Il disegno del piviere
by Yasunari Kawabata
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L'opera di Yasunari Kawabata (1899-1972) tende a conferire alla bellezza un valore assoluto che trascenda il tempo e lo spazio. Nel caso specifico di Mille gru e della sua continuazione, Il disegno del piviere, esse sono rappresentate da due giovani donne, Fumiko e Yukiko, le cui esistenze ruotano intorno al protagonista maschile, Kikuji, che sembra riflettere il punto di vista dello scrittore. Il giovane aspira alla purezza sopra ogni altra cosa, sentendosi irrimediabilmente prigioniero delle ossessioni di un passato ritenuto peccaminoso, dunque rifiutato. Il suo "bisogno di verginità" è reso ancora più evidente ne Il disegno del piviere quando, dopo le nozze con Yukiko, decide più o meno coscientemente di astenersi dai rapporti sessuali con lei, inaccessibile nella sua purezza e nella sua bellezza. Kawabata utilizza dunque le figure femminili per dar corpo al proprio concetto di un amore ideale, puro e senza macchia, intangibile. È la donna a ispirare un tale sentimento nell'uomo: e questo è il caso, come abbiamo visto, di Yukiko. È solo la donna che sa viverlo compiutamente, con tutta se stessa: e questo è il caso dell'altro personaggio femminile, Fumiko, che dopo essersi data, in Mille gru, al giovane, decide di sparire dalla sua vita, sacrificandosi per lui e continuando ad amarlo, lontano e irraggiungibile, come appare dalle sue splendide lettere, che costituiscono il nucleo centrale de Il disegno del piviere.

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EmilioEmilio wrote a review
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Oltre "Mille gru"
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"Il disegno del piviere" è la continuazione del bellissimo "Mille gru" di Kawabata, grande scrittore giapponese (Premio Nobel) , maestro di estetica letteraria.
Nel romanzo precedente citato, un giovane, ossessionato dalla figura del defunto padre, va alla ricerca delle donne che l'avevano amato e instaura una breve reazione con una di queste e, dopo la sua morte, con la figlia che poi fugge lontano.
Proprio un fascio di lettere inviate da quest'ultima costituisce il lungo capitolo centrale del libro oggetto della recensione.

"Il disegno del piviere" si apre col viaggio di nozze del giovane con la moglie, ragazza di radiosa bellezza, anche lei già incontrata in "Mille gru".
Lui è colpito dal lembo della biancheria che la giovane donna sta piegando : riporta il disegno del piviere sulle onde.
L'albergo in cui si trovano si affaccia sul mare, che rimanda all'immagine di "uno zaffiro stellato" : "sulla superficie del mare (...) appariva una luminosità intermittente, quasi di stelle precipitate sul fondo dell'abisso".
L'attenzione ai dettagli poeticamente percepiti crea una suggestione particolare capace di suscitare quel fascino che rende preziose tante pagine della letteratura nipponica.
Il giovane marito è però inquieto : si sente colpevole per le carnali relazioni avute con la matura signora deceduta e con la figlia di questa ; si avverte indegno di accostarsi sessualmente alla bellissima moglie, idealizzata come irraggiungibile emblema di purezza.
Questa splendida figura femminile è tratteggiata a caratteri leggiadri : sensibile, intelligente, emancipata ; non pare dar peso alla situazione che inquieta il coniuge.

Ora gli sposi sono nella loro incantevole abitazione ; nulla è mutato nella relazione.
Sotto la motivazione dell'indegnità di fronte alla moglie, alcuni dettagli tracciati con grande lievità di stile cominciano però ad aprire nuovi spiragli. Ad un tratto in lui balena un ricordo : durante il viaggio di nozze aveva richiamato alla mente il ricordo delle due amanti, la donna matura e sua figlia, per trovare la forza di violare l'innocenza della sposa.
La bellezza e le emozioni sensuali sono dunque incompatibili?

RosettaRosetta wrote a review
214
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UKIYOE, IL MONDO FLUTTUANTE
Considerato la prosecuzione di Mille gru (Senbazuru), si tratta veramente dello stesso romanzo e i due titoli designano in effetti un’opera unitaria. Ritroviamo gli stessi personaggi: il dubbioso protagonista Kikuji, la tormentata Fumiko, l’intrigante Chikako e la bella Yukiko che conserva ancora l’obi decorato di iris che indossava quando per la prima volta andò a casa del giovane. E anche ne Il disegno del piviere (Namichidori) l’intrigo non trova una soluzione definitiva. (Ma come suonano i titoli in originale! Verrebbe voglia di studiare la lingua giapponese.)
Leggendo la postfazione di Bona Pallavicini, si comprende come questa incompiutezza sia una caratteristica dello stile di Yasunari Kawabata, dovuta al fatto che spesso i suoi romanzi venivano pubblicati a puntate su riviste; ma soprattutto al fatto che egli voleva, con una struttura aperta, rendere sulle pagine la fugacità della vita, “il mondo fluttuante”, come in pittura Hokusai con la sua celebre Grande Onda di Kanagawa.
“Kawabata era alla ricerca di una scrittura “naturale”, libera da artifici, relativamente priva di forma, poiché la vita stessa non può essere ricondotta entro rigidi schemi. Sovente i suoi racconti sono privi di un’effettiva conclusione perché il fiume dell’esistenza è inarrestabile”.
La studiosa ci spiega anche che nella letteratura giapponese convivevano due stili di scrittura, uno definito “femminile” e uno “maschile”, che usavano caratteri diversi; il secondo, di derivazione cinese, era lo stile ufficiale precluso alle donne. E aggiunge: “Alcuni scrittori, Kawabata tra loro, vengono riconosciuti come maestri di stile femminile”.
Col suo stile delicato e la consueta grazia, Kawabata ci trascina nell’onda dolce e fluttuante della sua scrittura, seguendo le vicende del protagonista Kikuji, dei suoi amori e dei teneri tormenti. Accompagniamo quindi Fumiko, attraverso le sue lettere, nello scenario di bellissimi paesaggi autunnali. Infine ci ritroviamo con Yukiko, come all’inizio, in interni animati da oggetti antichi e preziosi, come il bricco Shino e la tazza Oribe nera. I quali, passati di mano in mano nel corso dei secoli e dei due romanzi, continuano il loro viaggio in nuove direzioni.
E l’ombra della morte aleggia sempre sulla fuggevole bellezza.