Il diario di Jane Somers
by Doris Lessing
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Janna, bella ed elegante, con alle spalle un solido successo professionale, conosce una piccola e vecchia signora, Maudie, e da questo incontro casuale nasce una stretta amicizia, un legame quasi simbiotico. La prima comincia a condividere le manie e le abitudini della seconda, i suoi malanni senili, e viene così a contatto con un mondo disordinato e dolente ma anche affascinante, che le permette di scoprire dimensioni esistenziali da lei ignorate fino a quel momento. "Il diario di Jane Somers" si configura, nel panorama contemporaneo della letteratura in lingua inglese, come uno dei più impietosi esperimenti di autoanalisi mai compiuti da uno scrittore. Dopo i romanzi dedicati alla critica della società borghese, la Lessing qui rivolge i suoi strali dissacranti contro se stessa come intellettuale costruendo un romanzo straordinariamente intenso e commovente.

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CcrissCcriss wrote a review
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AlexaAlexa wrote a review
04
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EscamarEscamar wrote a review
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Storia dell’incontro tra Janna e Maudie.
Janna è redattrice di una rivista di moda, organizzata, efficiente e indipendente. Assorbita dal lavoro, ha trascurato gli affetti. La malattia, la vecchiaia e la morte non rientrano tra i suoi interessi professionali e anche umanamente l’hanno toccata superficialmente, nonostante la morte della madre e del marito.
Maudie è un’anziana signora con grandi difficoltà economiche, con i malanni dell’età in peggioramento e con un carattere burbero che non le facilita i rapporti sociali.
L’incontro fa scoprire a Janna un aspetto della realtà fino ad allora ignorato, il desiderio di prendersi cura di qualcuno prende spazio gradualmente e gradualmente aumenta il tempo tolto al lavoro per occuparsi di Maudie. Lo sguardo sul mondo che la circonda si allarga e nella sua vita entrano altre figure: le persone indigenti del suo quartiere, le assistenti sociali e le volontarie che se ne occupano, le persone della sua stessa famiglia fino a quel momento tenute a distanza.
Non ci ho visto i sensi di colpa che ci hanno visto altri. Janna era una donna in carriera (definizione che forse allora non esisteva e che tuttora per me non ha connotati negativi), aveva fatto una scelta di vita prima e ne ha fatta un’altra dopo. Nel libro si mostra soprattutto come gli incontri ci cambino, come le esperienze che viviamo diventino parte di noi.
Il libro ha una struttura simile a quella di un diario occasionale, scritto in prima persona da Janna, e c’è un po’ di tutto ma, prevalentemente, il rapporto con Maudie, lo sguardo che cambia sui rapporti lavorativi e familiari, le riflessioni sull’inevitabile decadimento fisico e intellettivo che col passare degli anni rende prigionieri di un corpo e di una mente che non rispondono più come si vorrebbe.
La scrittura è limpida e pulita, elegante come la protagonista, ma lo sguardo è lucido, non nasconde e non abbellisce, e il finale è straziante.
Esiste un seguito, intitolato “Se gioventù sapesse”.
[Ad alta voce. Radio 3. Traduzione di Marisa Caramella. Lettura di Federica Fracassi. Tempo: circa 9 ore e mezza.]