Il libraio
by Michael D. O'Brien
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Varsavia, 1942. Un giovane ebreo fugge dal ghetto, inseguito dai tedeschi. A salvarlo da morte sicura è un anonimo libraio, solitario ed ombroso, che gli offre riparo nella sua casa e bottega. Entrambi gli uomini sono destinati ad alti incarichi nel piano salvifico di Dio: il ragazzo diverrà un monaco

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"Allora concedimi una risposta rabbinica: ci sono fardelli, persino gravi, che aiutano il peso della vita d'un uomo; e ci sono pesi che, quando sono tolti alla vita d'un uomo, lo schiacciano".
David corrugò le sopracciglia, gli occhi che esaminavano Pawel con sobria fascinazione.
"Questo è molto interessante". Fece una pausa. "Penserò a quel che hai detto per tutta la vita".
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"Allora concedimi una risposta rabbinica: ci sono fardelli, persino gravi, che aiutano il peso della vita d'un uomo; e ci sono pesi che, quando sono tolti alla vita d'un uomo, lo schiacciano".
David corrugò le sopracciglia, gli occhi che esaminavano Pawel con sobria fascinazione.
"Questo è molto interessante".
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Durante il Medioevo fu commissionato ad un celebre giovane pittore di realizzare una grande pala sopra un altare elevato di una grande chiesa di Parigi. L'artista vi lavorò assiduamente per molti anni, e la pala divenne nota come la meraviglia del suo tempo, eppure restava incompleta; per quanto provasse, all'artista non riusciva di completare due volti: Gesù Bambino e Giuda Iscariota. Ogni qualvolta cercava di riempire quegli spazi vuoti i risultati non si accordavano col resto dell'opera.
L'artista era grandemente insoddisfatto per tale situazione e non riusciva a capire perchè, a dispetto dei propri talenti, non fosse capace di completare la pittura. Pregò giornalmente per l'ispirazione, e non molto tempo dopo, mentre camminava per le vie della città, capitò in mezzo ad un gruppo di bambini intenti a giocare. Tra questi c'era un ragazzino che aveva il viso di un angelo e che irradiava bontà. L'artista lo invitò a posare come modello per il Cristo Bambino. Il bambino lo fece con il permesso dei suoi genitori, e l'immagine finita venne considerata un capolavoro; eppure il pittore non riusciva ancora a trovare alcun modello per il volto dell'Iscariota.
La storia del dilemma dell'artista corse in lungo e in largo per il paese, e molta gente, che pensava di possedere un volto malvagio, deformato o corrotto, si offrì di posare per il traditore. Ma nessuno di loro parve all'artista davvero adatto per la parte. Egli voleva un volto così corrotto e rovinato dalla resa alla depravazione che chiunque l'avesse fissato vi avrebbe scorto il peccato incarnato. Gli anni trascorsero e l'artista si recava spesso in chiesa a pregare per l'ispirazione. Desiderava ardentemente completare la pittura, eppure in cuor suo sperava che il volto di Giuda gli sarebbe per sempre sfuggito, e che nessuna anima umana fosse mai sprofondata tanto addentro al peccato da potergli fornire il modello perfetto.
Poi una sera, mentre egli sedeva in chiesa, un mendicante avanzò barcollando lungo la navata e si inginocchiò ai piedi dell'altare. Puzzava e gli abiti gli pendevano a brandelli lungo la figura macilenta. Non era un vecchio, eppure era curvo come se fosse gravato da un immenso fardello di ricordi tenebrosi: il suo volto era esattamente quello che l'artista era andato cercando. Portò l'uomo spezzato a casa con sè, gli diede da mangiare, lavò la sua carne malata, lo vestì e gli parlò col calore di un amico. Istruì i suoi figli affinchè trattassero il visitatore col massimo rispetto; sua moglie, una donna gentile e devota, gli preparava dei bei pranzi. Ma il pover'uomo stava in mezzo a loro come se fosse di pietra, completamente incapace di parlare.
In ogni caso acconsentì a posare come modello per l'artista. Passarono le settimane e man mano che il lavoro procedeva, il mendicante guardava di tanto in tanto la propria immagine che si materializava sulla tela, e gli occhi gli si facevano colmi di uno strando dolore e d'orrore. Un giorno, vista l'angoscia del modello, l'artista interruppe il proprio lavoro, posando il pennello.
"Amico mio" disse, "il tuo cuore è turbato,. Che cos'è?".
L'uomo si nascose il volto tra le mani e scoppiò a piangere.
Dopo un lungo momento sollevò gli occhi verso il vecchio pittore. "Non ti ricordi di me?" disse. "Anni fa ero il tuo modello per il Cristo Bambino".
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Durante il Medioevo fu commissionato ad un celebre giovane pittore di realizzare una grande pala sopra un altare elevato di una grande chiesa di Parigi. L'artista vi lavorò assiduamente per molti anni, e la pala divenne nota come la meraviglia del suo tempo, eppure restava incompleta; per quanto provasse, More