Il conte di Montecristo
by Alexandre Dumas
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Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d'If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua

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IL CONTE DI MONTECRISTO di Alexandre Dumas padre (1844), Edizione Oscar Mondadori
Nota di copertina: Vittima delle indisiose trame di due rivali e di un ambizioso magistrato, Edmond Dantès, un giovane ufficiale di marina, viene arrestato a Marsiglia il giorno stesso del suo matrimonio e rinchiuso per ben quattordici anni nel tenebroso castello di If. Ma fuggito avventurosamente dal carcere e divenuto ricchissimo grazie alla scoperta di un enorme tesoro, Dantès, che ha assunto il romantico nome di Conte di Montecristo, può finalmente portare a termine la sua terribile vendetta.
Pubblicato per la prima volta nel 1844, questo romanzo, caratterizzato da una trama movimentata e ricca di colpi di scena, divenne subito popolarissimo imponendosi come modello della narrativa d’avventura del secolo scorso.
Nota di recensione: Avvincente romanzone d’appendice di quasi mille pagine in corpo otto, che nonostante i miei diuturni impegni ho fatto fuori in meno di un mese, patendo, fra le fatiche, solo quella, in vero non lieve, del tenerlo in mano. Ma mi sono rigenerato, rinfrescato, appagato, corroborato e anche commosso. Mi è piaciuto molto, come mi erano piaciuti Guerra e Pace, i Miserabili e i Promessi Sposi, ove le trame si dipanano tra i percorsi della Storia e netta appare la distinzione tra il Bene e il Male.
E i personaggi - questa forse è la cosa che mi ha avvinto e incuriosito di più - vi dialogano sciorinando frasi così levigate e forbite, proposiziosi così articolate e complesse che, più che la caratteristica dell’improvvisazione verbale esse par che abbiano, anzi hanno, il gran pregio delle parole pensate e pesate a tavolino e messe insieme, dallo scriptor, dopo lunghe e meritorie meditatazioni.
Ma così si deve scrivere, così si dovrebbe parlare. Perché, come disse Joubert, cercando le parole si trovano i pensieri.
Della narrazione mi ha avvinto la grossa ma genuina facoltà inventiva, che associa, in un rapido susseguirsi, senza preoccupazioni di una trama ragionata e verosimile, le più straordinarie avventure, raccontate con l’ausilio di uno stile che non manca di agilità e movimento, anche se numerosi luoghi comuni (Dio, Dio, mon Dieu!) guastano la verità psicologica dei caratteri e la coerenza delle vicende.
Un romanzato romanzone per sartine e casalinghe con molto tempo a disposizione, un feuilleton che, pur non essendo io né una sartina e neanche (purtroppo) una casalinga, mi ha avvinto.
14/4/1997
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IL CONTE DI MONTECRISTO di Alexandre Dumas padre (1844), Edizione Oscar Mondadori
Nota di copertina: Vittima delle indisiose trame di due rivali e di un ambizioso magistrato, Edmond Dantès, un giovane ufficiale di marina, viene arrestato a Marsiglia il giorno stesso del suo matrimonio e rinchiuso per