Il gigante sepolto
by KAZUO ISHIGURO
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Il leggendario re Artú è ormai morto e la pace che ha imposto sulla futura Inghilterra resiste seppur fragile. Nella dimora buia di Axl e Beatrice, tuttavia, non c'è posto per nessuna pace. La coppia di anziani coniugi è afflitta da una sorta di inspiegabile amnesia. A causarla pare essere una strana nebbia che sta contagiando tutto il regno. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno piú dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. A dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che il ricordo di ciò a cui piú tengono sia perduto per sempre.

Un romanzo doloroso e bellissimo sulla memoria e la colpa. Una storia fantastica che ci indica una strada da seguire per il nostro presente: vivere in armonia con gli altri significa essere capaci di ricordare, ma anche di dimenticare e perdonare.

Traduzione di Susanna Basso.

«Un racconto di straordinarie atmosfere, una storia di travolgente leggibilità da divorare tutta d'un fiato».

«The Guardian»

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SfrisoloSfrisolo wrote a review
01
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betulle&peoniebetulle&peonie wrote a review
419
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Un tentativo onorevole, seppur non perfettamente riuscito, di utilizzare uno stile narrativo particolare come il fantasy per raccontare cose tutt'altro che banali, direi perfino fondamentali, come il senso della storia e della memoria, sia individuale che collettiva. Ha senso ricordare, se il ricordo divide e non unisce? Meglio rimanere inconsapevoli dei dissidi violenti che hanno dato origine a un cammino comune o ricordare per cercare la strada della vendetta a tutti i costi? Ed è possibile, dopo, intraprendere la strada della conciliazione, nel reciproco perdono del male fatto e ricevuto? Domande difficili a cui non c'è sempre risposta, o almeno mai una risposta universalmente valida.
La storia ha dei momenti di grande intensità, ma non riesce a mantenere sempre lo stesso livello, nonostante un'ambientazione suggestiva e una trama a suo modo affascinante, tratta direttamente dal ciclo bretone. Artù ha lasciato Bretoni e Sassoni realmente pacificati? Oppure, attraverso una magia di Merlino, li ha privati della memoria, sia quella collettiva legata ai massacri sia quella individuale legata al dolore e alla felicità di ciascuno, avvolgendoli in una sorta di nebbia pestilenziale?
Attraverso il procedere incerto di una coppia di anziani sposi alla ricerca del proprio figlio e di se stessi, incontreremo, tra frammenti di memoria e dialoghi talora bellissimi, guerrieri e cavalieri (Galvano alias il Gawain arturiano), mendicanti e draghi, orchi e malefici; ma alla fine sembra di aver letto troppo senza aver catturato nulla o quasi, e si chiude il libro con la netta sensazione che Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura, in questo caso avrebbe potuto fare meglio e forse di più.