Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
by Roy Lewis
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"Il libro che avete tra le mani è uno dei più divertenti degli ultimicinquecentomila anni. Detto così alla buona, è il racconto comico della scoperta e dell'uso, da parte di una famiglia di uomini estremamente primitivi, di alcune delle cose più potenti e spaventose su cui la razza umana abbia mai messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così via. È anche un modo di ricordarci che i problemi del progresso non sono cominciati con l'era atomica, ma con l'esigenza di cucinare senza essere cucinati e di mangiare senza essere mangiati." (Dalla presentazione di Terry Pratchett)

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Topper HarleyTopper Harley wrote a review
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Dino BalleriniDino Ballerini wrote a review
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Breve e brillante romanzo di Lewis che definirei un divertente anacronismo preistorico.
Siamo nel pleistocene, circa due milioni di anni fa, e seguiamo le vicende di una tribù di homo habilis che ripercorre in tempi assai accelerati le varie conquiste tecnologiche dei nostri progenitori. Quella fu un'epoca assai importante per la nostra specie perché attraverso un forte sviluppo delle nostre capacità cerebrali, fummo in grado di diventare degli efficenti cacciatori, quasi al vertice della piramide alimentare.
Non fraintendetemi, non si tratta di un sobrio saggio divulgativo, tutto questo viene raccontato come se si trattasse di una divertente epopea familiare. Scoperte e invenzioni quali la lavorazione della selce per ottenere utensili taglienti, la capacità di accendere e gestire il fuoco, il miglioramento delle armi che garantì una migliore alimentazione, la cottura della carne che permise pasti molto più veloci, per arrivare fino allo sviluppo del pensiero astratto sono narrate con divertente leggerezza.
Esilaranti i battibecchi fra Edward, il protagonista del romanzo, progressista brillante e mente di tutte le invenzioni che fanno evolvere l'essere umano e zio Vania, suo fratello, conservatore e restio ad abbandonare la vita arboricola dell'australopithecus, naturale progenitore dell'homo habilis.
Purtroppo l'amaro epilogo del libro ci fa capire che fin dalle origine le tendenze umane di autodistruzione erano ben chiare. Libro consigliatissimo, certo non un capolavoro, ma è il breve intermezzo perfetto fra due letture impegnative.
saltatoresaltatore wrote a review
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Rossella RosinRossella Rosin wrote a review
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mmmmh
Non è che non abbia apprezzato l'umorismo e gli intenti, ma devo dire che non lo reputo affatto un libro che abbia senso leggere oggi e soprattutto di cui valga la pena proporre la lettura a un bambino o a un ragazzo.
Ho trovato questo libro "disneyano", non tanto nel senso comune del termine, cioè "che idealizza in maniera stucchevole gli animali, antropomorfizzandoli e snaturandoli", peccato che questo libro non mi pare commettere, ma proprio nel tipo di umorismo, quel genere di ironia romantica basata su citazioni anacronistiche divertenti che è così comune nei film americani e in particolare nei cartoni animati più recenti. Dopo un po' mi stanca e non mi sembra colmare le altre deficienze della narrazione.
Infine, mi pare che il libro soffra pesantemente dei pregiudizi dell'epoca in cui è stato scritto. Trovo in particolare detestabile per esempio il fatto che i personaggi femminili del libro siano un branco di decerebrate preoccupate solo della casa e dei lavori casalinghi, impegnate a dire banalità e a battibeccare, alle quali non solo non si chiede di partecipare alla caccia, ma neppure un impegno intellettuale: laddove invece "il più grande uomo scimmia del Pleistocene", il genio della storia, il pater familias e leader del branco, pretende dai figli, ma solo dai maschi, un tale impegno. Non ne faccio troppo una colpa allo scrittore, visto che il libro è uscito se non sbaglio nel 1970, solo due anni dopo il 1968, troppo poco per mettere in discussione il modello patriarcale, ma certamente non ha molto senso proporre un libro che convalida tale modello oggi, specie perché poi ormai si sa benissimo che presso i cacciatori raccoglitori tale modello non vigeva: le donne erano coinvolte in caccia e lavori pesanti quasi quanto gli uomini, e forse sono state proprio loro a domare il fuoco e a dipingere murales quando non lo erano.
Un libro come questo insomma, proprio perché leggero e divertente, finisce per propagare, senza che il lettore quasi se ne accorga, sciocchi stereotipi di cui in questo momento non abbiamo proprio bisogno.
Ciliegina sulla torta, gli esperti sembrano d'accordo sul fatto che vi siano pure dal punto di vista scientifico ed antropologico parecchie inesattezze, il che lascia davvero poco alla fine.
Non è che ne sconsigli quindi del tutto la lettura ma... anche per un bambino o ragazzo, decisamente penso ci sia di meglio.