Il comandante Oberdan
by Giampaolo Simi
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Giogio53's Review

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Raccontini in giallo 2 - 28 mar 21
Un altro racconto dalla scuderia Sellerio, proveniente dalla raccolta “Cinquanta in blu” uscita nel 2019. Intanto, di Simi ho letto qualcosa un paio di anni fa, e non ne sono rimasto particolarmente attratto. Buona scrittura, ma abbastanza debole sul fronte del giallo.
Qui, la storia si ripete. Buona l’idea, lo sviluppo, insomma tutta la scrittura. Ma di giallo nemmeno una traccia, un’ombra. Dice la quarta: “un’indagine di Dario Corbo”. Ovvio che Dario c’è, ma dell’indagine poche tracce.
Di certo Simi non poteva cominciare in modo a me più congeniale il suo racconto, visto che dedica un sentito, doveroso omaggio a MVM (Manuel Vazquez Montalban) ed al grande Pepe Carvalho. Un autore che ho sempre amato, un investigatore che mi ha sempre lasciato soddisfatto in tutte le opere. Anche se confesso il vezzo di accendere il camino con i libri mi ha sempre un po’ spiazzato.
Tra l’altro, il secondo omaggio a MVM nel corso del racconto, mi ha fatto sentire anche più vicino. Qui Corbo ritrova una copia di un mitico Sellerio “Assassinio al Comitato Centrale” autografato da MVM. Io ricordo ancora quando, durante un antico festiva della Letteratura a Massenzio, portai con me “Yo maté Kennedy”, e MVM lo firmò con un sorriso sulle labbra, da non dimenticare.
Nel racconto, la memoria di MVM, si collega ad altre memorie, in particolare a quella dell’amico di Dario, il comandante Oberdan del titolo. Amico di infanzie e di liceo, sodale di passeggiate notturne, ma anche di un viaggio a Barcellona, molto simile a quello che facemmo io ed Andrea. Amicizie che poi si stemperano nel tempo, ma di cui rimane sempre traccia nella memoria. Così, quando Dario ricerca Oberdan per restituirgli il libro autografato, si innescano una serie di avventure e di situazioni che poi costituiscono l’ossatura del testo.
Dario, infatti, è diventato responsabile di una Fondazione, ha soldi da investire, ed un capo, Nora, con cui forse ha del tenero (reciproco?). Oberdan ha poi fatto il suo corso di studi, maturato al Nautico, poi imbarcatosi in navi pubbliche poi private, diventando realmente “un comandante”.
L’atmosfera si immerge nella realtà (odierna, italica), che abbiamo elezioni con candidati improbabili, ma velatamente pentastellati. Ed abbiamo migranti lasciati in mezzo al mare da governi compiacentemente ostili. Oberdan, da duro e puro, e soprattutto, da uomo di mare, non può assistere impotente alla morte in mare di migranti, qualunque essi siano. E tenta un gesto forte, un sequestro, per spingere il governo a prendersi le responsabilità del caso.
Si scambiano messaggio, Dario e Oberdan, e Dario convergerà sulla nave sequestrata. Di certo la fine è già immaginabile, e non si comprende se, nei tumulti delle azioni veloci (che non sono nelle corde di scrittura di Simi e risultano assai confuse) ognuno agirà in modo corretto e coerente. Noi, osservatori esterni, sappiamo di sì. Non si sa mai, quando si è interni all’azione se la prospettiva sia la stessa.
Come si intuisce, una trama decentemente solida ed italica. Amicizie, qualche amore, gioventù e maturità, elezioni e immigrazione. Ma decisamente lontana dal giallo che più non si può. Avrebbe infatti meritato anche di più, ma qualche pecca del responsabile della collana ci porta a qualche linea negativa.
Giogio53Giogio53 wrote a review
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Raccontini in giallo 2 - 28 mar 21
Un altro racconto dalla scuderia Sellerio, proveniente dalla raccolta “Cinquanta in blu” uscita nel 2019. Intanto, di Simi ho letto qualcosa un paio di anni fa, e non ne sono rimasto particolarmente attratto. Buona scrittura, ma abbastanza debole sul fronte del giallo.
Qui, la storia si ripete. Buona l’idea, lo sviluppo, insomma tutta la scrittura. Ma di giallo nemmeno una traccia, un’ombra. Dice la quarta: “un’indagine di Dario Corbo”. Ovvio che Dario c’è, ma dell’indagine poche tracce.
Di certo Simi non poteva cominciare in modo a me più congeniale il suo racconto, visto che dedica un sentito, doveroso omaggio a MVM (Manuel Vazquez Montalban) ed al grande Pepe Carvalho. Un autore che ho sempre amato, un investigatore che mi ha sempre lasciato soddisfatto in tutte le opere. Anche se confesso il vezzo di accendere il camino con i libri mi ha sempre un po’ spiazzato.
Tra l’altro, il secondo omaggio a MVM nel corso del racconto, mi ha fatto sentire anche più vicino. Qui Corbo ritrova una copia di un mitico Sellerio “Assassinio al Comitato Centrale” autografato da MVM. Io ricordo ancora quando, durante un antico festiva della Letteratura a Massenzio, portai con me “Yo maté Kennedy”, e MVM lo firmò con un sorriso sulle labbra, da non dimenticare.
Nel racconto, la memoria di MVM, si collega ad altre memorie, in particolare a quella dell’amico di Dario, il comandante Oberdan del titolo. Amico di infanzie e di liceo, sodale di passeggiate notturne, ma anche di un viaggio a Barcellona, molto simile a quello che facemmo io ed Andrea. Amicizie che poi si stemperano nel tempo, ma di cui rimane sempre traccia nella memoria. Così, quando Dario ricerca Oberdan per restituirgli il libro autografato, si innescano una serie di avventure e di situazioni che poi costituiscono l’ossatura del testo.
Dario, infatti, è diventato responsabile di una Fondazione, ha soldi da investire, ed un capo, Nora, con cui forse ha del tenero (reciproco?). Oberdan ha poi fatto il suo corso di studi, maturato al Nautico, poi imbarcatosi in navi pubbliche poi private, diventando realmente “un comandante”.
L’atmosfera si immerge nella realtà (odierna, italica), che abbiamo elezioni con candidati improbabili, ma velatamente pentastellati. Ed abbiamo migranti lasciati in mezzo al mare da governi compiacentemente ostili. Oberdan, da duro e puro, e soprattutto, da uomo di mare, non può assistere impotente alla morte in mare di migranti, qualunque essi siano. E tenta un gesto forte, un sequestro, per spingere il governo a prendersi le responsabilità del caso.
Si scambiano messaggio, Dario e Oberdan, e Dario convergerà sulla nave sequestrata. Di certo la fine è già immaginabile, e non si comprende se, nei tumulti delle azioni veloci (che non sono nelle corde di scrittura di Simi e risultano assai confuse) ognuno agirà in modo corretto e coerente. Noi, osservatori esterni, sappiamo di sì. Non si sa mai, quando si è interni all’azione se la prospettiva sia la stessa.
Come si intuisce, una trama decentemente solida ed italica. Amicizie, qualche amore, gioventù e maturità, elezioni e immigrazione. Ma decisamente lontana dal giallo che più non si può. Avrebbe infatti meritato anche di più, ma qualche pecca del responsabile della collana ci porta a qualche linea negativa.