Il fratello buono
by Chris Offutt
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Virgil Caudill è un uomo tranquillo. Vive nel cuore del Kentucky, e non ha mai lasciato i boschi e le montagne dove è cresciuto e la comunità nella quale si riconosce. Le sue giornate scorrono tutte uguali, tra il lavoro e le chiacchiere da bar, ma Virgil ha un punto debole: il fratello Boyd, la testa calda della famiglia, che ha un autentico talento nell'inimicarsi il prossimo e andare a caccia di guai. Quando Boyd viene ammazzato, Virgil si trova davanti a una decisione impossibile. Tutti sanno chi è il colpevole, e tutti, dai familiari alla gente del posto allo sceriffo di contea, sono certi di quello che accadrà. Negli Appalachi, il sangue si lava con il sangue, e per Virgil esistono solo due alternative: la vendetta o la fuga. Qualunque decisione prenderà, nulla per lui sarà più come prima.

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3
Umberto StradellaUmberto Stradella wrote a review
05
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Vendetta amara
Scrittore "potente"di un'America rurale - qui il preferito Kentucky, insieme al selvaggio ovest del Montana - con "Il fratello Buono", pubblicato alla fine degli anni '90, Offutt anticIpa le più scabrose tematiche del "sovranismo", dell'individualismo armato, del razzismo, anche, del profondo Sud e del selvaggio Ovest degli Stati Uniti, di cui tanto si è parlato a margine delle elezioni del nuovo presidente USA.
In realtà il romanzo, di ottimo livello (lo scrittore, come avevo scritto commentando Mio padre il pornografo, lo è), non pare affatto un libro a tesi o politicamente orientato. E' un classico della narrativa "rurale" americana, della quale abbiamo già letto molto.
Offutt non si schierai, ma descrive antropologicamente le società per certi versi arretrate e primitive di due stati americani meno lontani di quanto si possa credere (dissimili solo perché il Kentucky sembra privilegiare i legami di clan e familiari, arrivando quasi a premiare l'impunità della vendetta, mentre il Montana pare più ribelle all'autorità federale, appropriandosi, in questo libro, di una "rivoluzione conservatrice" sovranista), con vena nostalgica, e soprattutto in comunione con il paesaggio naturale, con i dettagli di mutamento della flora e della fauna, con straordinaria attenzione al dettaglio: si può dire che l'ambiente naturale "é" il romanzo (solo Thoreau mi ha dato la stessa sensazione di immersione totale e "panica" nei boschi nelle radure, lungo i fiumi…) .
Storia di una vendetta, e storia di un faticosissimo, resistente cambiamento di identità, il romanzo offre il meglio proprio nelle parti descrittive (non fini a se stesse, ma profondamente legate ai personaggi, "muscolosi", deboli, talvolta romantici, che popolano questa narrazione, tra l'altro avvincente).