Il giardino delle favorite
by Katie Hickman
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Ricercatrice dell’Università di Oxford, Elizabeth Staveley non crede ai propri occhi quando, tra le pagine di un libro antico, trova una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell’ambra, è fragile come una foglia d’autunno e racconta episodi avvenuti a Costantinopoli nel lontano 1599:

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10
Passi echeggiano nella memoria
lungo il corridoio che non prendemmo
verso la porta che non aprimmo mai
sul giardino delle rose. Le mie parole echeggiano
così nella vostra mente.
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10
Passi echeggiano nella memoria
lungo il corridoio che non prendemmo
verso la porta che non aprimmo mai
sul giardino delle rose. Le mie parole echeggiano
così nella vostra mente.
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00
Al mio amore, addio...
Diletto, come ti vidi a quella porta
scissa da te, schiava, come morta
e seppi dolente in quel frangente tristo
che mai più, giammai, ti avrei rivisto,
colà spezzossi il mio picciol core
e presero a scorrer lacrime d'amore!

E or mi penso ove tu posi il passo
recando di solitudine il fardello,
e mi vorrei là dove sei, per dire
che un dì forse un destin più bello
verrà a sanar tale crudel sentire:
il cor qui triste, con te il suo amor, lasso!

Ma nell'ore più buie della notte
quando financo la Luna non ha vista
e dalle torri delle moschee si levano
gli strani sospiri dei pagani a mezzanotte,
io giaccio sveglia e il vero odo parlando:
perduto sei, mai più t'andrò cercando.

O diletto! Rammentami, di grazia
se dianzi ai tuoi occhi il giorno inglese
ponga un tenue lume di rubino
ove un dì passeggiammo, nel giardino,
quando nostri erano il tempo e il mondo intiero,
infinito, in ore di letizia accese.

Rammenta me, che sulla riva
del Bosforo il tuo nome, suono lieto,
sotto straniere fronde ancor ripeto
in sussurri alla memoria smarrita:
me che ancor t'amo, e t'amerò per la vita,
se pur un lungo strazio il cor m'uccida.
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00
Al mio amore, addio...
Diletto, come ti vidi a quella porta
scissa da te, schiava, come morta
e seppi dolente in quel frangente tristo
che mai più, giammai, ti avrei rivisto,
colà spezzossi il mio picciol core
e presero a scorrer lacrime d'amore!

E or mi penso ove tu posi il passo
recando di solitudine
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