Il sangue dei vinti
by Giampaolo Pansa
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La cornice in cui si inserisce la ricostruzione dei tanti eventi ripercorsinel volume vede Giampaolo Pansa confrontarsi con Livia, una brillantefunzionaria della Biblioteca Nazionale di Firenze, che a suo tempo avevasvolto ricerche sui fatti sanguinosi dell'immediato dopoguerra. Assieme a lei,l'autore si avventura su un terreno minato, socchiudendo porte che ancora oggimolti vorrebbero tenere sbarrate: l'accusa di revisionismo è sempre in agguatoper chi, pur condividendo le stesse posizioni dei vincitori, vuole scriveretutta intera la storia. Pansa non se ne cura e indaga nelle pieghe di episodie circostanze che videro migliaia di italiani vittime delle persecuzioni edelle vendette di partigiani e antifascisti.

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NoodlesNoodles wrote a review
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E' abbastanza difficile dare una valutazione di questo libro. Dal punto di vista della lettura mi ha deluso perché le storie delle persone di cui racconta sono resoconti quindi approfondisce molto poco nella descrizione delle azioni dei protagonisti. E' un libro molto sbilanciato sulle vendette, anche molto sommarie e crudeli, che ci furono dopo la fine della guerra da parte dei partigiani nei confronti dei fascisti. Il libro è molto duro, impressionante, però ha in definitiva un solo punto di vista e quindi è molto parziale e si può dire molto di parte. Ciò che è evidente è che l'uomo è un animale e talvolta non riesce a gestire il suo istinto: se ti hanno ucciso dei familiari, se ti hanno torturato, se hai visto commetter delle mostruosità ai danni del popolo, riesci poi ad essere giusto nella punizione del tuo aguzzino, degli aiutanti del tiranno, una volta che passi da vinto a vincitore? Nessuna giustificazione per qualsiasi violenza gratuita, la democrazia non dovrebbe rispondere pan per focaccia o con la legge del taglione. Vero è che dopo la liberazione è evidente che ancora un nuovo stato italiano per alcuni anni non c'è stato e in quel periodo alcune zone sono state la terra di nessuno, quindi la terra delle vendette comunque non giustificabili per le violenze subite, per le mostruosità commesse e per aver portato l'Italia in una guerra senza senso. La morale è che dobbiamo evitare le guerre a tutti i costi perché la guerra consente all'uomo di non avere più limiti ed è difficile bloccare le violenze anche gratuite non solo durante ma anche dopo che la guerra è finita. E dobbiamo curare, aiutare, migliorare e tenerci ben stretta la democrazia.
blanc15blanc15 wrote a review
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MingamarcoMingamarco wrote a review
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