Il mio nome è rosso
by Orhan Pamuk
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... di consenso, tale ebook nonpotrà avere alcuna forma diversa da quellaincuil' opera è stata pubblicata ele condizioniincluse allapresente dovranno essere imposte anche al fruitore successivo. einaudi.it Ebook ISBN 9788858407271.

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IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
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sablynskysablynsky wrote a review
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Rob76Rob76 wrote a review
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Un romanzo avvincente ma pesante da leggere
Nella Istanbul di fine '500 il grande Sultano commissiona ai miniaturisti di corte un libro da regalare ai veneziani come dono che testimoni la grandezza del suo regno. La produzione del libro diventa sempre più scabrosa, oscillando tra l'utilizzo delle tecniche degli antichi maestri e le innovazioni portate dai maestri europei. Nella cerchia dei miniaturisti coinvolti avviene un omicidio: la storia si sviluppa tra la ricerca dell'assassino e il tentativo del protagonista Nero di sposare la bella Sekure, suo segreto amore di gioventù a cui aveva dovuto rinunciare anni prima.
Ho sentimenti contrastanti su questo romanzo: da un lato la contestualizzazione del mondo islamico di fine '500 e in particolare del mondo dei miniaturisti è molto accurata e approfondita. Dall'altro l'autore eccede nel dettaglio e soprattutto nella prima parte la lettura è faticosa e pesante. La storia è abbastanza avvincente, dipanandosi tra il filone "giallo" della ricerca dell'assassino e la vicenda di Nero e Sekure. Quest'ultima, in particolare, è caratterizzata molto bene e il personaggio ne esce a tutto tondo, con le sue certezze, i suoi dubbi e le sue incongruenze. Ho faticato a leggere più di dieci pagine al giorno, trovando veramente pesanti le lunghe digressioni sulla storia della miniatura e il continuo riferimento a tradizioni antiche del mondo islamico che mi sono oscure. Interessante la scelta di far narrare ogni episodio dalla voce di un personaggio. Ho trovato qualche capitolo superfluo.
elspa1973elspa1973 wrote a review
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L'ARTE COME INCONTRO
Romanzo storico postmoderno e corale. Lo stile ricorda Joyce: raccontare con diverse voci e menti narranti. Ambientato nel 1500 a Istanbul. Impero ottomano, sultano mecenate degli artisti della miniatura e della calligrafia. L'arte declinata in libri e in disegni che la decorano, rappresentazioni simboliche del mondo come lo vede Allah, fa da contraltare all'arte figurativa del ritratto, occidentale, con la quale si tende a riprodurre su tela il reale e si mira a rendere idolo colui che viene ritratto. Lo scontro/incontro tra due modi di sentire, quello occidentale e quello orientale. La nostalgia per le tradizioni che ormai si dileguano e il timore, suadente, del nuovo. L'arte, come la vita, intesa come espressione della religione. Un assassinio, seguito da un'altro omicidio tra un gruppo di miniaturisti protetti dalla benevolenza del sultano alle prese con un libro, segreto perchè con esso si tenta di fondere l'arte cinese ottomana con quella europea. L'autore utilizza la trama del giallo per descrivere con malinconia una Istanbul fervente di arte e religione, combattuta tra tradizione e innovazione e così crea un portale che riporta il lettore in quei contesti storici in cui è germogliato il germe della divisività su un terreno volenteroso di unione e fusione di cultura più che di religione. Lo stile narrativo è asciutto, ma non ermetico. Periodi brevi, ma non spezzati. bel libro che riecheggia il nome della Rosa come trama, più che come struttura narrativa.