Il luogo senza confini
by Jose Donoso
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Un romanzo eccentrico e scandaloso, ambientato fra le stanze di un bordello di campagna, ultimo avamposto di svago e libertà nella decadente cittadina di El Olivo. Morta la Giapponese Grande, la casa è gestita adesso da Manuela, un travestito dal passato oscuro, e dalla Giapponesina, sua figlia. Ma il latifondista Don Alejandro Cruz, che possiede tutti i terreni del circondario, punta ad acquistarla per diventare il signore indiscusso della zona. Una narrazione che gioca con lo specchio ingannevole del sesso, in un posto senza tempo dove le passioni dei protagonisti e dei variopinti personaggi di contorno (le prostitute Lucy, Cloti, Nelly; l’attaccabrighe Pancho Vega) vengono raccontate con una pirotecnica vivacità di linguaggio e di stile che sovverte ogni tradizione. Ha scritto Mario Vargas Llosa: «Il più compiuto dei romanzi di Donoso, quello nel quale con maggior perfezione ha creato un mondo involuto, nevrotico, ricchissimo nell’immaginario, incazzato a morte con il naturalismo e il realismo della tradizione letteraria latinoamericana, fatto a immagine e somiglianza delle pulsioni e dei fantasmi più segreti del suo creatore».

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alicealice wrote a review
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Spoiler Alert
"Le toccò un seno, troppo piccolo, come una pera gelata, di quelle che si trovano senza profumo, immangiabili, caduto sotto gli alberi. Ma gli occhi. Ritirò la mano e rimase a guardare. Due ampolle illuminate dall'interno. Ogni occhio brillava tutto divorato dall'iride traslucida, e Pancho sentì che se si fosse chinato su di essi avrebbe potuto vedere, come in un acquario, i giardini sottomarini all'interno della Giapponesina"
Rapido ed inatteso come un pugno in pieno volto, è un racconto secco, che lascia storditi e riempie la bocca di un fiotto di sangue dal sapore ferroso e caldo.
Anche i personaggi di questo romanzo, così come quelli di "Incoronazione", non sono cattivi per natura (ad esclusione di don Alejo, incarnazione di un piccolo dio di paese, del potere politico prevaricatore, freddo, indifferente, che gioca, senza compassione, con i destini di tutti gli esseri, tanto animali - come i cuccioli di cane che fa gettare nel fiume, o quelli adulti ai quali spara in testa perché si fanno vecchi - che umani, che gli vivono attorno), eppure finiscono per fare il male, per compromettere irrimediabilmente la propria esistenza e quella altrui come se non potessero fare altro (è il caso di Pancho, che il rancore e l'ossessione, cresciuti dentro di lui come tumori, trasformano in un assassino; una frase, un'azione appartentemente irrilevanti, scatenano valanghe inarginabili), o per opporre (ed è il caso della Giapponesina), all'insensata crudeltà della vita, una passività che sgomenta tanto è pietrificata, assoluta, inscalfibile.
Il racconto di Donoso è una ferita lunga 170 pagine, che il finale aperto suggerisce potrebbe, con il tempo, rimarginarsi (la morte dalla Manuela - padre che ha sempre rifiutato la propria paternità - permetterà, forse, alla Giapponesina di cercare altrove la propria vita, di costruirsene una che le somigli almeno un poco).
Mario InisiMario Inisi wrote a review
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Spoiler Alert
Il romanzo ha le atmosfere dei film di Almodovar. Racconta la storia di Manuela, un trans socia tenutaria di un bordello insieme alla figlia, la giapponesina, avuta per una scommessa dalla Giapponese, ex amante di don Alejandro. Il luogo senza confini è una metafora spiegata nella citazione all'inizio del testo: l'inferno. Il romanzo è colorato, vivace, scanzonato, oscuro sul finale. Preso in senso letterale il racconto è piacevole ma quella letterale è solo una chiave di lettura nel senso che il romanzo vuole anche essere una metafora della lotta tra Dio (don Alejandro) e i suoi angeli ribelli (un po' prepotenti e poco simpatici). Il serioso don Alejandro vuole portare la luce elettrica, si crede un dio, ma farà o gli si augura di fare nel testo, una brutta fine. Il bordello resterà al buio, nel buio assoluto anche se la giapponesina non è molto adatta al luogo e al mestiere. Però è legata al posto e non vuole cederlo a don Alejandro.
Il romanzo è molto carino soprattutto quando racconta di Manuela, la trans. Infatti si parla di lei al femminile quasi sempre ma per la giapponesina è uomo (il padre) e per sua madre è a volte uomo e a volte amica in una confusione grammaticale molto interessante per cui in una stessa frase si può parlare di lei al femminile e al maschile in una grande bolgia pronominale. A inizio romanzo conviene sapere che Manuela è un trans se no si fa fatica a seguire certi passaggi. Carina anche la storia dell'amicizia tra la giapponese (madre della giapponesina) e Manuela. Un romanzo colorato e scanzonato ma non volgare. Nel romanzo molti personaggi, giapponesina compresa, non sono particolarmente simpatici.
La conclusione è opprimente: il luogo buio, la giapponesina sempre persa a far di conto, eppure simile al padre, i prepotenti che hanno la meglio, i cani che ululano. Insomma le due parti in causa non sembrano granché. La voce narrante sembrerebbe quella di parte degli avversari politici di don Alejandro. I personaggi più simpatici sono quelli delle donne, ma le donne più donne non sono donne: la giapponese immagina di essere un uomo e il trans è una donna solo nella fantasia. E' come se le donne per essere donne dovessero esserlo soprattutto nella fantasia e non nella realtà. Infatti l'immagine della Giapponese oscilla tra quella di una bomba sexi e di una donna sfatta mentre l'immagine di Manuela va daquella di un uomo secco come un manico di scopa oppure della vecchia (così la chiamano verso la fine) e quella di una matta irresistibile, per uomini e donne.Soprattutto per gli uomini però.
EmanuelaEmanuela wrote a review
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Donoso, scrittore cileno morto nel1996, molto famoso in patria, quasi sconosciuto da noi si è rivelato per me l’ennesima piacevole sorpresa letteraria che il Sud America mi ha regalato.
Il libro è tutt’altro che “gradevole”, anzi! Doloroso, triste, senza più speranze racconta la storia di un bordello in un piccolo borgo di quattro case che, dopo l’illusione del boom economico ed edilizio sta lentamente ed inesorabilmente morendo.
All’interno di questa agonia c’è quella di Manuela (un travestito) e della Giapponesina, profondamente diverse tra di loro: Manuela, al contrario della Giapponesina, non si rassegna e cerca ancora una speranza, una via di fuga seppure in maniera contorta
Figure dolorose, sconfitte, fragili di una fragilità che si rivela ad ogni passo.
Anche i personaggi che apparentemente escono vincitori dagli eventi in realtà sono sconfitti anche loro (Don Alejo, Pancho, Ottavio). Sembra che per nessuno vi sia autentica speranza
Ma la scrittura di Donoso è bella, attenta, profonda, evocativa e coinvolgente. Una scrittura profondamente influenzata dalle vicende personali di Donoso. Conoscendole anche superficialmente non si può non rivederlo nella figura di Manuela. Benchè si tratti di un romanzo in cui succede poco e quel poco è estremamente doloroso, non c’è un attimo di noia, di calo di tensione. Ci si immerge completamente in quei paesaggi, in quel freddo dolente, quella pioggia, quel fango…
Spero proprio di riuscire a leggere altro di questo autore, ad oggi tradotto solo in minima parte
Roberto NovaresioRoberto Novaresio wrote a review
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