Il mangiateste
by Samuel Giorgi
(*)(*)(*)(*)( )(29)
Grazzeno è un paesino della Val d’Ossola che non ha niente di speciale. Se non fosse per quei tredici suicidi nell’arco di pochi mesi che hanno lasciato la polizia senza risposte e la comunità in preda al panico. Il giorno in cui, tra quelle montagne, arriva Luna Fontanasecca, molti la osservano con... More

All Reviews

6 + 1 in other languages
ArkicloArkiclo wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Non potevo ignorare un romanzo ambientato nella zona in cui abito! La maggior parte degli italiani
non sa collocare Domodossola sulla carta geografica, mi ha quindi stupito che uno "straniero"
abbia scelto la Val d'Ossola come ambientazione.
L'autore, pur avendo sicuramente visitato la zona, non dimostra di averne acquisito grande
familiarità. Il suo concetto di "località turistica montana" è senza dubbio mutuato dal Trentino Alto
Adige o dalla Val d'Aosta, mentre in Ossola siamo decisamente più spartani o, per chi preferisce,
arretrati. Su due punti, tuttavia, non si è purtroppo sbagliato: il clima e il tasso di suicidi
spaventosamente alto.

Ho letto il romanzo ai primi di giugno e, per curiosità - visto che in un'intervista l'autore dichiarava
di aver scelto la Val d'Ossola per il numero annuo di suicidi - ho verificato: da gennaio eravamo già
a quota enti. Nella settimana successiva il numero è salito a entidue e, per una terribile
coincidenza, in un caso si trattava proprio di una persona che conoscevo. Il fatto che il romanzo
attribuisca i suicidi a cause esterne alla volontà delle vittime è stato in un certo modo consolante.

Ultimamente mi capita di notare nei romanzi forti influenze cinematografiche-televisive. La
protagonista incaricata delle indagini assomiglia, nei modi e nell'aspetto, ad bby della serie Tv
NCIS, mentre l'unità speciale per cui lavora ricorda il Jeffersonian, l'istituto medico legale della
serie Bones, benchè io dubiti che esita un istituto simile in Italia.

La trama, invece, denota una discreta originalità. Il romanzo sfiora l'horror e il paranormale senza
eccedere. Il finale è meno fantasy di quanto il racconto lasci supporre e ho apprezzato questa
sorta di "ricaduta" nel mondo reale. Un paragone con Stephen King è eccessivo, ma suppongo che
sia il genere di scrittore a cui l'autore s'ispira.

Avere un’esperienza diretta dei luoghi è sicuramente un handicap e non sono riuscita a trattenermi
dal far notare all'autore che aveva accostato delle cime montuose lontane tra loro e impossibili da
vedere dal luogo in cui colloca l’osservatore. Ho il sospetto che si tratti di licenze letterarie
abbastanza comuni, per cui d’ora in poi diffiderò dalle descrizioni paesaggistiche degli scrittori.

KinKin wrote a review
11
(*)( )( )( )( )
FavolainvisibileFavolainvisibile wrote a review
01
(*)( )( )( )( )
Spoiler Alert
Che delusione!!
Acquisto questo libro perché attratta dalla trama che mi sembra originale ed intrigante: 13 suicidi inspiegabili in un paesino del nord Italia (Grazzeno), una profezia che aleggia riguardo un misterioso essere colpevole delle morti e che sembrerebbe avere come obiettivo il portare alla rovina gli abitanti, una clinica psichiatrica in cui succedono strani avvenimenti, soprattutto nella misteriosa Ala Est di cui pochissimi conoscono l'esistenza, una detective, Luna Fontanasecca, appartenente ad una squadra investigativa particolare per i suoi metodi poco convenzionali nel risolvere casi in cui la polizia brancola letteralmente nel buio, viene chiamata ad investigare sulla misteriosa catena di omicidi. Tutto farebbe presagire un poliziesco con i fiocchi, e forse è stata proprio la mia febbricitante aspettativa a farmi poi in seguito valutare in maniera tanto negativa questo libro. O per lo meno è stata uno dei fattori.
Non so proprio da dove cominciare per descrivere questo libro che a mio giudizio è veramente impresentabile al pubblico. Il problema principale, secondo me, è che l’autore getta troppa carne (di tutte le razze e dimensioni) sul fuoco senza poi riuscire a spiegarle tutte o a riunirle insieme in un finale sensato, cercando di unire paranormale, razionale e delitti in un minestrone che non sa né di carne, né di pesce. Partiamo con il dire che Luna, la protagonista della storia, viene presentata come una tipa alquanto stravagante sia nell'aspetto che nel comportamento; ma stravagante, a mio parere, non è necessariamente sinonimo di antipatia cosa che caratterizza invece la protagonista. Luna è antipatica, scontrosa e presuntuosa, presentando inoltre un desolante delineamento psicologico. Si aggira per il paese non facendo assolutamente nulla di quello che ci si aspetterebbe da un detective normale, tantomeno da uno appartenente ad una squadra speciale! Forse però ciò è anche colpa dell’autore che salta a piè pari buona parte della raccolta degli indizi in paese (ad esempio per quanto riguarda il colloquio con i parenti delle vittime). Viene subito da pensare che siamo proprio rovinati se colei che dovrebbe essere la chiave di svolta nel caso non sa proprio che pesci pigliare ne tantomeno da dove cominciare. La protagonista, inoltre, sarebbe anche dotata di speciali poteri sovrannaturali che le permetterebbero di capire se le persone stanno mentendo o meno, di avere sogni premonitori e di accorgersi per tempo se si trova in situazioni di estremo pericolo…. Tutte cose assolutamente inutili durante il corso della storia! Perché Luna non riuscirà ad usarne uno in maniera utile ed appropriata nemmeno una volta! Sorvolando però la profonda antipatia provata nei confronti della protagonista c’è da aggiungere che anche gli altri personaggi presenteranno una caratterizzazione psicologica talmente tanto piatta da non riuscire a volte a ricordarsi i rispettivi nomi o riuscire a provare qualsivoglia tipo di emozione nei loro riguardi. Per quanto riguarda la storia del manicomio ho provato un immenso fastidio per come i pazienti vengono giudicati non solo dai paesani ma anche dal personale addetto alle loro cure, senza contare che il legame tra esso, gli omicidi e la profezia è veramente misero e scadente. Ad un certo punto l’autore, per poter in qualche modo collegare le varie parti del romanzo introdurrà pure riti di popolazioni indigene che, tramite erbe e sacrifici umani riuscirebbero a mettersi in contatto con l’armonia e la vera natura del mondo! La profezia aleggia su tutto il romanzo, facendo sentire sempre di più la propria presenza fino ad arrivare al finale dove cerca di essere cucita insieme a tutto il resto.
Il finale poi, non solo non mi è piaciuto in quanto reputato banale ed insulso ma non riesce neanche ad essere un vero e proprio finale. Penso che le intenzioni dell’autore fossero quelle di lasciare il lettore con il dubbio: “ si è veramente risolto tutto oppure no?” ma che su di me ha accresciuto ancora di più il senso di irritazione e frustrazione. Mi scuso per la lunghezza e non mi dilungherò ancora di più nei dettagli nel caso in cui qualcuno volesse provare a leggerlo e a farsi una propria opinione di questo romanzo.
In sintesi sconsiglio vivamente questo libro.