Il giardino delle favorite
by Katie Hickman
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Ricercatrice dell’Università di Oxford, Elizabeth Staveley non crede ai propri occhi quando, tra le pagine di un libro antico, trova una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell’ambra, è fragile come una foglia d’autunno e racconta episodi avvenuti a Costantinopoli nel lontano 1599: quando inglesi, francesi e veneziani erano in relazioni diplomatiche con il nuovo sultano dell’impero ottomano. A quel tempo Celia Lamprey, promessa sposa al ricco mercante inglese Paul Pindar, era scomparsa: forse annegata nel naufragio della nave sulla quale viaggiava verso la Turchia insieme al padre. Ma la pergamena rivela un’altra storia. Narra del naufragio, ma anche dei pirati turchi che la rapirono e del temerario Paul Pindar che varcò i cancelli invalicabili dell’harem per strappare alle voglie del sultano quella nuova schiava dagli occhi azzurri e dalla pelle di luna... Antiche alleanze e sinistri intrighi si svelano solo dopo quattrocento anni, restituendoci una storia d’amore degna di essere raccontata.

Tradotto in 27 Paesi, uscito in contemporanea in tutto il mondo

«Sorprendente e meraviglioso».
- The Bookseller

«Passato e presente si fondono in questo romanzo incantevole».
- Publishers Weekly

«Pieno di suspense e di atmosfera».
- Daily Telegraph

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MaristellaMaristella added a quotation
00
Al mio amore, addio...
Diletto, come ti vidi a quella porta
scissa da te, schiava, come morta
e seppi dolente in quel frangente tristo
che mai più, giammai, ti avrei rivisto,
colà spezzossi il mio picciol core
e presero a scorrer lacrime d'amore!

E or mi penso ove tu posi il passo
recando di solitudine il fardello,
e mi vorrei là dove sei, per dire
che un dì forse un destin più bello
verrà a sanar tale crudel sentire:
il cor qui triste, con te il suo amor, lasso!

Ma nell'ore più buie della notte
quando financo la Luna non ha vista
e dalle torri delle moschee si levano
gli strani sospiri dei pagani a mezzanotte,
io giaccio sveglia e il vero odo parlando:
perduto sei, mai più t'andrò cercando.

O diletto! Rammentami, di grazia
se dianzi ai tuoi occhi il giorno inglese
ponga un tenue lume di rubino
ove un dì passeggiammo, nel giardino,
quando nostri erano il tempo e il mondo intiero,
infinito, in ore di letizia accese.

Rammenta me, che sulla riva
del Bosforo il tuo nome, suono lieto,
sotto straniere fronde ancor ripeto
in sussurri alla memoria smarrita:
me che ancor t'amo, e t'amerò per la vita,
se pur un lungo strazio il cor m'uccida.
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MaristellaMaristella added a quotation
00
Al mio amore, addio...
Diletto, come ti vidi a quella porta
scissa da te, schiava, come morta
e seppi dolente in quel frangente tristo
che mai più, giammai, ti avrei rivisto,
colà spezzossi il mio picciol core
e presero a scorrer lacrime d'amore!

E or mi penso ove tu posi il passo
recando di solitudine
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