Il professore di desiderio
by Philip Roth
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kovalskikovalski wrote a review
01
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VentieventitreVentieventitre wrote a review
29
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Spoiler Alert
Anatomia di un conflitto
Con la notevole eccezione della parte conclusiva, bellissima e intensa, non ho trovato sempre piacevole e avvincente la lettura di questo pur profondo e attento romanzo 'psicanalitico' (mi si passi la rozza aggettivazione). La narrazione risente talvolta di tortuosità che la appesantiscono, talvolta di accelerazioni che il lettore percepisce come veri e propri 'strappi', perché fanno perdere il senso di gradualità nella comprensione dell'evoluzione psicologica del protagonista (ad esempio, l'avvio in giovinezza di uno stile di vita 'libertino' viene presentato abbastanza bruscamente e non se ne approfondisce la graduale emersione nella personalità di Kepesh). Se si riesce a 'sopravvivere' a questi inconvenienti, tuttavia, con la complicità di uno stile molto peculiare, che dosa toni ironici e drammatici con grande misura, la 'semina' dei vari elementi nel corso della storia permette di giungere alle pagine finali con un buon livello di partecipazione (intellettiva o emotiva, a seconda della personale sensibilità).
L'ispirazione fondamentale della storia sta nella polarizzazione tra la forza inestinguibile del richiamo selvatico e primigenio del piacere e l'umana aspirazione a un pacifico, stabile radicamento affettivo, pre-condizione di processi generativi. Il primo campo si pregia di un ardente vitalismo, sempre attraente ma generatore di processi distruttivi per la sua stessa natura capricciosa ed effimera. Il secondo campo è il terreno del benessere e dell'armonia, ma nasconde la mortifera spirale della statica consuetudine.
Kepesh si dibatte tra i due poli, sviscerando a fondo i pieni e i vuoti di entrambe le condizioni. Non accetta questa tensione come dato irrisolvibile della condizione umana e questo esita in una vera e propria nevrosi, conclamata in modo drammatico quando si ritrova a frequentare la zona peggiore, ossia l'area intermedia tra i due poli, fatta di grigiore e solitudine. Tutti i personaggi con cui viene in contatto si possono abbastanza schematicamente schierare sui due fronti: da una parte le persone che vivono nella verità, ma che sono in preda alle forze distruttive dell'incostanza della pulsione, dall'altra le persone che vivono nella stabilità, o per convenzione/convenienza, o per sincero allineamento tra stile di vita e affettività (è il caso di Claire). Al termine del romanzo, lasciamo David posizionato sul secondo fronte, ma lui ha fatto in tempo a spiegarci di essere convinto che una forza più grande di lui, ineluttabile e ingovernabile, lo allontanerà da questa acquisizione per sospingerlo di nuovo verso la sponda opposta.
Alcune pagine dedicate alla natura 'pulita', profonda e costruttiva del piacere che David prova nell'attività culturale, soprattutto nella condivisione delle 'grandi domande' mediante l'insegnamento, potrebbero essere la chiave di volta per imboccare la risoluzione del conflitto, ma Roth sembra collocarle per incidens in un discorso che poi scivola altrove senza darvi ulteriore sviluppo. Proprio questo aspetto mi è sembrato, sul piano del contenuto, l'elemento meno convincente di tutto il romanzo.