Il mio nome è Rosso
by Orhan Pamuk
(*)(*)(*)(*)( )(3,718)
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. Un romanzo corale, che conferma l'ecc... More

Rob76's Review

Rob76Rob76 wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Un romanzo avvincente ma pesante da leggere
Nella Istanbul di fine '500 il grande Sultano commissiona ai miniaturisti di corte un libro da regalare ai veneziani come dono che testimoni la grandezza del suo regno. La produzione del libro diventa sempre più scabrosa, oscillando tra l'utilizzo delle tecniche degli antichi maestri e le innovazioni portate dai maestri europei. Nella cerchia dei miniaturisti coinvolti avviene un omicidio: la storia si sviluppa tra la ricerca dell'assassino e il tentativo del protagonista Nero di sposare la bella Sekure, suo segreto amore di gioventù a cui aveva dovuto rinunciare anni prima.
Ho sentimenti contrastanti su questo romanzo: da un lato la contestualizzazione del mondo islamico di fine '500 e in particolare del mondo dei miniaturisti è molto accurata e approfondita. Dall'altro l'autore eccede nel dettaglio e soprattutto nella prima parte la lettura è faticosa e pesante. La storia è abbastanza avvincente, dipanandosi tra il filone "giallo" della ricerca dell'assassino e la vicenda di Nero e Sekure. Quest'ultima, in particolare, è caratterizzata molto bene e il personaggio ne esce a tutto tondo, con le sue certezze, i suoi dubbi e le sue incongruenze. Ho faticato a leggere più di dieci pagine al giorno, trovando veramente pesanti le lunghe digressioni sulla storia della miniatura e il continuo riferimento a tradizioni antiche del mondo islamico che mi sono oscure. Interessante la scelta di far narrare ogni episodio dalla voce di un personaggio. Ho trovato qualche capitolo superfluo.
Rob76Rob76 wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Un romanzo avvincente ma pesante da leggere
Nella Istanbul di fine '500 il grande Sultano commissiona ai miniaturisti di corte un libro da regalare ai veneziani come dono che testimoni la grandezza del suo regno. La produzione del libro diventa sempre più scabrosa, oscillando tra l'utilizzo delle tecniche degli antichi maestri e le innovazioni portate dai maestri europei. Nella cerchia dei miniaturisti coinvolti avviene un omicidio: la storia si sviluppa tra la ricerca dell'assassino e il tentativo del protagonista Nero di sposare la bella Sekure, suo segreto amore di gioventù a cui aveva dovuto rinunciare anni prima.
Ho sentimenti contrastanti su questo romanzo: da un lato la contestualizzazione del mondo islamico di fine '500 e in particolare del mondo dei miniaturisti è molto accurata e approfondita. Dall'altro l'autore eccede nel dettaglio e soprattutto nella prima parte la lettura è faticosa e pesante. La storia è abbastanza avvincente, dipanandosi tra il filone "giallo" della ricerca dell'assassino e la vicenda di Nero e Sekure. Quest'ultima, in particolare, è caratterizzata molto bene e il personaggio ne esce a tutto tondo, con le sue certezze, i suoi dubbi e le sue incongruenze. Ho faticato a leggere più di dieci pagine al giorno, trovando veramente pesanti le lunghe digressioni sulla storia della miniatura e il continuo riferimento a tradizioni antiche del mondo islamico che mi sono oscure. Interessante la scelta di far narrare ogni episodio dalla voce di un personaggio. Ho trovato qualche capitolo superfluo.