Il giro del mondo in ottanta giorni
by Jules Verne
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In testa al front.: I viaggi straordinari: Opera premiata dall'Accademia di Francia.

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Dolci FusaDolci Fusa wrote a review
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Gradevole
Ascolto molto gradevole (su Eridania dolcisidiventa.it/dolci-racconti) con un interprete posato e sul pezzo. C'è da dire che l'architettura dell'avventura è pensata per il target maschile giovane, con pochi approfondimenti caratteriali e zero smancerie, e anzi paradossalmente, i personaggi che risultano più tridimensionali sono il domestico Passepartout e l'agente Fix, non il protagonista Phileas Fogg. Ma ciò non ha gravato più di tanto, e anzi mi ha permesso un ascolto decisamente spensierato e piacevole.
zombie49zombie49 wrote a review
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Una splendida avventura per ragazzi e adulti
Nel 1872, Phileas Fogg, scapolo, ricco gentiluomo londinese, vive in una casa confortevole, ma non lussuosa, con il neo assunto domestico francese Jean, detto Passepartout per la sua abilità a trarsi d’impaccio in qualsiasi circostanza. Fogg è un uomo metodico e sedentario: la sua vita è scandita da orari e abitudini inflessibili, divisa tra la casa e il Club della Riforma, di cui è membro. Ispirato da una notizia di cronaca, fa una scommessa da ventimila sterline con cinque amici del club: sostiene che riuscirà a compiere il giro del mondo in ottanta giorni. Partirà per Dover il giorno stesso, e s’imbarcherà per la Francia. Gli farà compagnia Passepartout. Per sfortuna di Fogg, in una banca di Londra è avvenuto un grosso furto di denaro contante, e l’esorbitante scommessa e la frettolosa partenza hanno destato i sospetti del detective Fix, che si mette sulle sue tracce. Il viaggio prosegue attraverso l’Europa fino a Brindisi, poi in nave per Suez e Bombay, e in treno per Calcutta. In India, però, ci sono le prime difficoltà. E’ un bellissimo racconto per ragazzi, ricco di mirabolanti avventure in paesi lontani, ma, a differenza di Salgari, Verne si documenta sui luoghi descritti. I suoi romanzi hanno sempre una base scientifica, e per questo era il mio scrittore preferito nell’infanzia. Ricordo che a sette anni vidi il celebre film tratto da questo libro, e mi entusiasmò tanto che ne scrissi un tema di ben otto pagine. Da bambino mi affascinavano le avventure, in età adulta apprezzo le descrizioni dell’India coloniale, quando mezzo mondo era sotto la corona britannica, e il viaggio in treno nel West ancora selvaggio. I caratteri, come in molti romanzi di Verne, sono stereotipati, fino a divenire macchiette, ma ciò che conta è l’avventura. Non amo la rincorsa ai record da Guinness dei primati: preferisco viaggiare lentamente. Certo anche Verne ha simpatia per il curioso Passepartout, e ironizza su Fogg con divertente humour più britannico che francese. 
Raffaele De LuciaRaffaele De Lucia wrote a review
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PierPier wrote a review
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