Il fiume di cristallo
by Sergio Bambaren
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Il nuovo attesissimo romanzo di Sergio Bambarén. Una storia lieve ma profonda per imparare a convivere in armonia con la natura --- Un gruppo di lamantini, enormi e mansuete creature marine, si rifugia nelle tiepide acque del Crystal River, in Florida, per trascorrere l’inverno. In quel piccolo angolo di paradiso hanno trovato il loro habitat ideale: possono nutrirsi in abbondanza nei rigogliosi pascoli sommersi, riposare indisturbati e, di tanto in tanto, divertirsi a nuotare con qualche turista curioso. Finché un giorno per una mamma e il suo cucciolo l’idillio si infrange: lo scontro con l’elica di una barca a motore spezza la vita della gigantessa gentile e lascia il piccolo gravemente ferito. Abbandonato a se stesso, il lamantino galleggia sulla superficie, destinato a morire. Ma un ragazzino che sta solcando il fiume con la sua canoa lo vede. Non sa che cosa fare, ha paura, però la voce del suo cuore gli dice che deve soccorrerlo. Così, porta a riva il cucciolo e, con l’aiuto del nonno, che gli ha trasmesso l’amore per la Natura, si prende cura di lui, fino a restituirlo sano e salvo al fiume di cristallo, la grande distesa trasparente dove ci si specchia per conoscere più a fondo la propria anima. Da quel giorno il lamantino sfortunato e il ragazzino coraggioso saranno uniti da un legame indissolubile, che saprà resistere a ogni cosa, anche al trascorrere del tempo.

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senny89senny89 wrote a review
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Ormai penso che Sergio ed io non ci capiamo più come una volta. Da piccola adoravo i suoi libri, ora ogni volta che ne leggo uno finisco per ritrovarmi con un mix di latte alle ginocchia e orticaria diffusa... Penso che l'idillio sia finito. Oppure al buon Sergio negli anni è definitivamente partita la brocca ed è passato da narratore di belle storie con una morale a moralista che se la tira come se ce l'avesse d'oro.
In certe parti mi scade proprio, come quando bolla la gente che lavora nelle grandi città come poveracci che non sanno dove stanno andando e non sono veramente felici, mentre LUI sì che è veramente felice e ha capito appieno il significato della vita! Oppure come quando dice che i grattacieli sono effimere vestigia del capitalismo brutto e cattivo... E poi loda Disneyland in Florida come luogo magico per tornare bambini. Disneyland, la capitale del capitalismo, se vogliamo essere cinici quanto lo è Sergio in questo libro. E già qui, grasse risate. Altro esempio: quando, dopo averci fatto una filippica di 40 pagine sulla natura, la sua bellezza, il conservare il nostro mondo, quant'è brutto l'inquinamento... Ammette candidamente di fumare MA attenzione, lo fa informandoci che lui che fuma una sigaretta ogni tanto non ha alcun torto, a differenza della gente che ritiene il fumare una cosa nociva e rifugge sigarette e fumo passivo come la peste, quelli sono solo dei brutti ipocriti che poi si mangiano hamburger bruciati e vivono in città piene di smog, gli zoticoni! E non importa se il discorso può essere ribaltato, lui resta sempre il più saggio del libro, e solo quelli come lui lo possono veramente capire, tutti gli altri sono descritti come poveri allocchi che non capiscono un becco di niente.
Se non fosse per questa patina dorata di moralità superiore, il libro sarebbe pure godibile, ma forse 20 pagine sarebbero troppo poche per ricavarci un libro soddisfacente, ecco perché negli ultimi libri ha pensato bene di passare infarcire le sue memorie naturalistiche di pipponi su quanto gli altri non capiscano mai nulla, mentre lui invece è sempre 20 passi avanti a tutti (anche quando ammette di avere dei difetti o delle debolezze, sono comunque pregi a paragone con le magagne degli altri).

Cit. "E' questo il problema della maggior parte di noi. Giudichiamo gli altri dal modo in cui vivono, o in base a quello che vediamo di loro soltanto per un attimo."
Circa 5 pagine dopo, Sergio dice rivolto a un capitano che organizza escursioni per turisti per vedere i lamantini nel fiume:
semi-cit. "Il problema non ce l'ha lei capitano, ce l'hanno loro che non si fidano di uno come lei che sa cosa è meglio per loro per rendere MAGICA la loro esperienza!!!"

Dunque, non importa se per legge i turisti possono scegliere se indossare le pinne per nuotare coi lamantini, se Capitan Findus (uno dei pochi eletti che piace a Sergio) dice che non te le devi mettere tu non te le devi mettere, altrimenti sei solo uno dei 7 miliardi di fessi che popolano Bambaren-land. Non è che magari quelle persone preferiscono le pinne per una questione di sicurezza o praticità o anche solo aiuto psicologico. No, loro hanno dei problemi! Alla faccia del "non giudichiamo gli altri dalle apparenze" di qualche pagina fa...
L'intero libro è così, si contraddice e moralizza. E non è il primo libro di Sergio che ha preso questa triste tangente, quindi mi sa che in futuro, se mai vorrò dare un'altra chance a quest'autore, eviterò accuratamente i suoi libri auto biografici (o dovrei dire auto referenziali?) e mi butterò sulle sue favole moderne. Magari lì un minimo della vecchia magia è rimasta, tra un pippone e l'altro...
EnergiaCreativaEnergiaCreativa wrote a review
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MagamagoMagamago wrote a review
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Cvalentini40 Cvalentini40 wrote a review
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(il vaso di)Pandora(il vaso di)Pandora wrote a review
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a volte capita di scegliere il libro dalla copertina. avevo visto dei documentari sui lamantini, mi sono innamorata di questi animali così grandi, mansueti, vulnerabili, a rischio di estinzione non perchè cacciati ma perchè daneggiati dai motori ad elica, e da un clima impazzito che fa gelare le acque della Florida di inverno (per info: savethemanatee.org). desidero davvero un giorno andare nei luoghi descritti dal libro (Crystal river, Florida) per vederli.
per questo DOVEVO AVERE QUEL LIBRO (non si trovano molti libri sull'argomento, e ci sono tante persone che non sanno nemmeno cos è, un lamantino!).
e per questo non riesco a dare meno di 2 stelle.
però (c'è sempre un però quando si inizia così!),ho detestato da subito lo scrittore, il suo atteggiamento da paladino della natura del tutto immotivato.
chi ha detto che ai lamantini PIACE essere accarezzati, nuotare con gli esseri umani?l'uomo deve proteggere la natura, tutelarla, tenendosi però a distanza. gli animali (e qui si tratta di un mammifero marino di 9 metri, non di un barboncino da compagnia) non muoiono dalla voglia di avere contatti con l'uomo,e la loro mansuetudine non è necessariamente segno di contentezza. penso che questi pseudo amanti degli animali in realtà amino molto più sè stessi, ma forse mi sbaglio.
poi, non sopporto gli atteggiamenti da guru, le frasi fatte prese di peso da manuali new age da discount, le perle di saggezza dispensate come preziosi doni per pochi eletti (una su tutte:lo sapete che esiste un modo molto interessante di calcolare l'età delle persone quando si trovano in un luogo fantastico, o a contatto con la natura: invertire le cifre...esempio, io ho 27 anni..dunque ne avrei 72 a Crystal river, o a Disneyland..illuminante no?).


Daniela_R.Daniela_R. wrote a review
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Sentite quel che vedete, e vedete quel che sentite.
Chiudo gli occhi per un momento e sono lì. In quella terra incontaminata che Bambarén descrive in maniera deliziosamente poetica. Mi immagino il fiume cristallino, le casette in legno che vi si affacciano, le persone che camminano per strada e sorridono. Come non rimanere affascinati da un tale scorcio? Come non avere l’impeto irrefrenabile di vivere l’emozionante esperienza del contatto con i lamantini che popolano il Crystal River in Florida? E come non commuoversi di fronte al racconto del Capitano Mike, alla sua saggezza e “all’umile” insegnamento che vuole in qualche modo trasmettere con le sue parole?
Come al solito Bambarén non disattende le aspettative del lettore, il suo modo di scrivere per quanto non “impreziosito” da parole forbite, e per quanto scevro da una forma letteraria complessa, incanta l’Anima, rapisce, invita alla riflessione.
In questo caso, mi sono soffermata molto tra le sue parole in quanto mi sono trovata d’accordo sul concetto base del volume.
Quanto siamo riconoscenti alla natura per tutto ciò che fa per noi? Come la ricambiamo? E quanto siamo ingoiati dalla materialità al punto di dimenticare e di alienare in qualche caso, le nostre origini?
Viviamo in un mondo che intenta ogni giorno campagne ambientaliste, combatte per il divieto di fumare nei locali pubblici, promuove a gran voce un’alimentazione di tipo naturale e biologico e poi disbosca foreste, inquina città con gli scarichi delle automobili, vive in ogni sorta di agiatezza riempiendosi gli occhi con tutte le futilità possibili e immaginabili, dimenticando di fatto il contatto con la sua Madre Terra, quella Madre che viene giorno dopo giorno esposta al pericolo dell’estinzione, per opera dei suoi figli.
Invito, modestamente, molti di voi ad immergermi come ho fatto io, nelle acque di quel fiume, dall’altra parte del mondo materialmente, ma così vicino alla mia Anima. Invito molti di voi a non indossare le pinne per non intorbidire le acque cristalline, a evitare le imbarcazioni a motore che mettono in serio pericolo la popolazione dei nostri bacini acquiferi. Invito molti di voi a riempirvi le tasche con i mozziconi di sigaretta lasciati sulle spiagge, con i tappi di bottiglia, con qualsiasi oggetto possa minare l’equilibrio naturale della nostra ecologia.
Invito molti di voi, a leggere tra quelle parole e a trovarci molto di più di quello che in realtà sembrano voler raccontare. Invito a scandagliarvi l’Anima e a ricongiungervi al piacere delle piccole cose, ad abbandonare la materialità che tanto ci fagocita e a ritrovare l’idea di libertà che fa respirare il vostro spirito. Invito così, come lo fa Bambarén, ad abbandonare le paure e a correre qualche rischio, perché, citando le sue parole, il rischio più grande nella vita è quello di non correre alcun rischio.
Basta un’ora di lettura, per comprendere un significato veramente profondo, il messaggio che Bambarén ha intenzione di trasmettere attraverso questo volume.
“Impara a vedere quello che senti, e a sentire quello che vedi!”…
Spero che possiamo farlo in molti, e che tale insegnamento passi di bocca in bocca, al fine di salvaguardare le emozioni pure che la Natura ci offre e che hanno dato vita a un essere tanto prezioso, ma molto spesso troppo impegnato nel caos della moderna società per riscoprire i veri piaceri della vita: l’Uomo.