Il giullare della regina
by Philippa Gregory
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Anno del Signore 1553. Alla corte d'Inghilterra, splendido e feroce teatro della rivalità tra le figlie di Enrico VIII, Maria Stuarda ed Elisabetta I, giunge un insolito giullare: Hannah Green, giovane ragazza ebrea, sotto abiti maschili, in fuga dagli artigli dell'Inquisizione insieme al padre stampatore. Il raro dono della chiaroveggenza le varrà fiducia e protezione presso lady Maria, ma anche ostilità e sospetto, per le scomode verità che è chiamata a rivelare. Promessa sposa a Daniel Carpen-ter e costretta dall'affascinante e traditore Robert Dudley, per il quale nutre una bruciante passione, a spiare la cattolicissima erede al trono, scoprirà una donna di fede che intende riportare il popolo alla sua religione. Ma l'astuta e calcolatrice Elisabetta tesse nell'ombra la sua mortale ragnatela... Sullo sfondo tumultuoso della guerra civile, e dietro le fredde grate della Torre di Londra, l'autrice tratteggia una straordinaria figura femminile, divisa fra l'amore e i doveri famigliari, fra l'affermazione della propria libertà e la schiavitù in cui la voleva un'epoca già troppo antica per lei.

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MatikMatik wrote a review
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"Ma in questo mondo, facciamo tutto ciò che dobbiamo fare, Robert. Facciamo tutti del nostro meglio. A volte indossiamo maschere a volte possiamo essere noi stessi, a volte le maschere sono più veritiere dei volti. Hannah non ha tradito nessuno ed era palesemente innocente. E' stata liberata. Tutto qui."
Hannah Green è una giovane ebrea che assieme al padre stampatore è fuggita dalla nativa Spagna in Inghilterra per salvarsi dall’Inquisizione che, quando era bambina, mandò sua madre al rogo. Abituata dal padre a vestire abiti maschili per maggiore protezione durante la fuga, lavora con lui nella stamperia ed è fidanzata con un giovane ebreo, Daniel Carpenter, che studia per diventare medico e che Hannah ha visto una volta sola. Ma la giovane ha anche un dono speciale e pericoloso: la chiaroveggenza.
Ed è proprio grazie a questo dono che viene introdotta come giullare da Robert Dudley alla corte di Lady Maria, la figlia di Enrico VIII e Caterina d’Aragona; se inzialmente il compito sarebbe quello di fare la spia per i Dudley, col passare del tempo Hannah si affeziona alla nuova padrona tanto da divenire in breve tempo una persona di assoluta fiducia per la sfortunata principessa. Quando i rovesci della sorte portano Maria sul trono d’Inghilterra e i Dudley in prigione per tradimento, Hannah rimarrà a fianco della regina e assisterà di persona ai fatti che segneranno la storia del Paese, conoscendone di persona i protagonisti: oltre a Maria, donna tenace e dai sentimenti profondi ma sfortunata, Robert Dudley, per cui Hannah nutre una giovanile passione, e Lady Elisabetta, sorellastra di Maria, perfida e calcolatrice…
Anche con questo romanzo Philippa Gregory continua ad affascinarmi. Nonostante sia molto più romanzato rispetto a “L’altra donna del re”, “Il giullare della regina” si configura comunque come un buon romanzo storico per tutti gli appassionati della dinastia Tudor. Le vicende di Hanna Green (o Verde) si intrecciano alle vicende di corte per formare un magnifico tessuto di avvenimenti ricchi di storia, emozioni, paure e timori. L’odore di carne bruciata giunge fino alle nostre narici per illustrarci uno tra i tempi più bui che l’Inghilterra abbia mai conosciuto. I personaggi sono delineati con molta abilità, si rimane incantati dalla regina Maria, che nel corso del romanzo è diventata per tutti noi come una madre affettuosa, che fa tutto per amore dell’Inghilterra. Ci presenta un Elisabetta calcolatrice, astuta e avida di potere, desiderosa di vedere la sorella soffrire per la perdita del marito o meglio per la preferenza di suo marito nei confronti della sorellastra, figlia di una prostituta. L’astio tra le due sorelle è sempre maggiore tanto più che si ripercorrono alcuni avvenimenti del passato che vede Caterina d’Aragona umiliata e “scavalcata” da una donna che ha stregato il re con la sua bellezza e il suo fascino. Maria rivive così tutto ciò che l’ha segnata da piccola: la perdita di un padre amato, la perdita di una madre e la mancanza di un figlio tutto suo da accudire e al quale donare l’affetto a lei mancato. Più che alla vicenda di Hanna, mi sono appassionata alla storia che riguardava Maria, i contrasti con Elisabetta e le condanne al rogo che caratterizzarono l’Inghilterra in quel secolo. Philippa Gregory ha fatto davvero un buon lavoro, non ai livelli di “L’altra donna del re” ma sicuramente un buon romanzo che consiglio vivamente di leggere.
Un romanzo avvincente e sicuramente degno di nota per chi ama questo periodo storico e queste ambientazioni.
KeiKei wrote a review
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KryssaKryssa wrote a review
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Romanzo storico ambientato alla corte inglese nel decennio 1548-1558, durante il regno di Maria Stuarda, detta Bloody Mary, e l'ascesa di Elisabetta I. Il libro racconta le vicende di una giovane ebrea scampata all'inquisizione spagnola insieme al padre libraio. Hannah ha un dono: alcune rade visioni del futuro. Grazie a questo dono ottiene il lavoro a corte di buffone sacro ma nella pratica quotidiana è usata come spia o mezzo di comunicazione per messaggi dei complottisti. Si ritroverà a dover dividere la propria fedeltà tra il suo padrone Robert Dudley, la regina Maria e la principessa Elisabetta. Inoltre è promessa sposa ad un uomo con cui si troverà sempre a negoziare la propria presenza a corte e il suo desiderio di essere indipendente.
Il libro è pieno di complotti e voltagabbana. E' incentrato soprattutto su Maria, una donna sempre in lotta per quello che le appartiene e che vuole ristabilire la fede cristiana. Il prezzo però è altissimo per la popolazione che non la comprende e che dall'amore iniziale via via arriva a provare per lei odio e disprezzo. I suoi più grandi desideri, essere regina, avere un marito ed un erede, le procurano solo una costante delusione e sofferenza. La sorellastra Elisabetta, invece, vede la sua fortuna aumentare costantemente. Questo secondo volume della serie si conclude con la morte di Maria.
Lo stile è molto scorrevole ma sinceramente non credo che ricorderò molto di questa lettura. La definirei un piacevole riempitivo ma nulla più.
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Spoiler Alert
tre stelle e mezzo
Questo libro narra le vicende di Hannah Green, una giovane ebrea spagnola fuggiasca, che è appena giunta in Inghilterra con il padre per sfuggire ai roghi dell'inquisizione.
Un giorno, mentre attende clienti davanti alla bottega del padre, vestita da ragazzo come è solita fare da quando sono in fuga, Hannah incontra per la prima volta Robert Dudley, John Dee e un misterioso e scintillante cavaliere.
Il cavaliere però non è reale, è una delle visioni di Hannah che ha il dono della preveggenza.
Incuriositi e affascinati dal suo potere, i due uomini decidono di volere con loro la ragazza. Robert Dudley quindi impone ad Hannah la vita di corte: sarà il buffone, la sacra folle al servizio del morente re Edoardo ma soprattutto sarà i suoi occhi e le sue orecchie.
Nel frattempo Hannah si troverà fidanzata, per decisione del padre, con un giovane medico ebreo che la vuole una moglie sottomessa e dedita alle arti femminili. Tutto quello che Hannah, con la vita che è stata costretta a vivere, non è nè vuole essere.
Da quel momento in poi la protagonista sarà una futura sposa recalcitrante e cocciuta, la spia di Dudley, divinerà per lui e John Dee, sarà parte del seguito della regina Maria, diventandone amica e confidente e finirà anche da Elisabetta in un pericoloso gioco di spie e pettegolezzi, battaglie e balli. Mentre il regno di Maria vacilla, mentre anche in Inghilterra si accendono i roghi per gli eretici, Hannah dovrà decidere se essere leale a sè stessa, seguire il cuore o il dovere.

Tutto sommato un libro scorrevole, che si legge bene, interessante per i riferimenti storici. Forse l'unico punto debole è il comportamento di Hannah in generale ma soprattutto verso la fine.
Dove l'autrice vorrebbe far passare le scelte della sua protagonista come dettate dalla sua crescita, a me paiono scritte solo per dare un finale romantico. Non si capisce esattamente come Hannah arrivi a certe considerazioni (ad esempio quelle religiose ma anche riguardo al ruolo della donna) perchè non c'è davvero una crescita in quel senso.
Bello invece il ritratto di Maria, così diverso dall'arcigna megera di cui di solito si legge. Una figura davvero tragica e tragicamente umana che viene abilmente tratteggiata dall'autrice.
Non mi piace molto il modo in cui viene dipinta Elisabetta. Sembra strano che una ragazza così frivola sia potuta diventare la grande regina che a tutt'oggi conosciamo. Ma forse semplicemente è un personaggio che non incontra il gusto dell'autrice: l'aveva bistrattata anche nel suo libro in cui proprio Elisabetta è protagonista.

Insomma, non un volume da quattro stelle ma le sue tre abbondanti se le è meritate.