Il primo che passa
by Gianluca Nativo
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Pierpaolo è cresciuto in un quartiere popolare alla periferia di Napoli, ma ha avuto la fortuna di nascere in alto, all'ultimo piano di una delle palazzine innalzate dal padre, e da quella posizione privilegiata lui e i genitori dominano la giungla di tetti, antenne e terrazzi abusivi sotto di loro. Studia medicina per accontentare i suoi, esce con le ragazze per non deludere gli amici, convinto che assecondando le aspettative degli altri possa difendersi da se stesso: ha vent'anni e ha appena capito di essere gay. Sono le cinque di mattina, è sotto casa dentro la macchina di un amico che gli piace e uno dei due forse è sul punto di svelarsi, quando l'intimità dell'abitacolo viene violata dalle luci blu delle volanti. Non sono venuti a prendere lui, come si sorprende a pensare, ma pochi minuti dopo a sbucare dal portone scortato dai carabinieri è suo padre. Il signor Tammaro nel quartiere è rispettato da tutti, è considerato uno che ce l'ha fatta, uno che si è emancipato dalla mandria, quasi una divinità, e Pierpaolo non ha mai avuto dubbi sulla natura dei suoi affari. Perché allora lo stanno portando via in manette, nel cuore della notte, come un criminale? Nei mesi seguenti, mentre il padre, condannato ai domiciliari, vivrà con la madre un tempo di clausura forzata e ripiegamento, in Pierpaolo avrà la meglio una spinta contraria e paradossale, di apertura alla città, al sesso, all'amore: è l'inizio di un percorso sempre più audace di esplorazione di sé e del proprio desiderio. E tra le decine di uomini che conoscerà per le vie di Napoli, incontri tanto eccitanti quanto deludenti, si nasconde la rivoluzione del primo amore e, forse, la speranza di una vita diversa da quella che gli altri hanno immaginato per lui. "Il primo che passa" è la storia di una dolorosa e ingenua iniziazione sessuale, un coming of age nervoso e febbrile come certi film di Xavier Dolan. Ma è anche il potente racconto di un amore giovane che germoglia in una Napoli combattuta tra squallore e grazia, messo in scena con la scrittura raffinata e le luci morbide di "Chiamami col tuo nome".

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Lo GilLo Gil wrote a review
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ErunerEruner wrote a review
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Preferivo stare sospeso, a primavera iniziata, tra la vita di prima, di cui non soffrivo i rimorsi, e una vita nuova di cui non avvertivo nulla se non il presagio.
Pierpaolo nasce, cresce e studia a Napoli; il suo sogno socialmente accettabile è quello di laurearsi in Medicina - i numeri e la metodicità scandiscono i suoi giorni colmandone le ombre, le incertezze e le ferite. Ma Pierpaolo, nel suo avanzare nella vita, scopre un riflesso di sé che inizia a riflettere un po’ troppo luce di quella che le consuetudini consentirebbero - in una famiglia e in una realtà sociale come la sua. La luce di Pierpaolo si riflette nelle sue iridi, nel suo battito cardiaco, nelle pulsioni sessuali che lo spingono a cercare la sua vera identità. Nel tentativo di bilanciare la propria indole con l’imposizione sociale, il giovane Pierpaolo si vedrà costretto a rivoluzionare le sue quotidianità e spingersi nella direzione della liberazione del sé da schemi precostruiti, da perbenismi asettici, da aspettative che non gli appartengono.

L’accettazione della propria omosessualità e la concessione - donata prima al suo corpo che alla sua mente - di un’emancipazione sessuale conscia e presente porterà il protagonista de Il primo che passa - romanzo d’esordio di Gianluca Nativo, edito Mondadori (collana Strade Blu) - a sperimentare, a spogliarsi non soltanto degli abiti, ma anche - e soprattutto - delle velleità, dei pudori, del giudizio sulla propria natura e sui propri desideri. Uno scavare nell’intimo e nell’emotività, la processione solitaria e costellata di interrogativi, i tentativi di permettersi di essere davvero felice (per se stesso e non per lo sterile, momentaneo bisogno di qualcun altro) condurranno Pierpaolo a una lenta, complicata maturazione, a un passo compiuto verso la costruzione di una nuova solidità sentimentale.

Un protagonista sui generis, quello che abita le pagine del romanzo di Nativo, portato spesso a cedere alla passività, all’assenza di quel coraggio che la sua età, probabilmente, ancora non ha nutrito a sufficienza. Il primo che passa è un testo che si immerge coerentemente nella geografia dove si sviluppa e che dà voce a un periodo della vita di ciascuno dove le fragilità sono ancora cristalli pronti a spezzarsi. Un romanzo che racconta una verità, un esordio letterario dalle suggestioni che non lasciano indifferenti.
MalitiaMalitia wrote a review
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Una volta, mentre eravamo fuori a pranzo, Eleonora Caruso mi disse: “insomma, come si fa a non sapere che rapporto hanno i tuoi personaggi con i loro genitori?”.⁣

La domanda mi è rimasta impressa a lungo, perché svelava, all’improvviso, una chiave letteraria profonda: se nella vita reale la relazione che ci segna per sempre è quella con la famiglia, nei romanzi, in tutti i romanzi, non poteva essere poi tanto diverso – senza per forza tirare fuori disastri filiali di karamazovniana memoria.⁣

“Eravamo tutti figli di qualcuno, le nostre vite rintracciabili con facilità, condannate a una narrazione che sfuggiva da noi stessi e non ammetteva repliche” dice Gianluca Nativo nel suo romanzo d’esordio, “il primo che passa”.⁣

È il nocciolo della sua storia: Pierpaolo vive in ambiente protetto, in una Napoli di periferia su cui troneggia, all’ultimo piano di una palazzina, la casa dove abita. Figlio di un costruttore che si è fatto da sé e che gli ha dato una vita agiata, si incastra tra le aspettative degli amici e quelle dei genitori, cercando di venire a patti con i compromessi ipocriti che questo mondo gli offre.⁣

Quando il padre viene condannato agli arresti domiciliari, l’ombra dietro cui Pierpaolo cerca di nascondersi si dissolve: il fatto che il ragazzo sia omosessuale e che non abbia mai scoperto il sesso fino a quel momento è soltanto uno dei tanti aspetti di un disvelamento più profondo.⁣

Pierpaolo comincia a esistere solo nel momento in cui i suoi genitori, che pur devono intuire qualcosa (“Se vuoi studiare in America basta che me lo dici, a mamma, noi ti mandiamo” continuano a ripetergli), si annullano. E nell’egoismo che reprime il figlio in uno stato prepuberale, da cui lui fatica a uscire, la casa dall’arredamento kitsch diventa un’asfissiante incubatrice dorata.⁣

“Il primo che passa” è un romanzo delicato, che parla dei gusci delle nostre esistenze: quelli visibili di una città incastonata sul mare – mai stereotipata, nella narrazione di Nativo – e quelli meno evidenti, radicati nella comodità di una vita predestinata che non desideriamo.⁣