Il Corsaro Nero
by Emilio Salgari
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La origin story del pirata più famoso
Questo romanzo del 1898 non è solo la origin story del Corsaro più famoso dell’universo di Salgari, ma contiene in nuce le origini degli stessi pirati. La filibusteria è vista come una sorta di onorevole fratellanza di stampo massonico, dove i pirati sono tutti coraggiosi e nobili d’animo, ladreschi ma generosi e pronti a dare la vita per i comandanti che amano, e i comandanti sono tutti belli e gentiluomini, cavallereschi in duello. Infatti dietro alla pericolosa fama del Corsaro Nero si nasconde un gentiluomo d’oltremare dei cavallereschi duchi di Savoia, tale Cavalier Emilio di Roccanera, signore di Valpenta e di Ventimiglia.
Sebbene nobile d’animo, il Corsaro Nero non può però sottrarsi alle leggi dei Fratelli della Costa: ecco il suo prima dilemma, egli è un gentiluomo ma al contempo deve comportarsi da pirata. La profezia della zingara, la quale aveva preannunciato al Corsaro che la donna di cui si sarebbe innamorato gli sarebbe risultata fatale, apre un secondo e più interessante dilemma.
Al comando del suo galeone, la Folgore, il più temuto filibustiere del Golfo del Messico lascia la sua cara isola Tortue per vendicare i fratelli, il Corsaro Verde e il Corsaro Rosso. Essi sono stati ignobilmente uccisi dal duca fiammingo di Maracaybo, Wan Guld, un tizio che perseguita la sua famiglia sin dalla guerra nelle Fiandre, e padre di Honorata Willerman, la duchessa di Weltendrem caduta ostaggio dei pirati e di cui il pirata piemontese si innamora...
Come succede con i classici d’avventura d’un tempo, l’autore dedica pagine e pagine documentaristiche alla storia dei pirati, alla descrizione di esemplari di piante o alla vegetazione della giungla tropicale, alla lotta fra un giaguaro e un coccodrillo, come fosse History Channel o National Geographic, spezzando sì il ritmo della narrazione ma senza annoiare più di tanto. Nemmeno il lessico ricercato rappresenta un ostacolo per le emozioni; in fondo stiamo parlando di un classico esempio dello stile italiano di inizio ‘900, e si capisce appieno se si considera che Salgari era più pagato tanto più scriveva. Tanto di cappello poi se si pensa che Salgari ha elaborato queste (non sempre) accurate ricostruzioni senza essere mai stato di persona in quei posti né avendo specifici manuali scientifici da consultare in proposito ma solo enciclopedie e riviste d’epoca...
Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria:
librisenzagloria.com/i-romanzi-dei-corsari-1-8-il-corsaro-nero
CarloscostaventiCarloscostaventi wrote a review
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Arianna CurciArianna Curci wrote a review
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Paige91Paige91 wrote a review
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Spoiler Alert
3+
Da un lato mi dispiace un po' dare una valutazione inferiore a quella dell'Isola del tesoro (quasi contemporaneo), se non altro per "orgoglio nazionale", ma la differenza purtroppo si sente e non riesco a dare una valutazione più alta. La trama è avvincente, senza dubbio, e sicuramente leggerò anche gli altri della serie. Però, insomma, ho storto il naso più una volta per varie cose a livello di stile. Intanto i dialoghi, che in alcuni punti sembravano troppo artificiosi: come sentire giocare un gruppo di bambini che parlano, come dire, "a cartone animato" ripetendo, sentite dalla tv, scambi di battute surreali o fin troppo costruiti per essere naturali.
Poi, ommiodio, ho perso il conto dei vari "audace", "audacia" e "formidabile". Emiliooo, un sinonimo? XD Ad un certo punto ho iniziato davvero a diventare insofferente ogni volta che spuntata una di queste tre parole, cioè ogni due per tre! Addirittura ho iniziato ad anticiparle (senza avere davanti le pagine stampate per sbirciare le frasi successive, avendo ascoltato un audiolibro).
Un'altra cosa che non mi è piaciuta, e che non ho capito francamente, è il passaggio dal tempo passato al presente durante le scene di azione, in particolare abbordaggi e scontri diretti. Il senso? Tutta la narrazione è al passato, perchè poi questo presente che spunta all'occasione? Mah.
A parte queste cose antipatiche, la trama, come dicevo, è avvincente (ecco, magari la parentesi un po' noiosa dell'inseguimento nella foresta no) e incuriosisce e la figura del Corsaro Nero è senza dubbio affascinante, tormentato da una vendetta che dura da anni. Anche se...Non so come finirà con Honorata (essendoci una "Jolanda la figlia del Corsaro Nero", bionda se non ricordo male da reminescenze della serie animata, suppongo bene) ma, insomma..abbandonata da sola su una scialuppa alla deriva con qualche provvista..al prossimo incontro io gli sguinzaglierei i cani, cara Honorata XD