Il giardino delle favorite
by Katie Hickman
(*)(*)(*)(*)( )(533)
Oxford, Biblioteca di Bodlean, 2007. Elizabeth Stavley non crede ai suoi occhi quando, tra le pagine di un antico libro di astronomia, scopre il frammento di una pergamena vecchia di quattrocento anni. Ha il colore dell'ambra ed è fragile come una foglia d'autunno. Racconta una storia proibita. Una storia rimasta nascosta per secoli che conduce nei quartieri segreti di Istanbul... Costantinopoli (antica Istanbul), 1599. Inglesi, francesi e veneziani competono tra di loro per rafforzare le relazioni diplomatiche e commerciali con il nuovo sultano dell'impero ottomano, Paul Pindar è un ricco mercante, in missione a Costantinopoli per conto della Regina d'Inghilterra. Ha il compito di portare al sultano un magnifico regalo, uno splendido orologio musicale. Ma mentre procedono i negoziati, la sua attenzione viene attirata da una voce sempre più insistente...

La lettrice sognatrice (libri & manga)'s Review

01
(*)(*)(*)(*)(*)
Ubi iacet dimidium, iacet pectus meum.
Dove giace la mia metà, là giace il mio cuore.
Terza lettura di questo stupendo romanzo e per la prima volta posso dargli 5 stelle, lo adoro! Qui vi posto la poesia di Celia che mi piace tantissimo:

"Al mio amore, addio...
Diletto, come ti vidi a quella porta
scissa da te, schiava, come morta
e seppi dolente in quel frangente tristo
che mai più, giammai, ti avrei rivisto,
colà spezzossi il mio picciol core
e presero a scorrer lacrime d'amore!

E or mi penso ove tu posi il passo
recando di solitudine il fardello,
e mi vorrei là dove sei, per dire
che un dì forse un destin più bello
verrà a sanar tale crudel sentire:
il cor qui triste, con te il suo amor, lasso!

Ma nell'ore più buie della notte
quando financo la Luna non ha vista
e dalle torri delle moschee si levano
gli strani sospiri dei pagani a mezzanotte,
io giaccio sveglia e il vero odo parlando:
perduto sei, mai più t'andrò cercando.

O diletto! Rammentami, di grazia
se dianzi ai tuoi occhi il giorno inglese
ponga un tenue lume di rubino
ove un dì passeggiammo, nel giardino,
quando nostri erano il tempo e il mondo intiero,
infinito, in ore di letizia accese.

Rammenta me, che sulla riva
del Bosforo il tuo nome, suono lieto,
sotto straniere fronde ancor ripeto
in sussurri alla memoria smarrita:
me che ancor t'amo, e t'amerò per la vita,
se pur un lungo strazio il cor m'uccida."
01
(*)(*)(*)(*)(*)