Il mio anno di riposo e oblio
by Ottessa Moshfegh
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L'esperimento di "ibernazione" narcotica di una giovane donna, aiutata e incoraggiata da una delle peggiori psichiatre della storia. New York, all'alba del nuovo millennio. La protagonista gode di molti privilegi, almeno in apparenza. È giovane, magra, carina, da poco laureata alla Columbia e vive, grazie a un'eredità, in un appartamento nell'Upper East Side di Manhattan. Ma c'è qualcosa che le manca, c'è un vuoto nella sua vita che non è semplicemente legato alla prematura perdita dei genitori o al modo in cui la tratta il fidanzato che lavora a Wall Street. Afflitta, decide di lasciare il lavoro in una galleria d'arte e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire. Tra flashback di film anni '80 - Mickey Rourke in "9 settimane e 1/2" e Whoopi Goldberg -, dialoghi surreali e spassosi, descrizioni di una New York patetica e scintillante, il libro ci spinge a chiederci se davvero si può sfuggire al dolore, mettendo a nudo il lato più oscuro e incomprensibile dell'umanità.

Grimilde's Review

GrimildeGrimilde wrote a review
34
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Per lettori non giudicanti
Romanzo narrato in prima persona dalla protagonista che decide di prendersi una pausa dalla vita. Sì perché il sonno è ciò che più avvicina alla morte e forse per questo questa giovane donna spera di essere risucchiata dall'abbraccio di Morfeo.

Tanti sono gli spunti di riflessione: il fai da te coi farmaci, l'assenza di ascolto in tutte le sue declinazioni, le ferite e le cicatrici legate alla propria storia familiare.

Lo consiglio a chi non cerca colpi di scena.

Comments

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Grimilde, non cerco colpi di scena. Il libro m'incuriosisce, ma non so se l'autrice sia una grande scrittrice.
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Grimilde, non cerco colpi di scena. Il libro m'incuriosisce, ma non so se l'autrice sia una grande scrittrice.
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@Emilio: l'autrice è una giovane americana, già finalista per il Pulitzer. A me la scrittura è sembrata equilibrata, non troppo asciutta né ridondante. Ho apprezzato la costruzione del romanzo e il racconto di quest'anno di sonno con tutto quello che comportava come causa e richiedeva in termini di scelte. È statico, questo sì.
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@Emilio: l'autrice è una giovane americana, già finalista per il Pulitzer. A me la scrittura è sembrata equilibrata, non troppo asciutta né ridondante. Ho apprezzato la costruzione del romanzo e il racconto di quest'anno di sonno con tutto quello che comportava come causa e richiedeva in termini di scelte. È statico, questo sì.
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@Grimilde : grazie per questo chiarimento.
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@Grimilde : grazie per questo chiarimento.