Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares
by Fernando Pessoa
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"Il libro di Soares è certamente un romanzo. O meglio, è un romanzo doppio, perché Pessoa ha inventato un personaggio di nome Bernardo Soares e gli ha delegato il compito di scrivere un diario. Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell'autobiografia. In questa autobiografia senza fatti di un personaggio inesistente consiste l'unica grande opera narrativa che Pessoa ci abbia lasciato: il suo romanzo". (Antonio Tabucchi)

Dino Ballerini's Review

Dino BalleriniDino Ballerini wrote a review
04
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Questa enigmatica opera a firma Bernardo Soares, eteronimo di Fernando Pessoa, è un intricato arabesco di brevi, talvolta brevissimi, passaggi mentali che, trasposti su carta dall'autore, acquisiscono un ispiratissimo lirismo descrivendo una vita fatta di sogni a occhi aperti che diventano poesia in prosa.
Rua dos Douradores a Lisbona è il luogo dove Bernardo Soares lavora in uno studio contabile e il suo rifugio nella sicurezza delle abitudini quotidiane e dei visi conosciuti che costituiscono un nido confortevole al riparo delle insidie del mondo, ma al contempo è anche il luogo in cui l'autore si dedica alla fantasticheria, dove coltiva il sogno di fuggire altrove, verso cieli limpidi e orizzonti aperti.
Un sogno che però non si ha il coraggio di realizzare, anzi, per essere un sogno deve restare irrealizzabile, in una profonda inquietudine di ciò che poteva essere ma non è mai stato.
"La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia" è forse il pensiero centrale del libro; la mediocrità e anonimità esteriore di Soares/Pessoa che si scontra con la caotica complessità interiore che solo lui conosce: "un maelstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno a un buco nel nulla..." è l'anima dell'autore.
L'autore immortala sensorialmente ogni elemento della realtà che lo circonda per poi trasporlo magistralmente sulla carta. Le sue pagine sono fotografie del mondo attraverso l'obiettivo della sua anima tormentata:" Sono una lastra fotografica impressionabile all'infinito. Ogni dettaglio si stampa mostruosamente dentro di me in un tutto. Mi occupo unicamente di me stesso. Il mondo esteriore è per me sempre una mera sensazione. Non mi dimentico mai del mio sentire".
Non sono certo un amante della poesia o di una prosa estremamente lirica, ma questo libro mi è piaciuto molto, soprattutto perché mi ha fatto scoprire lati di me che non conoscevo o che, forse, mi nascondevo: forse c'è un po' di Bernardo Soares in ognuno di noi ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo.
Dino BalleriniDino Ballerini wrote a review
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Questa enigmatica opera a firma Bernardo Soares, eteronimo di Fernando Pessoa, è un intricato arabesco di brevi, talvolta brevissimi, passaggi mentali che, trasposti su carta dall'autore, acquisiscono un ispiratissimo lirismo descrivendo una vita fatta di sogni a occhi aperti che diventano poesia in prosa.
Rua dos Douradores a Lisbona è il luogo dove Bernardo Soares lavora in uno studio contabile e il suo rifugio nella sicurezza delle abitudini quotidiane e dei visi conosciuti che costituiscono un nido confortevole al riparo delle insidie del mondo, ma al contempo è anche il luogo in cui l'autore si dedica alla fantasticheria, dove coltiva il sogno di fuggire altrove, verso cieli limpidi e orizzonti aperti.
Un sogno che però non si ha il coraggio di realizzare, anzi, per essere un sogno deve restare irrealizzabile, in una profonda inquietudine di ciò che poteva essere ma non è mai stato.
"La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia" è forse il pensiero centrale del libro; la mediocrità e anonimità esteriore di Soares/Pessoa che si scontra con la caotica complessità interiore che solo lui conosce: "un maelstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno a un buco nel nulla..." è l'anima dell'autore.
L'autore immortala sensorialmente ogni elemento della realtà che lo circonda per poi trasporlo magistralmente sulla carta. Le sue pagine sono fotografie del mondo attraverso l'obiettivo della sua anima tormentata:" Sono una lastra fotografica impressionabile all'infinito. Ogni dettaglio si stampa mostruosamente dentro di me in un tutto. Mi occupo unicamente di me stesso. Il mondo esteriore è per me sempre una mera sensazione. Non mi dimentico mai del mio sentire".
Non sono certo un amante della poesia o di una prosa estremamente lirica, ma questo libro mi è piaciuto molto, soprattutto perché mi ha fatto scoprire lati di me che non conoscevo o che, forse, mi nascondevo: forse c'è un po' di Bernardo Soares in ognuno di noi ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo.