Il potere degli elementi
by Morgan Llywelyn
(*)(*)(*)(*)( )(23)
L'autrice propone in questo libro una saga fantastica che spazia dagli alboridella storia fino al futuro a noi più prossimo.

All Reviews

5
MikecasMikecas wrote a review
00
(*)(*)( )( )( )
da:

webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/Il Potere degli Elementi.html

Morgan Llywelyn e' una scrittrice conosciuta, divenuta abbastanza famosa sopratutto per i suoi romanzi basati sui miti celtici. Ho anche cercato di leggerne qualcuno, ma non sempre sono riuscito ad arrivare alla fine. Il romanzare vecchie e conosciute leggende limita molto la fantasia dell'autore, e i personaggi, dovendo in fin dei conti seguire un copione gia' definito, risultano facilmente unidimensionali, senza pofondita' ne' spessore emotivo. Un modo di intendere la Fantasy che mi attira molto poco, al pari della vecchia e mai rimpianta Sword and Sorcery che per tanto tempo mi aveva tenuto lontano da questo genere.
Ho comperato questo romanzo proprio perche', almeno in apparenza, abbandona il ristretto mondo delle saghe celtiche e cerca di affrontare qualche tema piu' generale, ed ero curioso di vedere l'evoluzione di questa scrittrice. Purtroppo non avevo controllato la data di pubblicazione dell'originale, che e' il 1984, cioe' sostanzialmente al suo esordio letterario.
Purtroppo la cosa e' evidente, perche' non si trattera' di miti celtici, ma pur sempre di miti, sebbene un poco piu' "universali", e trattati in modo estremamente semplice, quasi elementare. Personaggi scontati, tirati giu' con l'accetta, la narrazione che scorre a fatica (ma per questo bisognerebbe anche capire l'influenza del traduttore) e senza sorprese poiche', una volta capito il tema del romanzo, il racconto segue percorsi ovvi.
Tutto sommato uno spreco di soldi, e nemmeno pochi, visti i prezzi dei libri Delos.
Martina FrammartinoMartina Frammartino wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
(…) Il volume è diviso in quattro sezioni, ciascuna dedicata a un elemento e strutturata come un racconto totalmente autonomo, se non fosse per qualche rapido accenno che indica come ciascun protagonista sia un discendente del protagonista del racconto precedente. E se non fosse, soprattutto, per l’atmosfera e la consapevolezza che lega le quattro storie fino a formare un affresco più ampio.
Storie che parlano del rapporto con la natura, della sua forza primigenia, che può essere benevola come devastatrice, e che va sempre rispettata, a meno di accettare di pagare pene a volte anche molto pesanti come conseguenza dei propri sbagli.
Acqua.
“A mano a mano che le calotte polari si scioglievano, il livello dei mari si alzava. Quando si resero conto che la terraferma sarebbe stata sommersa dalle acque, le persone reagirono in modi diversi. Alcuni iniziarono a pianificare, altri cedettero al panico. Altri ancora non fecero nulla, e si rifugiarono nell’apatia finché non fu troppo tardi.”
La furia dell’elemento si scatena fin dalle prime pagine del racconto, e la vicenda è imperniata sulla lotta di un esiguo gruppo di persone per sopravvivere. Problemi pratici da risolvere, decisioni impopolari da prendere, una convivenza non sempre facile da accettare.
Kaisar si rende conto presto che i modelli di vita validi fino a quel momento vanno rivisti, e si accolla il difficile compito di guidare la piccola comunità, diffidando dell’acqua ma trovando con essa una strana sintonia. Perché, se ci si ferma ad ascoltare la sua voce immortale, può avere molte cose da insegnare.
Fuoco.
Dopo la chiusura introspettiva della prima parte ci si sposta nell’impero di Creta, per assistere alle vicende quotidiane di un suonatore di lira.
Gli intrighi di palazzo, il rapporto con la giovane moglie, i problemi di un amico, la schiavitù. Sono molti gli elementi che contribuiscono a donare a questo racconto la trama più articolata dell’intero volume.
L’atmosfera è soffocante, tanto per il calore innaturale quanto per la sensazione dell’imminente sopraggiungere di una catastrofe. I personaggi, pur descritti rapidamente per non rallentare la storia, sono concreti, reali, e le loro azioni hanno motivazioni ben precise. Hanno un obiettivo e lottano per raggiungerlo. Salvo scoprire alla fine che nulla possono contro la forza del fuoco.
Terra.
“La pietra sedeva sul fianco della collina e pensava. […] I pensieri della pietra erano quelli della terra, compattati e appesantiti dagli eoni, scagliati verso l’alto dai cataclismi, incastonati nel ghiaccio. Immobili per millenni. Essi spingevano, premevano, trascinavano.”
È il racconto più intimo e introspettivo, nel quale la catastrofe non colpisce una comunità ma muta drammaticamente la vita delle singole persone.
Annie Murphy è una casalinga del XIX secolo, intelligente, istruita e determinata. E se si imbatte in qualcosa che non riesce a spiegarsi, la sua prima reazione è quella d’indagare, per cercare di capire qualcosa di più. Ma alcuni fenomeni non sono spiegabili dall’uomo, richiedono solo il suo rispetto e la sua accettazione.
La storia è narrata molto bene, con i dubbi della protagonista che emergono e le sue sofferte decisioni che prendono forma. Richiede però, da parte del lettore, l’accettazione senza troppe spiegazioni di un elemento estraneo alla concretezza con cui viene narrata la vicenda.
Aria.
Un futuro prossimo venturo, una catastrofe ecologica imprevedibile nelle sue sfaccettature malgrado la prevedibilità del suo arrivo.
Dopo aver osservato il confronto con forze soverchianti di una comunità, di un piccolo gruppo di persone e di una singola donna, l’orizzonte improvvisamente si allarga per abbracciare tutto il pianeta. L’effetto è sconvolgente, perché le immagini prospettate non sono più quelle di un passato troppo lontano dalla nostra realtà, né troppo personali per poterci toccare.
Le persone di cui seguiamo la storia siamo — o potremmo essere — noi.
L’episodio che chiude la vicenda, evocativo e grandioso, riesce a unire la speranza con un ammonimento mai troppo attuale, ricordandoci che la narrativa non è solo divertimento ed evasione ma può anche essere spunto per riflessioni importanti.
Nessuna descrizione inutile, nessun elemento che non sia funzionale a portare avanti la storia s’insinua in un volume che percorre un lunghissimo arco di tempo ma che evidenzia come, per certi versi, gli esseri umani siano sempre uguali.
Una scrittura scorrevole unita a una buona resa delle diverse atmosfere e della psicologia dei personaggi, che a tratti raggiunge una notevole intensità contribuiscono a rendere questo libro una piacevole lettura. (…)
La recensione completa:
fantasymagazine.it/libri/10088/il-potere-degli-elementi

NarelenNarelen wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Una serie di quattro lunghi racconti che diviene storia dell'umanità e dei suoi rapporti con gli elementi naturali, il loro scatenarsi e il loro dominio.

Da notare che non si tratta di un fantasy nel senso classico del termine, ma piuttosto di un romanzo di genere 'fantastico'. Quasi una sorta di storia alternativa, o una spiegazione fantastica di eventi reali accaduti in un passato più o meno remoto.

Si inizia con l'Acqua, e le peripezie degli unici sopravvissuti allo scioglimento dei ghiacci e al conseguente innalzamento del livello del mare, per poi passare al Fuoco, con il disastro che colpì Creta per via dell'eruzione del vulcano dell'isola di Thera, che molti chiamavano Atlantide: quindi si passa alla Terra, negli Stati Uniti di fine Ottocento, dove una donna impara a divenire tutt'uno con le pietre e la terra stessa riuscendo a prevedere il clima, infine il cerchio si completa con l'Aria, in un racconto ambientato in un non troppo lontano futuro in cui il pianeta sta morendo bruciato per i continui stupri dell'uomo alla natura e al suo equilibrio.

E il cerchio ricomincia, come in ogni ciclo, senza false speranze sul ravvedersi dell'uomo, caratterizzato suo malgrado dalla convinzione di poter dominare chi non potrà mai essere dominato, la vita stessa intrisa di quegli elementi che sanno essere armonia ma anche spaventosa forza.

Intenso, spaventoso in alcuni tratti, soprattutto per quanto riguarda il secondo racconto, che fa provare davvero dei brividi di terrore. Una scrittura scorrevole e completa nelle descrizioni, che trasmette tutto quello che c'è da sapere sulla situazione, ma che sa evocare allo stesso tempo con grazia e potenza la forza pervasiva degli elementi.