Il diario di Anna Frank
by Anne Frank
(*)(*)(*)(*)(*)(14,382)

All Reviews

822 + 188 in other languages
Jessica Jessica wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
MamussiMamussi wrote a review
04
(*)(*)(*)(*)(*)
Non c'è molto da aggiungere che non sia già stato detto e scritto.
E' un diario che si legge con rispetto, tenerezza ed empatia per questa ragazzina "normale" che non può vivere la sua normalità e che ancora non sa fino a quale estremo limite la condurrà l'umana follia.
Ma noi sappiamo, ed è proprio questa consapevolezza a stringere il cuore mentre leggiamo la quotidianità, i turbamenti, le incomprensioni, le fantasie e le riflessioni che un'adolescente riversa sulle pagine, come se parlasse ad un'amica immaginaria, come qualsiasi altra adolescente; come me, ad esempio, che scrivevo un diario simile, con le medesime "sciocchezze", le elucubrazioni, gli ideali, gli sbalzi d'umore tipici dell'età.
Voleva diventare una scrittrice Anne, e forse ci sarebbe riuscita, con la padronanza di linguaggio, la grande sensibilità, l'acume e una vena ironica indizio di viva intelligenza, sicuri segnali della sua predisposizione.
Certo fa male leggere:
"Non sono ricca di soldi o cose terrene, non sono bella, né intelligente e furba, ma sono e sarò felice!"

"Voglio essere utile o procurare gioia alle persone che vivono attorno a me... voglio continuare a vivere anche dopo la morte!"

"So quello che voglio, ho uno scopo, un'opinione, una fede e un amore. Lasciatemi essere me stessa, e sarò contenta. So di essere donna, una donna con una forza interiore e tanto coraggio! Se Dio mi farà vivere, otterrò di più di quanto la mamma non abbia mai ottenuto, non sarò mai insignificante, lavorerò nel mondo e per gli uomini!"

Anche se purtroppo molte ragazze hanno vissuto storie simili, la forza dirompente della sua testimonianza assurge a simbolo di tutte, obbligandoci a ricordare ciò che non va dimenticato, mai.
SusannarosaSusannarosa wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)
AurinAurin wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Lettura imprescindibile
Spesso mi capita durante l'anno di leggere libri su tematiche così forti come la Shoah, il genocidio e in generale gli accadimenti legati alla seconda guerra mondiale e alla follia del nazismo. Sono elementi a cui mi sento anche personalmente legata avendo conosciuto persone care che questo orrore lo hanno vissuto in prima persona. Ad ogni modo, non avevo mai affrontato però la lettura del famoso "Diario". Stranamente a scuola non mi è mai stata proposta come lettura obbligatoria. Ora, dopo averlo letto, mi sembra assurdo che non ci sia stata data la possibilità di affrontare questa lettura e riflettervi. Anne si nasconde insieme alla sua famiglia all'età di 13 anni e muore a 15 nel campo di concentramento di Bergen-Belsen: questo libro deve essere letto dai suoi coetanei. Il suo punto di forza sono proprio le cose della quotidianità. Anne parla delle discussioni che avvenivano tra la famiglia Frank e gli altri inquilini dell'Alloggio segreto, le risate, gli umori, la paura, l'ansia, i pasti consumati insieme, i compleanni festeggiati, i regali, i turni per usufruire di un bagno di fortuna, gli abbracci, la mancanza d'affetto, la solitudine, la separazione dal mondo. Gesti ed emozioni quotidiani che noi diamo per scontato, che Anne stessa dava per scontati fino a quando non sono venuti meno.
E' un libro dall'impatto emotivo molto forte, a mio parere più di tanti altri che trattano l'argomento proprio perchè parla della vita di ogni giorno, parla delle speranze, dei desideri e dei sogni di una normale ragazzina la cui vita le è stata strappata solo perchè ebrea.
Qui non troverete l'orrore dei campi di concentramento, delle violenze e delle sevizie dei nazisti, ma troverete scritti nero su bianco gli stessi pensieri e gli stessi problemi che avete avuto anche voi, io compresa, alla sua età. Io personalmente ho empatizzato molto con Anne, per molti aspetti la trovo affine a me e penso saremmo potute essere amiche.
Dal Diario emergono l'ironia, l'intelligenza, anche emotiva, e l'acume di questa ragazza. La sua intramontabile speranza nel sopravvento della parte buona dell'animo umano. Sarebbe diventata una donna estremamente forte ed intraprendente, una scrittrice, perchè scrive benissimo già da giovanissima, e una grande donna.

Unica pecca del libro potrebbero essere le numerose ripetizioni di azioni, eventi e altre attività del quotidiano che si incontrano durante la lettura; d'altra parte però si tratta del diario di una ragazzina reclusa in un locale nasconto al mondo a cui non era quasi permesso di parlare ad un tono di voce normale, a cui a volte non era nemmeno permesso di muoversi per il timore di fare rumore, figuriamoci poi uscire all'esterno. Cosa altro potrebbe raccontare in un diario una persona che si ritrovi a vivere in quelle condizioni?

Leggete il Diario di Anne Frank perchè almeno non sia mai dimenticata.



Alex-NoirAlex-Noir wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Ne avevo letto solo qualche brano estratto dal diario, in età scolastica. Credo che sia una specie di must alle scuole medie. Però non avevo mai affrontato la lettura del libro intero, ed ho deciso di dedicarmici per colmare questa lacuna.

A lettura ultimata posso dire che è un importantissimo e prezioso documento dal punto di vista storico, perché permette di osservare il dramma umano di dover vivere segregati per due anni in un retrobottega per sfuggire alle deportazioni naziste e lo fa non col tono didascalico dello storico ma tramite gli occhi di una ragazza 15enne che vive la sua adolescenza in questa condizione.
Il diario risulta così un mix tra racconto diretto della situazione paradossale ed inumana che le due famiglie rifugiate vissero (la fuga improvvisa dalla propria casa, l'arrivo nell'angusto rifugio, la familiarizzazione forzata con degli estranei, la fame, le scarse condizioni igieniche, le paure delle bombe, la reclusione infinita, il terrore della deportazione...) il tutto unito alle impressioni di una giovane ragazza, alla sua quotidianità, ai suoi rapporti coi genitori, i suoi sogni, il suo crescere internamente ed esternamente, fino ai suoi primi amori.
Non mi sorprende che sia stato scelto per anni come caposaldo della narrazione della Shoah ai ragazzi delle scuole medie, perché in effetti è un documento incredibile ed unico.

Ancora oggi, anche leggendolo in età più matura, posso dire che il racconto delle condizioni di vita dei rifugiati, dal punto di vista di Anne, risulta ancora molto forte, quasi surreale nella sua assurdità (mi è venuto da riflettere che noi ci siamo lamentati in questo 2020 per un paio di mesi di lockdown... una barzelletta rispetto a quanto hanno vissuto le persone narrate nel Diario).
Purtroppo fanno un po' meno effetto i racconti personali di Anne, forse perché il gap di età fa sentire più lontane certe palpitazioni adolescenziali, forse perché lo stile è comunque quello di una ragazzina, e il gusto della narrazione è anni '40. In ogni caso aiuta anche quello la lettura perché probabilmente un racconto solo di atrocità di guerra sarebbe stato molto pesante.

In conclusione, molto apprezzabile come documento storico, come stile risente un po' di quanto su detto. Sicuramente non una lettura leggera o di svago.

[Nota: letto in versione audiolibro, dal programma Ad Alta Voce Rai Radio3, letto da Daria Deflorian]
zombie49zombie49 wrote a review
011
(*)(*)(*)(*)( )
Il diario più famoso del mondo
Come la sorella Margot, Anne Frank nasce a Francoforte sul Meno, ma, quando Hitler emana le leggi contro gli ebrei, suo padre si trasferisce ad Amsterdam con la famiglia. Nel 1940 l’esercito nazista invade l’Olanda e gli ebrei devono sottostare alle leggi razziali. Quando Margot riceve una convocazione dalle SS, la famiglia si trasferisce in un alloggio segreto nel retro di un ufficio. Con loro si nascondono i tre membri della famiglia Van Daan e il dentista Dussel. Nel 1942 Anne per il suo tredicesimo compleanno riceve in dono un diario, su cui per due anni annota gli eventi della sua forzata reclusione, fino al giorno dell’arresto con tutti i suoi compagni di sventura. Solo il padre sopravvive al campo di sterminio di Bergen Belsen. Il diario diventerà uno dei libri più letti al mondo, tradotto in tutte le lingue. Contiene riflessioni simili a quelle di tutte le adolescenti: i battibecchi con i familiari per futili questioni; l’impressione di non sentirsi compresa e il desiderio di esserlo; le osservazioni sugli adulti; gli studi scolastici; la prima cotta per Peter, il figlio dei Van Daan. Sullo sfondo, però, c’è, ben presente, la paura quotidiana che il rifugio sia scoperto; il terrore per il minimo rumore o voce dall’esterno; i bombardamenti alleati su Amsterdam. Colpiscono le riflessioni sulla fortuna di avere un nascondiglio sicuro, diversamente dagli ebrei deportati ogni giorno verso un ignoto e terribile destino, e i progetti per un dopoguerra che per Anne non ci sarà. Ho letto questo libro quando avevo circa l’età di Anne, e non mi aveva colpito molto; ora vedo la paura che traspare da ogni pagina. E’ difficile esprimere un’opinione su un libro che racconta eventi personali drammatici, perché il giudizio morale supera quello letterario. Se la conclusione fosse stata diversa e Anne si fosse salvata, forse il diario non sarebbe diventato famoso. Il libro non è un capolavoro né pretende di esserlo, ma è la testimonianza di una tragedia.
Gabriele VagliGabriele Vagli wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)
Lasciatemi esser me stessa e sarò contenta
In questo mondo ci sono persone superiori. Anna era una di queste. Persone talmente forti da potersi accontentare di essere se stesse, senza invidie, senza trucchi. Senza fare confronti, accettano quel che sono, capaci di apprezzare quel che di bello il mondo offre. Capaci di scoprire i propri limiti e di cercare di migliorarsi. Purtroppo non sono la maggioranza. Possa questa cronaca far riflettere non solo sulle guerre e sulla Shoah, ma anche sulle piccole meschinità quotidiane. Il microcosmo del Retrocasa racchiude, nel suo piccolo, le origini dei conflitti umani. Alle persecuzioni, alle discriminazioni e ai divieti nazisti Anna vede sommare le discriminazioni e i divieti di coloro che condividono la sua stessa sorte. In quanto giovane non deve avere opinioni, tanto meno esprimerle; deve accettare i giudizi e mostrare rispetto di chi, pur non avendone titoli di merito, si pone sopra di lei in una scala gerarchica stabilita solo per età, per prepotenza e ottusa invidia. La giovane donna indossa allora costumi civili, abbozza per quanto può, ma preserva in sé la sua natura, cercando un mezzo per diventare come vorrebbe essere e come potrebbe essere se... non vi fossero altri uomini al mondo. Anna Frank è una giornalista nata, che analizza con acume i sentimenti e i fatti, sia della vita quotidiana che degli avvenimenti politici e bellici. Il suo Diario è scritto con grande sensibilità e viva intelligenza; è commovente ma anche ironico, giocondo e profondo. Da leggere e da far leggere ai ragazzi, ma solo... dopo aver riflettuto.