Il giovane Holden
by J.D. Salinger
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Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista a "exemplum vitae".

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SamuelSamuel wrote a review
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ManuManu wrote a review
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L'essenza del disagio adolescenziale.
Ai tempi del liceo avevo letto questo libro in modo svogliato e non mi aveva lasciato nulla. Rileggendolo adesso, a distanza di qualche anno, sono riuscito a farmi coinvolgere dalla storia raccontata, dai personaggi ben scritti e dallo stile dell’autore. 
Holden è un ragazzo enigmatico, pieno di pensieri che gli vagano in testa in modo totalmente confuso, caratterizzato dal tipico disagio adolescenziale e dall’incertezza che nutre nei confronti del futuro. Affronta i problemi che lo affliggono in modo disilluso, procrastinando continuamente il momento in cui bisogna fermarsi a fare i conti con la realtà e con la propria coscienza. È un personaggio coinvolgente perché chiunque, durante l’adolescenza, ha avuto momenti di sconforto, di confusione mentale. Quasi tutti possono quindi ritrovarsi in lui, in un suo gesto avventato, in un suo pensiero apparentemente senza senso, in qualche sua pulsione adolescenziale. Il lasso di tempo in cui si svolge la storia è di circa quarantotto ore, ma terminato il romanzo si ha l’impressione di aver trascorso insieme al protagonista almeno un mese. In quei due giorni succede di tutto a Holden, che dopo essere stato cacciato dalla scuola vaga per New York senza una meta e non vuole tornare a casa per non deludere ulteriormente i genitori. Seguendolo nelle sue avventure possiamo conoscerlo a fondo, entrare nella sua testa e immedesimarci in lui, affrontando insieme rimorsi, dubbi e paure. 
Tipico romanzo di formazione, coinvolgente sia dal punto di vista della trama, sia per lo stile asciutto e diretto, usato per raccontare la storia nella sua essenza, senza nulla di superfluo. Ho apprezzato anche alcuni personaggi secondari, su tutti la piccola (o vecchia) Phoebe, sorella minore del protagonista, una bambina sveglia, travolgente e piena di energia, tanto da essere, nonostante la giovanissima età, un punto di riferimento per Holden.
Alex-NoirAlex-Noir wrote a review
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Holden Caulfield.
Personaggio sicuramente interessante e a suo modo iconico nella letteratura mondiale. Idolo generazionale a suo tempo.
Forse al giorno d’oggi Holden ha perso un po’ di quella novità e brillantezza che gli rese possibile, ai tempi dell’uscita, di essere un personaggio dissacrante per la morale borghese imperante, per il costume americano, per il perbenismo.

Comunque oggi Holden è ancora un esempio di outsider, ovvero di individuo che non vuole integrarsi pienamente nei meccanismi sociali perché non se ne sente parte. Non riesce a piegare sé stesso alle logiche della massa, la trova falsa, ne prova repulsione.
Ho provato un po’ simpatia per Holden, perché in fondo quel senso di non sentirsi rappresentato dalla società che ci circonda è arrivato fino ad oggi, alla nostra generazione.
Ma allo stesso tempo ho trovato che il suo personaggio giri un po’ a vuoto… in fondo il libro ha un’assenza di trama, semplicemente si segue il flusso di pensieri di Holden… è un flusso di pensieri dove un po’ ovunque viene espressa la sua frustrazione verso il mondo, il suo senso di fastidio, la sua noia, la sua indolenza. Ma non scatta mai una soluzione, una visione poetica delle cose, anzi spesso il pensiero di Holden è anti-climatico, quando ci si aspetterebbe una qualche verità, arriva il nulla cosmico, il pensiero annichilente che ti lascia lì a dire “ma che soggetto è questo?”.

Emblematico forse è proprio il pezzo de “L’acchiappatore nel campo di segale”. Nel dialogo con la sorellina Phoebe ci aspetteremmo un punto di frattura forte nel libro e invece Holden se ne esce con l’ennesima assurdità estraniante.
Ripeto, essendoci assenza di trama, dopo un po’ questa modalità mi ha stancato. Capito il personaggio e capito il leitmotiv del libro, paradossalmente perché in realtà il libro è molto snello, ho faticato a finirlo.
NelsonNelson wrote a review
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NelsonNelson wrote a review
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