Il ladro di merendine
by Andrea Camilleri
(*)(*)(*)(*)(*)(4,872)
Terzo giallo di Andrea Camilleri che vede come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, immaginaria cittadina siciliana. Questa volta il commissario, sospetta l'esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara

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"Armi?" spiò Augello.
"Armi? Che armi?" sbalordì per un attimo Montalbano.
"Mah, non so, siccome la cosa mi pare seria, pensavo...".
"Ma chi dobbiamo pigliare?" intervenne Fazio.
"Un ladro di merendine".
Nella càmmara non si sentì più respirare. Ad Augello apparve sulla fronte un velo di sudore.
"È da un anno che gli ripeto di farsi visitare" pensò.
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"Armi?" spiò Augello.
"Armi? Che armi?" sbalordì per un attimo Montalbano.
"Mah, non so, siccome la cosa mi pare seria, pensavo...".
"Ma chi dobbiamo pigliare?" intervenne Fazio.
"Un ladro di merendine".
Nella càmmara non si sentì più respirare. Ad Augello apparve sulla fronte un velo di sudore.
"È da
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All'èbica dei musulmani in Sicilia, quando Montelusa si chiamava Kerkent, gli arabi avevano fabbricato alla periferia del paìsi un quartiere dove stavano tra di loro. Quando i musulmani se n'erano scappati sconfitti, nelle loro case c'erano andati ad abitare i montelusani e il nome del quartiere era stato sicilianizzato in Rabàtu. Nella seconda metà di questo secolo una gigantesca frena l'aveva inghiottito. Le poche case rimaste in piedi erano lesionate, sbilenche, si tenevano in equilibri assurdi. Gli arabi, tornati questa volta in veste di povirazzi, ci avevano ripreso ad abitare, mettendo al posto delle tegole pezzi di lamiera e in luogo delle pareti tramezzi di cartone.
Lì Montalbano accompagnò Aisha col suo misero fagotto. La vecchia, sempre chiamandolo zio, lo volle abbracciare e baciare.
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All'èbica dei musulmani in Sicilia, quando Montelusa si chiamava Kerkent, gli arabi avevano fabbricato alla periferia del paìsi un quartiere dove stavano tra di loro. Quando i musulmani se n'erano scappati sconfitti, nelle loro case c'erano andati ad abitare i montelusani e il nome del quartiere era More
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<<Facevo il professore di filosofia, se insegnare filosofia può dirsi bello.>>

<<Non lo è?>>

<<Per niente. I picciotti si annoiano, non ci hanno più testa a imparare come la pensavano Hegel e Kant. Bisognerebbe sostituire l'insegnamento della filosia con una materia chiamata, che so, 'istruzioni per l'uso'. Allora forse avrebbe ancora senso.>>

<<Per l'uso di che?>>

<<Della vita, egregio. Sa che scrive Benedetto Croce nelle sue 'Memorie'? Dice che dalle sue esperienze imparò a considerare la vita come una cosa seria, come un problema da risolvere. Pare ovvio, vero? Ma non è così. Bisognerebbe spiegare filosoficamente ai giovani il significato, ad esempio, del loro andare a catafottersi, con la loro, contro un'altra automobile il sabato sera. E dire loro come, filosoficamente, questo si potrebbe evitare.>>
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<<Facevo il professore di filosofia, se insegnare filosofia può dirsi bello.>>

<<Non lo è?>>

<<Per niente. I picciotti si annoiano, non ci hanno più testa a imparare come la pensavano Hegel e Kant. Bisognerebbe sostituire l'insegnamento della filosia con una materia chiamata,
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Arriva un momento - pinsò - nel quale t'adduni, t'accorgi che la tua vita è cangiata. Ma quando è successo? - ti domandi. E non trovi risposta, fatti impercettibili si sono accumulati fino a determinare la svolta. O macari fatti ben visibili, di cui però non ha calcolato la portata, le conseguenze. Spii e rispii ma la risposta a quel <<quando>> non la sai trovare. Come se avesse importanza, poi! Lui, Montalbano, no, a quella domanda avrebbe saputo rispondere con precisione. Fu esattamente il dodici di maggio che la mia vita cangiò, avrebbe detto.
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Arriva un momento - pinsò - nel quale t'adduni, t'accorgi che la tua vita è cangiata. Ma quando è successo? - ti domandi. E non trovi risposta, fatti impercettibili si sono accumulati fino a determinare la svolta. O macari fatti ben visibili, di cui però non ha calcolato la portata, le conseguenze. Spii More
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Montalbano si commosse. Quella era l'amicizia siciliana, la vera, che si basa sul non detto, sull'intuito: uno a un amico non ha bisogno di domandare, è l'altro che autonomamente capisce e agisce di conseguenza.
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Montalbano si commosse. Quella era l'amicizia siciliana, la vera, che si basa sul non detto, sull'intuito: uno a un amico non ha bisogno di domandare, è l'altro che autonomamente capisce e agisce di conseguenza.
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Si fece la doccia, entrò a letto. Livia, pur dormendo, se lo sentì allato e gli s'accosto, di schiena, con tutto il corpo. Le era sempre piaciuto farlo così, nel dormiveglia, in quella gradevole terra di nessuno tra il paese del sonno e la città della coscienza.
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Si fece la doccia, entrò a letto. Livia, pur dormendo, se lo sentì allato e gli s'accosto, di schiena, con tutto il corpo. Le era sempre piaciuto farlo così, nel dormiveglia, in quella gradevole terra di nessuno tra il paese del sonno e la città della coscienza.
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C'era, proprio sotto il faro, uno scoglio grosso, scivoloso di lippo verde. Riuscì ad arrivarci rischiando ad ogni passo di cadere in mare, ci s'assittò sopra, cartoccio in mano. Ma non lo raprì, sentiva una specie di ondata acchianargli da qualche parte del corpo verso il petto e da lì salire verso la gola, formando un groppo che l'assufficava, gli faceva mancare il fiato. Provava il bisogno, la necessità, di piangere, ma non gli veniva. Poi, nella confusione dei pensieri che gli traversavano il ciriveddro, alcune parole divennero di prepotenza più nitide, fino al punto di comporre un verso:
«Padre che muori tutti i giorni un poco...».
Cos'era? Una poesia? E di chi? Quando l'aveva letta? Ripetè il verso a mezza voce:
«Padre che muori tutti i giorni un poco...».
E finalmente dalla gola sino a quel momento chiusa, serrata, il grido gli niscì, ma più che un grido un alto lamento d'animale ferito al quale, immediate, fecero seguito le lacrime inarrestabili e liberatorie.
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C'era, proprio sotto il faro, uno scoglio grosso, scivoloso di lippo verde. Riuscì ad arrivarci rischiando ad ogni passo di cadere in mare, ci s'assittò sopra, cartoccio in mano. Ma non lo raprì, sentiva una specie di ondata acchianargli da qualche parte del corpo verso il petto e da lì salire verso More
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«Signora, lei sa tutto, vero?»
«Sì, me l'ha detto la signora Gullotta che abita nell'appartamento allato» fece la signora soffiandogli le parole nell'orecchio. Il commissario trovò la situazione molto eccitante.
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«Signora, lei sa tutto, vero?»
«Sì, me l'ha detto la signora Gullotta che abita nell'appartamento allato» fece la signora soffiandogli le parole nell'orecchio. Il commissario trovò la situazione molto eccitante.
Giannina AlchemillaGiannina Alchemilla added a quotation
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Vai Montalbano! Avremmo fatto una strage inutile.
Voi fate solo le stragi utili,vero?
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Vai Montalbano! Avremmo fatto una strage inutile.
Voi fate solo le stragi utili,vero?
IsaironIsairon added a quotation
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Nel dopopranzo del giorno appresso, mentre stava stinnicchiato sul letto a rileggersi per la ventesima volta “il consiglio d’Egitto” di Sciascia, gli venne in mente che si era scordato d’avvertire Valente di quella specie di patto che aveva fatto col colonnello.
La burocrazia italiana, di solito lentissima, diventa fulminea quando si tratta di fottere il cittadino.
IsaironIsairon added a quotation
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Nel dopopranzo del giorno appresso, mentre stava stinnicchiato sul letto a rileggersi per la ventesima volta “il consiglio d’Egitto” di Sciascia, gli venne in mente che si era scordato d’avvertire Valente di quella specie di patto che aveva fatto col colonnello.
La burocrazia italiana, di solito lentissima,
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