote a review
13
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Non conoscevo il film di Spielberg e non conoscevo la trama de Il colore viola: ricordavo di averlo incrociato nella lista dei 1001 libri da leggere e così, quando abbiamo passato qualche momento a svuotare la libreria della nonna, l’ho riconosciuto tra gli altri e infilato nello scatolone.

Dire che è si sia trattato di una lettura emotivamente impegnativa non renderebbe giustizia alla potenza di questo romanzo che fatico a definire “epistolare” benché si sviluppi essenzialmente attraverso la lettura di lettere; stavo cercando da un paio d’ore una metafora, e ho scartato nell’ordine “un cazzotto nello stomaco sferrato da Tyson all’apice della sua carriera pugilistica”, “il rigore non dato nella finale col Pisa tre anni fa”, “lo scontro fra ambulanze nell’ultima puntata della prima stagione di New Amsterdam”, “il mio polso rotto parando un rigore” (*) e via elencando momenti in cui le emiozioni si sono accavallate. Tristezza infinita, rabbia, paura, senso di ingiustizia, dolore purissimo.

(*) questa prima o poi la utilizzo.

Poi sono andato in bagno (non sarà elegante ma è efficace) e noi in bagno teniamo una lavagnetta con attaccati giusto due / tre (cento) calamite che vanno dai posti in cui siamo stati a riproduzioni di opere d’arte, e alzando gli occhi ho visto il ragazzo di Bansky che scaglia un mazzo di fiori. E ho pensato che mi sembrava perfetto per Il colore viola, un romanzo che racconta di razzismo, famiglie disastrate, schiavitù, ingiustizie profonde, dolore e sofferenze insopportabili, ma che si sviluppa in un dialogo continuo, perché le lettere della protagonista sono rivolte, fino dalla prima memorabile pagina, a Dio.

Impossibile da dimenticare.
GianniascioneGianniascione wrote a review
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Nood-LesseNood-Lesse wrote a review
1232
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Il tempo si muove lentamente, ma passa in fretta

Ho provato a seguire la citazione in esergo che pensavo conducesse ad una canzone di Stevie Wonder, non mi ha portato lì, ma a furia di collegamenti mi ha condotto al film di Spielberg
youtube.com/watch?v=AAvOxKbhVfo
American Book Award e Premio Pulitzer nel 1983, se volete leggere un libro sull’autodeterminazione femminile leggete questo, lasciate perdere il femminismo, le tette al vento degli anni ’70, qui leggerete come ci fosse uno stadio più basso dell’essere neri, quello di essere le donne dei neri. A raccontarci la storia tramite un diario senza date, rivolto direttamente a Dio, è Celie. Comincia a scrivere quando, poco più che bambina, viene abusata dal patrigno, continua a farlo quando sua madre muore e il patrigno vorrebbe prendersi anche sua sorella Nettie. La scena che ho linkato dal tubo mostra il momento in cui le sorelle si separano per volere del Mister (Albert) a cui il patrigno aveva affibbiato Celie in sposa grazie al Cow-Bonus. La separazione delle sorelle porterà ad uno scambio epistolare che rappresenterà il corpo del romanzo. Nettie scriverà dall’Africa dove è missionaria, Celie dall’America dove sta cercando di emergere da una realtà fatta di soprusi e sottomissione. I temi trattati sono tanti e di una portata tale che non stupiscono i premi poi assegnati al libro. Ci sono diverse considerazioni che ho sottolineato perché mi sono sembrate illuminanti.

gli africani sembrano molto simili ai bianchi di casa nostra, dato che anche loro credono di essere al centro dell'universo e che ogni cosa che si fa venga fatta per loro.
Tutti vogliono essere amati. Noi cantiamo e balliamo, facciamo smorfie e regaliamo mazzi di fiori per farci amare. Ti sei accorta che anche gli alberi fanno tutto quello che facciamo noi, per attirare l'attenzione, tranne camminare?

Nettie dice sempre una cosa, degli africani, Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. E un'altra cosa, non vogliono avere intorno gente di aspetto e comportamento diversi. Vogliono che tutti siano uguali. Quindi nessun bianco può durare a lungo, laggiù.


Aver posizionato le due sorelle una in America e l’altra in Africa, ha permesso ad Alice Walker di confrontare gli stili di vita, di parlare contemporaneamente dell’origine della specie e della sua degenerazione. Ma Alice ha fatto di più, ha scritto pagine carnali di amore saffico senza mai scivolare nella pornografia, ha mantenuto una prosa da meritato Pulitzer.
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Raffaella CiardielloRaffaella Ciardiello wrote a review
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