Il richiamo delle spade
by Joe Abercrombie
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Serie: La Prima Legge I

In una terra lontana dove la linea di demarcazione fra Bene e Male sembra perdersi nelle nebbie di lande desolate, imponenti battaglie decidono le sorti del regno. Tra bieche intenzioni, debolezze e gelosie, la corsa al potere sarà spietata e non risparmierà nessuno.
Così, quando L’Unione resterà stretta in una morsa letale (nel lontano Nord, un barbaro che si è proclamato Re si appresta a invadere il regno; a Sud, il nuovo Imperatore dei Gurkish sta attuando piani analoghi), tre protagonisti vedranno incrociarsi i loro destini.

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Peppe953Peppe953 wrote a review
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“La lama stessa induce alla violenza. Omero”
“«Nessuno dà più importanza al passato, ormai», sussurrò. «Non capiscono che senza passato non esiste futuro».”
La prima legge è un lungo romanzo fantasy pubblicato in tre volumi, quindi non credo che si possa chiamare trilogia, perché non sono tre opere, ma una sola di 2200 pagine che immagino per ragioni commerciali, e forse anche di comodità, sono state pubblicate in tre volumi. Quindi non si possono leggere se non di seguito e bisogna leggerle tutte e tre!
Ma ne vale la pena, almeno per gli amanti del fantasy, del fantasy classico, non quello Young Adult che tanto a preso piede, e che vede come protagonisti giovani imberbi e spesso rammolliti, pavidi, indecisi, sciocchi e presuntosi e privi di qualsiasi risorsa vincere contro nemici che stanno per distruggere il mondo (qualunque esso sia) e che farebbero impallidire lo stesso Thor!
“Quale poeta scrisse che non c'è dolore peggiore di quello di un cuore spezzato? Stronzate sentimentali. Avrebbe dovuto passare più tempo nelle prigioni dell'Imperatore.”
No, in questo fantasy niente adolescenti, un romanzo per adulti (che detto così potrebbe far pensare a chissà che, ma non c’è niente che possa davvero definirsi scabroso) che con un linguaggio adeguato e personaggi reali. Un fantasy che non ti aspetti, perché ancora non c’era stato niente di simile!!
“«Se non hai paura non hai nemmeno coraggio»”
Reali per quanto possano essere quelli di un fantasy, ma sicuramente con caratteristiche umani, nel senso che non ci sono i buoni e i cattivi, ma c’è del bene e del male in ogni personaggio, come avviene nel mondo reale, dove quasi tutti hanno un prezzo, e dove in ognuno alberga il coraggio di fianco alla paura, l’orgoglio di fianco all’umiltà, non solo bianco è nero, ma una infinità scala di grigi.
“Tratta la gente come vorresti essere trattato tu e non puoi sbagliare.”
Dove non c’è spazio per le carinerie, mentre c’è sempre da aspettarsi il peggio, qualche carognata, qualche tradimento, ma infondo rispecchia il quotidiano di tutti i tempi.
“chi colpisce per primo, di solito colpisce anche per ultimo”
Un fantasy dove ad un certo punto anche i gli “eroi” vanno messi in discussione e non si sa più bene né in cosa sperare ne cosa aspettarsi!
Tutto ciò fa si che il romanzo mantenga vivo l’interesse fino all’ultima pagina, e che non finisca mai di sorprendere, anche se a tratti forse qualche pagina nella descrizione degli scontri poteva risparmiarsela, ma ci può anche stare!
Eccellente anche la qualità della scrittura, anche se all’inizio lascia un po’ perplessi e ci si interroga sulla validità delle traduzioni, ma poi andando avanti può addirittura capitare di restar sorpresi per la qualità di certi periodi.
“La pioggia frusciava sulla pietra sovrastante, l'acqua scrosciava nel precipitare sui ciottoli scivolosi, ruscellando giù dalle mura cadenti e gorgogliando nelle crepe della pavimentazione.”
Un grande romanzo, sotto tutti i punti di vista, lunghezza compresa! Per gli amanti (adulti) del genere assolutamente da leggere!
"La pazienza è la maggiore di tutte le virtù",
AngefabAngefab wrote a review
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Lentissimo
Primo libro di una trilogia, questo Il richiamo delle spade è riuscito a farmi ricredere su una mia vecchia e consolidata opinione: che le saghe, a parte qualche raro e fortunato caso, siano soltanto minestre riscaldate, allungate per incrementare il conto in banca di scrittori ed editori.
Questo romanzo di Joe Abercrombe invece mi ha fatto mutare parere: è prezioso perché mi consente di evitare di leggere e conseguentemente comprare gli altri volumi della serie! D’altra parte dubito che sarei riuscito ad arrivare alla fine di un unico libro contenente l’intera saga: anche il mio eroismo (o masochismo, fate un po’ voi) di lettore ha un limite.
Dunque, nella trama di questo romanzo ci sono gli elementi caratteristici di ogni fantasy di tipo eroico che si rispetti: il Guerriero sanguinario caduto in disgrazia, il Mago, qualche guerra, una Grande Avventura da portare a termine, qualche indomita fanciulla. A dire il vero c’è anche un tentativo di dipingere personaggi caricaturali, come uno dei protagonisti, il capitano Jezal, e tratteggiare improbabili profili psicologici, come quello dell’Inquisitore Glokta. C’è anche, di sottofondo, una critica all’assetto sociale, decisamente classista, della società della capitale del regno, senza che questo assuma comunque mai un ruolo importante nella vicenda. Colore, più che altro.
Visto così, sembra che in questo romanzo non manchi niente del minimo indispensabile per tirarci fuori un fantasy simile ai tanti in circolazione: l’Autore scrive in maniera passabile (parlo di un romanzo letto dopo la traduzione in italiano) e il testo è esente da errori banali (o perlomeno, io non me ne sono accorto), ma…
Ma probabilmente anche se ci fossero stati non li avrei visti, perché dopo i primi capitoli ho cominciato a leggere dormicchiando, preso dal ritmo insostenibilmente lento con cui scorre la narrazione.
Andando ad analizzare il testo, si scopre che il romanzo è in buona parte «raccontato», e spesso le considerazioni dei vari personaggi prendono il posto delle descrizioni. Andando a spulciare nella biografia dell’Autore, ho scoperto che ha seguito un corso di laurea in psicologia, e immagino che non avendo mai esercitato abbia voluto mettere in pratica le nozioni apprese in questo romanzo, ma considerato che i personaggi sono usciti dalla sua testa e che stiamo parlando di Abercrombie e non di Proust, poteva tranquillamente risparmiarsi e risparmiarci questa fatica.
Fuori dalle battute, il romanzo è lentissimo, le situazioni sono irreali anche per un fantasy, le ambientazioni sono povere nonostante i lunghi pezzi dove non succede niente e i tentativi di fare del simpatico umorismo sono a mio parere patetici. Consiglio sinceramente agli amanti del genere di evitarsi questa sofferenza: davvero non ne vale la pena.