Il diario fiorentino
by Rainer Maria Rilke
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"Il soggiorno di Rilke a Firenze non fu lungo; ma l'attività svolta dovette essere intensa. Musei, chiese, palazzi, conventi, gallerie (persino quella del principe Corsini, di difficile accesso), nulla rimase inesplorato. Furono fatte escursioni non solo a Bellosguardo, a Fiesole, a Settignano e alla Certosa, ma a Maiano, a Rovezzano, a Bagno a Ripoli. Il frutto di tale primo contatto con realtà profondamente diverse da quelle conosciute sino allora non fu tanto l' albo o quaderno di riflessioni e ricordi che riempì per donarlo, testimonianza di amore e di ammirazione, a Lou Salomé, la donna amata, quanto un nucleo di idee e di concezioni che attraversano in modo più o meno visibile tutta la sua opera e alimentano la fase estrema della sua poesia." (dalla postfazione di Giorgio Zampa)

Enrico Sapienza's Review

Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
26
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Che strano libro. Non ero sicuro del mio giudizio prima di leggere la bella postfazione di Zampa, mi sembrava inverosimile provare certi sentimenti negativi nei confronti di Rilke. 

Eppure, eppure, lo stesso Rilke delle splendide lettere -al giovane poeta, a Marina Cvetaeva- ha scritto certe scempiaggini che si leggono in queste pagine. 


La mia lettura è cominciata con delizia, poiché le prime pagine del Diario Fiorentino sono della stessa lungimiranza e chiarezza che altrove ho trovato in Rilke.

Poi, però, l’autore è andato repentinamente incontro ad una strana metamorfosi, trasformandolo in una chimerica mostruosità fatta di boria, che sciorina bislacche idee sull’arte, sul ruolo dell’artista, sulle donne-madri-vergini da fare accapponare la pelle, e che sembra parlare con la voce (con la sola voce) di Nietzsche. 


Ne vien fuori un libro di brevi -e spesso odiose- idee che, a saperlo, avrei evitato di leggere.

Quelle luminose prime pagine valgono la pena? Non ne son sicuro.


Comments

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Forse il Chianti...

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Forse il Chianti...

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Anch'io amo la scrittura di Rilke.

Ho letto questo libro vari anni fa e non ne ho un ricordo preciso (forse è già un indizio?) tanto che l'ho ripreso da poco in rilettura.

Occorre però considerare che, quando lo scrisse, il poeta era assai giovane e fu inviato a Firenze da Lou Salomé come ' apprendistato ' : riteneva che la cultura del ragazzo mostrasse lacune inammissibili.

Ritengo pertanto che il testo che hai duramente criticato, con plausibili e argomentate motivazioni, vada considerato nel contesto biografico dell'autore, con un interesse riservato probabilmente a chi già conosce ed è interessato a Rilke e all'evoluzione della sua poetica.

Ovviamente ciò non esclude affatto che il testo in questione venga valutato con il rigore e le severità che hai usato nella tua analisi.

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Anch'io amo la scrittura di Rilke.

Ho letto questo libro vari anni fa e non ne ho un ricordo preciso (forse è già un indizio?) tanto che l'ho ripreso da poco in rilettura.

Occorre però considerare che, quando lo scrisse, il poeta era assai giovane e fu inviato a Firenze da Lou Salomé come ' apprendistato ' : riteneva che la cultura del ragazzo mostrasse lacune inammissibili.

Ritengo pertanto che il testo che hai duramente criticato, con plausibili e argomentate motivazioni, vada considerato nel contesto biografico dell'autore, con un interesse riservato probabilmente a chi già conosce ed è interessato a Rilke e all'evoluzione della sua poetica.

Ovviamente ciò non esclude affatto che il testo in questione venga valutato con il rigore e le severità che hai usato nella tua analisi.