Il giardino dei Finzi Contini
by Giorgio Bassani
(*)(*)(*)(*)( )(7,339)
Micòl Finzi Contini è una delle figure più affascinanti e inafferrabili della letteratura italiana di oggi: una figura dal destino tragico che si compie in una delle pagine più crudeli che la storia ricordi, lo sterminio nazista degli ebrei d'Europa. Insieme ai familiari essa viene deportata in un campo di concentramento tedesco nel 1943, votata a una morte anonima. Ma un diverso mondo si intreccia al tragico momento storico in cui Bassani ha ambientato la vicenda, un regno mitico in cui vengono rievocate l'adolescenza e la prima gioventù del narratore; e di questa sua personale vicenda il rapporto con la famiglia dei Finzi-Contini, e soprattutto con Micòl, è un elemento determinante. In realtà il romanzo, per quanto scritto in prima persona dal protagonista-narrante, è come un monumento innalzato in memoria di Micòl; quando si chiude la vicenda di lei, si interrompe anche quella del protagonista.
Il modo di agire di Micòl, enigmatico e imprevedibile, non può venir analizzato alla luce degli elementi "realistici" dell'intreccio, o degli elementi psicologici della sua personalità. Il suo rifiutare l'amore del protagonista, la brusca partenza da Ferrara, l'odio che nutre per il futuro, il suo amore appassionato per la vita, sono soltanto alcuni dei gesti, dei sentimenti di Micòl, che lasciano interdetto e affascinato il lettore.
Per comprendere almeno in parte la natura di Micòl, è necessario oltrepassare il livello storico e psicologico della narrazione e guardare ai suoi archetipi mitici, all'eterno tema del cammino verso la maturità; soltanto allora Micòl può apparire come il mistagogo del protagonista, e la ricchezza simbolica, la più autentica ricchezza del romanzo, può venir compresa appieno.
Marilyn Schneider

All Reviews

586 + 27 in other languages
ManuManu wrote a review
04
(*)(*)(*)(*)( )
Raffinato e malinconico.
In una Ferrara realistica e quasi palpabile, a tratti luminosa, come nelle calde giornate estive, a tratti avvolta nella nebbia tipica degli inverni della Pianura Padana, tra le famiglie dell’alta borghesia spicca quella dei Finzi-Contini, ebrei e benestanti, che vivono in una casa circondata da un magnifico giardino dalle dimensioni enormi. Il protagonista, anch’egli ebreo, ha qualche anno in meno dei figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl. Verso la fine degli anni ‘30, con l’applicazione delle leggi razziali, Alberto e Micòl inviteranno un gruppo di ragazzi, compreso il protagonista, a giocare nel loro campo da tennis, creando così un gruppo coeso che nella bella stagione si ritroverà puntualmente nell’immenso giardino dei Finzi-Contini. In questo periodo tra Micòl e il protagonista inizia a nascere un sentimento che va oltre la semplice amicizia e darà una svolta alla trama, che si svilupperà tra giornate spensierate, amori dolorosi e discorsi politici, mentre sullo sfondo cresce il clima antisemita. La scrittura, inizialmente troppo ricercata e agghindata di una sfarzosità superflua, diventa via via più scorrevole e apprezzabile, facendo guadagnare interesse al romanzo, che dopo le prime cinquanta pagine risulta molto intrigante. Le descrizioni di luoghi e personaggi sono particolarmente ricercate ed accurate, fattore che aumenta il senso di coinvolgimento all’interno della storia. Non si può dire male di questo romanzo, nel complesso interessante, delicato e ben scritto, anche se, forse per le mie aspettative, speravo potesse avere una marcia in più.
tommytvstommytvs wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )