Il mio anno di riposo e oblio
by Ottessa Moshfegh
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La protagonista è una persona sola, tremendamente sola, seduta sul bordo del mondo. Orfana da anni, bella, ricca, colta, lascia il lavoro in una galleria d'arte e decide di imbottirsi di farmaci per dormire il più possibile e non provare nessun sentimento. Tra flashback di film anni ottanta, Whoopy Goldberg e Mickey Rourke in «9 settimane e mezzo», dialoghi surreali spesso spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero possiamo mai sfuggire al dolore. Una strana favola nera, irriverente, in cui i personaggi non sono gradevoli, anzi spesso risultano insopportabili, ma Moshfegh riesce ugualmente a farci affezionare persino a Reva, l'amica fragile e buffa, o allo psichiatra pazzo che prescrive farmaci senza battere ciglio, mettendoci di fronte al lato più oscuro e incomprensibile dell'umanità.

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57
Br1SilverBr1Silver wrote a review
03
(*)( )( )( )( )
se c'e in senso....
... qualcuno me lo spiega?
ValentinaValentina wrote a review
23
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Mario InisiMario Inisi wrote a review
14
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Il mio anno di riposo e oblio tratta di un anno di abuso di psicofarmaci da parte della protagonista, una giovane donna ricca, magra, più bella di Sharon Stono a cui a prima vista non manca nulla, solo che le sono morti entrambi i genitori, ha un'unica amica che non può soffrire e un fidanzato Trevor con cui ha un rapporto affettivo appiccicoso, fatto solo di sesso, poco soddisfacente sotto qualsiasi punto di vista. Ora l'idea dell'anno di oblio non è del tutto peregrina, in quanto anni fa il sonno veniva usato come estrema ratio per la cura delle malattie psichiatriche nella speranza che il riposo prolungato facesse recuperare al paziente le sue scorte di neurotrasmettitori ormai sbilanciate. La psichiatra che ha in cura la protagonista è però peggiore e di molto dell'analista di Sara Gamberini (Maestoso è l'abbandono). Per cui prima di arrivare a un maestoso e necessario abbandono della psichiatra la protagonista passerà per cocktail di psicofarmaci di tutti i tipi in un delirio chimico. Oltre ad abbandonare la psichiatra, la protagonista necessita di lasciarsi alle spalle il pessimo fidanzato Trevor e forse Reva, l'amica che non sopporta, che ha lei pure un legame pessimo con il suo superiore, naturalmente sposato. Purtroppo a tagliare i rapporti con Reva ci penserà qualcosa d' altro. Il libro è ben scritto, cinico, senza tracce di empatia umana. Forse per questo la lettura risulta a tratti pesante. Il finale è particolare e interessante. E' un bel libro cui manca qualcosa, ma che con quel qualcosa avrebbe potuto essere bellissimo. Il finale quasi lo è.

#theansweris42#theansweris42 wrote a review
217
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CochiCochi wrote a review
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